curva nord inter antonio bellocco andrea beretta vittorio boiocchi marco ferdico

'NDRINE A SAN SIRO - L'ASCESA AI VERTICI DELLA CURVA NORD NERAZZURRA DA PARTE DI ANTONIO BELLOCCO, RAM-POLLO DELLA 'NDRANGHETA UCCISO DAL LEADER DEGLI ULTRAS DELL'INTER ANDREA BERETTA, SEMBRA LA TRAMA DI UNA SERIE CRIME - IL RUOLO DI MARCO FERDICO CHE FAVORISCE L'INGRESSO DI BELLOCCO NEL GIRO DELLA NORD PERCHÉ VICINO AI TIFOSI ROSSONERI CON CUI SI DIVIDONO GLI AFFARI - MA BERETTA CONSIDERA "U NANU" "SCOMODO" E 4 GIORNI PRIMA DEL DELITTO RICEVE UNA SOFFIATA CHE…

1. ’U NANU E L’ASCESA AL POTERE CON IL VIA LIBERA DEI MILANISTI I CLAN IL COLLANTE TRA LE CURVE

Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per il "Corriere della Sera"

 

andrea beretta

«Noi non siamo una democrazia che tutti possono dire quello che vogliono. Non è così, è una falsa democrazia. Noi comandiamo e decidiamo noi...». Così, Andrea Beretta, sintetizza in una piccola lezione di «mentalità» cosa significhi comandare una curva. In questa «falsa democrazia» però secondo gli inquirenti si nasconderebbe molto di più: droga, estorsioni, infiltrazioni mafiose. Tutto su un unico tavolo che mette insieme interisti e milanisti. […]

 

Poi ci sono i concerti, gli eventi e tutto ciò che ruota intorno al Meazza (e non solo). Per questo il sospetto degli inquirenti che indagano sul delitto Bellocco è che per forza di cose ci sia un’intesa (criminale) tra i vertici delle due curve.

 

antonio bellocco e andrea beretta

[…] Ma due anni fa succede qualcosa che fa cambiare le carte in tavola. E riguarda lo sbarco a Milano di Antonio Bellocco che, si dice, non solo scalza Beretta dal suo ruolo di capo ultrà, ma trova le maggiori simpatie dell’altra sponda, quella rossonera. Anche perché la famiglia Bellocco è una garanzia, e il narcos Luca Lucci (capo dei milanisti) ben conosce la geografia della ’ndrangheta. Così Berro diventa sempre più scomodo, fino al piano di farlo fuori e alla contro uccisione di ’u Nanu.

 

Ma per capire come si sia arrivati fin qui occorre partire da quell’intercettazione e da un’inchiesta del 2019 (pm Lesti, gip Salvini) che la procura aveva da poco avviato per far luce sugli assetti della curva dopo gli incidenti di Inter-Napoli del 2018 che avevano portato alla morte dell’ultrà Dede Belardinelli.

 

vittorio boiocchi

L’inchiesta ricostruisce l’ascesa dello «zio» Boiocchi, tornato sulla Nord dopo 26 anni di galera, e il sempre maggior potere di Berro. In quell’indagine emergono anche pressioni sulla società (molto brusche) di Boiocchi per avere biglietti e agevolazioni. Tutto però finisce archiviato. […]

 

Quando Boiocchi viene ucciso — nell’ottobre 2022 […] Beretta finisce quasi naturalmente sulla poltrona più importante. […] Ma il capo ultrà non può andare allo stadio perché daspato e la sorveglianza speciale gli impedisce di venire a Milano. Così si affida a Marco Ferdico […] come rappresentante e volto degli ultrà nerazzurri.

marco ferdico

 

Ferdico è giovane, ha una condanna per droga, sa usare i social e ha una faccia meno «violenta» rispetto a quella di Beretta. […] Ferdico però ha anche legami acquisiti con la Calabria, e una grande amicizia con Antonio Bellocco. ‘U Nanu si è trasferito da poco a Pioltello, nell’hinterland di Milano, dopo aver scontato 9 anni per associazione mafiosa. È interista, e lentamente entra sempre più nel giro della Nord. […]Bellocco […] sale. Sempre più in alto. I social mostrano le tracce di questa scalata.

 

andrea beretta e antonio bellocco nella partita di calcetto prima dell'omicidio

Foto di vacanze con Ferdico e family, foto con i ragazzi della curva, foto con il capo ultrà Beretta. Negli ambienti dell’antimafia si drizzano i capelli. Il rampollo di ’ndrangheta non si nasconde, anzi. Si arriva così alla scalata e allo scontro finale con Beretta. Ma finisce nel peggiore dei modi. Il solo trono che mai traballa è quello rossonero di Lucci. Anche lui non può andare allo stadio ma ha pretoriani (calabresi) che sorvegliano tutto dagli spalti. […]

 

2. LA SOFFIATA PRIMA DELL’OMICIDIO «DA GIUGNO TEMEVO DI MORIRE»

Estratto dell'articolo di C. Giu. per il "Corriere della Sera"

 

andrea beretta.

La soffiata decisiva arriva quattro giorni prima del delitto. A spifferare che il piano di uccidere il capo ultrà Andrea Beretta è ormai pronto è «una persona molto vicina a Bellocco». È l’ultimo colpo per Berro […] «Voleva farmi fuori», racconterà Beretta ai pm Paolo Storari e Sara Ombra che lo interrogano mercoledì sera quando confessa di aver ucciso a coltellate l’amico rivale Antonio Bellocco. E ammette che si è trattato di un agguato improvvisato. Perché Bellocco — rampollo della ’ndrangheta di Rosarno — era disarmato e la pistola con la quale la vittima gli avrebbe sparato un colpo all’anca era in realtà sua (aveva una fondina ascellare).

 

antonio bellocco

Anche se, dice, c’è stata una colluttazione e Bellocco è riuscito a strappargliela di mano. I filmati delle telecamere (mostrati ieri dal TgLa7 ) riprendono il capo ultrà che dopo aver ferito una prima volta Bellocco ed essere caduto dalla portiera del guidatore, si rialza, gira intorno alla Smart, apre il lato passeggero e si allunga nell’abitacolo. In quel momento, secondo procura e carabinieri, colpisce di nuovo Bellocco. Con ferocia, più volte, come per finirlo. Un frame decisivo che potrebbe allontanare l’ipotesi (sempre più remota) di una legittima difesa. […]

 

C’è poi un altro giallo. Uno dei due testimoni ha detto di aver sentito «due spari» e non uno. Tanto che i carabinieri del Nucleo investigativo sono tornati ieri a Cernusco sul Naviglio, fuori dalla palestra «Testudo», alla ricerca dei segni di un secondo proiettile. E lo stesso hanno fatto sull’auto di Bellocco. Tutto finora senza esito. Beretta parla di un solo colpo nei suoi confronti prima della caduta del caricatore che ha lasciato l’arma scarica. […]

antonio bellocco

 

«Io ho cercato fino all’ultimo di tenere fuori i calabresi dalla curva», ha ripetuto Beretta in questi giorni definendosi una sorta di baluardo contro le infiltrazioni mafiose. Non ha spiegato però a cosa si riferisse e quali fossero i reali interessi di Bellocco. Ma se davvero esiste una torta che faceva gola al clan della ‘ndrangheta, significa che quella torta è stata a lungo nelle mani di Beretta e soci. «Noi ultrà siamo delinquenti, ma quelli sono peggio». Intorno a sé però negli ultimi tempi avrebbe raccolto sempre meno consenso.

 

omicidio antonio bellocco

In mezzo c’è la figura di Marco Ferdico, volto pubblico della Nord, voluto proprio da Beretta. È stato colui che ha introdotto Bellocco negli ambienti del tifo. Dopo la spaccatura, iniziata alla fine dello scorso campionato, Ferdico ha finito per sostenere di fatto la scalata dell’amico calabrese. Beretta però non è uno sprovveduto (ha amicizie con i Manno-Maiolo della ’ndrangheta di Pioltello) e può contare ancora su diversi legami di peso in curva. Come l’insospettabile («molto vicino a Bellocco») che prima del delitto lo ha messo in guardia. Un nome che scotta e molti (non solo gli investigatori) stanno cercando di scoprirlo.

 

Dalla Calabria, intanto, sono arrivati a Milano diversi familiari della vittima. Almeno quelli che non sono in carcere. Il timore di una vendetta immediata agita le cosche. […] Una faida adesso avrebbe effetti nocivi sugli affari di tutti. Ma la morte del rampollo di un casato così importante non potrà restare impunita. E questo Beretta, in isolamento nel carcere di Opera, lo sa fin troppo bene.

Articoli correlati

LA VERSIONE DI ANDREA BERETTA, CAPO ULTRAS DELL\'INTER CHE HA UCCISO ANTONIO BELLOCCO...

QUELL\'INSOLITO CLAN-CLAN NELLA CURVA NORD DI SAN SIRO - DIETRO ALL\'OMICIDIO DI ANTONIO BELLOCCO...

GOVERNARE LE CURVE? SIGNIFICA GESTIRE IL POTERE - GLI AFFARI VANNO OLTRE I COLORI DELLA MAGLIA...

COSA C'E DIETRO L'OMICIDIO DI ANTONIO BELLOCCO, IL DISCENDENTE DELLA FAMIGLIA 'NDRANGHETISTA ...

TRUCI A SAN SIRO - NON SERVIVA L\'OMICIDIO DEL RAM-POLLO DELLA \'NDRANGHETA MARCO BELLOCCO DA PARTE..

andrea beretta omicidio Vittorio Boiocchivittorio boiocchi funeraliVITTORIO BOIOCCHImarco ferdicovittorio boiocchi tifosivittorio boiocchiomicidio antonio bellocco

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…