descalzi putin

L'ENI NON CHIUDE I "RUBLINETTI" CON MOSCA – LA UE GELA GLI USA SULL'EMBARGO AL PETROLIO RUSSO: “NON POSSIAMO PERMETTERCI LO STOP IN SEI MESI”. E L'ENI APRE DUE CONTI PER IL GAS RUSSO: UNO È IN RUBLI - IL DENARO ARRIVERÀ IN RUSSIA IN EURO E SARÀ POI CONVERTITO IN VALUTA RUSSA "SENZA COINVOLGIMENTO DELLA BANCA CENTRALE" DI MOSCA – L’AZIENDA: “UNA DECISIONE CONCORDATA CON IL GOVERNO. NON VIOLIAMO ALCUNA NORMA APRENDO UN CONTO ANCHE IN RUBLI”

Da tg24.sky.it

 

PUTIN E I RUBLINETTI - BY EMILIANO CARLI

Eni ha annunciato di aver avviato - in accordo con le istituzioni italiane -  le procedure per aprire due "conti K" presso Gazprombank in doppia valuta, uno in euro e uno in rubli, per continuare a pagare le forniture di gas russo. I rifornimenti energetici non verranno pagati in rubli, come richiesto dal Cremlino e come vietato dalle sanzioni messe a punto contro Mosca per la guerra in Ucraina. L’adempimento degli obblighi di pagamento si intenderà infatti completato con il primo trasferimento in euro, come previsto dai contratti in corso. Solo in un secondo momento l’importo verrà convertito in rubli.

 

Le attività operative di conversione della valuta, da euro a rubli, “saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall'accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa". L’operazione arriva a ridosso delle “imminenti scadenze di pagamento dei rifornimenti” e, spiega Eni, è stata conclusa "senza accettazione di modifiche unilaterali dei contratti in essere".

putin gas

 

Eni sottolinea che proseguirà a operare nell’ambito delle norme inserite nei contratti, che “prevedono il soddisfacimento dell'obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnerà anche l'esecuzione dei relativi pagamenti". Ogni eventuale “costo o rischio connesso alla diversa modalità esecutiva dei pagamenti” sarà a carico di Gazprombank.

 

draghi descalzi premio atlantic council

L'apertura dei conti, ha detto Eni, è avvenuta "su base temporanea". In ogni caso, il gruppo energetico si riserva - "in assenza di future risposte complete, esaustive e contrattualmente fondate da parte di Gazprom Export" - di avviare un arbitrato internazionale sulla base della legge svedese (come previsto dai contratti in essere) "per dirimere i dubbi rispetto alle modifiche contrattuali richieste dalla nuova procedura di pagamento e alla corretta allocazione di costi e rischi”. Eni assicura anche che “rispetterà qualsiasi eventuale futuro provvedimento normativo che dovesse intervenire a sanzionare il trading del gas o le attuali controparti".

 

 

LA UE GELA GLI USA SULL'EMBARGO RUSSO ENI APRE I CONTI K

GABRIELE ROSANA per il Messaggero

 

DRAGHI PUTIN GAS

Sui piani per la diversificazione energetica da Mosca - che oggi verranno presentati con il maxi-pacchetto RePowerEU - sono allineati, ma sulle sanzioni contro la Russia Europa e Stati Uniti non parlano la stessa lingua. Se n'è accorta ieri (a sue spese) la segretaria Usa al Tesoro Janet Yellen che, intervenendo al Brussels Economic Forum, ha ricordato che sul fronte energetico «l'Europa sta affrontando una situazione particolarmente difficile». Motivo per cui da Washington arriva il plauso per la proposta dei «leader Ue di eliminare gradualmente tutte le forniture russe entro sei mesi», seguita dall'offerta di aumentare l'export di gas naturale liquefatto americano verso l'Europa per contribuire a «rompere la dipendenza dall'energia russa».

 

I GASDOTTI VERSO L EUROPA

Una lettura, quella dello stop radicale, nella migliore delle ipotesi affrettata - se non una gaffe in piena regola -, visto che i Ventisette non hanno ancora deciso nessuno stop totale ai flussi in arrivo da Mosca, né una tempistica per colpire le importazioni di metano, mentre sull'embargo al petrolio russo a partire da fine anno è stallo nei negoziati da due settimane, con l'Ungheria che rimane fortemente contraria. Il Parlamento europeo è l'unica istituzione Ue ad aver chiesto, in una risoluzione non vincolante, l'immediato embargo totale di tutte le forniture: gas, petrolio, carbone e combustibile nucleare.

 

A sera, a gelare lo sprint di Yellen, sono arrivate le parole dell'Alto rappresentante Josep Borrell, disarmato dalle numerose fumate nere sul petrolio di questi giorni: lo spagnolo ha liquidato i commenti dell'esponente americana come «delle interpretazioni non corrette.

 

VLADIMIR PUTIN E IL GAS

Una completa interruzione delle forniture energetiche dalla Russia non è una decisione che saremmo pronti a prendere, non ce lo possiamo permettere». Oltre gli scivoloni, però, di energia europei e americani riprenderanno a parlare già oggi, nel G7 dei ministri delle Finanze in programma a Bonn, terza e ultima tappa del tour di Yellen che ieri, dopo un faccia a faccia con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è tornata a insistere sulla proposta a stelle e strisce di un tetto al prezzo del greggio al posto (o al fianco) dell'embargo a cui lavora Bruxelles.

 

Washington teme in particolare che, se mai venisse approvato, lo stop radicale alle importazioni di petrolio provocherebbe un terremoto sui mercati globali e contribuirebbe a infiammare i prezzi dell'oro nero. Per questo è in pressing sugli alleati per valutare una soluzione alternativa, come il prezzo regolamentato oppure l'istituzione di dazi. Parlando di «suicidio energetico da parte dell'Occidente», ieri Vladimir Putin si è detto convinto che «per effetto delle misure contro la Russia, il prezzo dei prodotti petroliferi aumenta a un ritmo vertiginoso».

PUTIN

 

Se sul petrolio si naviga a vista (con il premier ungherese Viktor Orbán che chiede almeno 770 milioni di euro a sostegno dell'industria nazionale prima di rimuovere la minaccia di veto), sul gas, e in particolare sulle modalità di pagamento - nel giorno in cui anche Eni ha deciso «in via cautelativa» di avviare le procedure per aprire il doppio conto corrente (in euro e in rubli) presso Gazprombank -, la confusione la fa da padrona.

 

«Saldo in euro o dollari sì, apertura del conto in rubli no»: ieri il portavoce della Commissione ha messo in chiaro che aderire allo schema dei due conti - l'uno denominato in euro, l'altro in valuta russa - rappresenta una violazione delle sanzioni. Un'indicazione, tuttavia, non così esplicita nei due documenti - uno di metà aprile, l'altro di venerdì scorso - contenenti gli orientamenti dell'Europa dopo il decreto del Cremlino.

 

L'esecutivo Ue ha fatto circolare la versione aggiornata fra i Paesi membri e le società importatrici, invitate a compiere la transazione in euro o dollari, come da contratto, accompagnandola con una dichiarazione per cui il pagamento si considera esaurito al momento del versamento del corrispettivo e prima della conversione della valuta: un testo ambiguo che ha scontentato i fautori della linea dura contro Mosca, come la Polonia.

VLADIMIR PUTIN

 

«Ciascun Paese membro deve far rispettare le sanzioni, vigilando anche sull'ottemperanza da parte della società - ha proseguito il portavoce di palazzo Berlaymont -. In caso di violazione, la Commissione può aprire una procedura di infrazione contro lo Stato».

 

Iter che, però, di norma dura diversi anni: insomma, una non-risposta, mentre come Eni anche altri importatori, dai tedeschi di Uniper agli austriaci di Omv, aprono il conto in rubli per evitare la chiusura dei rubinetti. Come successo invece un mese fa a Polonia e Bulgaria, dopo il loro rifiuto di aprire il conto K, e come potrebbe presto accadere anche alla Finlandia, che ieri ha chiarito di non avere intenzione di uniformarsi al diktat del Cremlino.

vladimir putin le vie del gas russoclaudio descalzidescalzi premio atlantic councilluigi di maio claudio descalzi in algeriaclaudio descalzi e luigi di maio in qatar GASDOTTI RUSSI

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’