rotativa

L'ORO BIANCO NON E' PIU' LA COCAINA MA LA CARTA! - L'AUMENTO DEL PREZZO DEL GAS MANDA IN CRISI LE CARTIERE (CHE FANNO PARTE DEL SETTORE ENERGIVORO) - I PRODUTTORI ITALIANI HANNO SFORNATO 9,6 MILIONI DI TONNELLATE DI CARTA MA POCO PIU' DEL 20% E' STATO DESTINATO A EDITORIA, PUBBLICITA', CATALOGHI E PUBBLICAZIONI DI VARIO GENERE - UN ALTRO 20% E' DESTINATO ALLE CARTE IGIENICO-SANITARIE MENTRE IL 56% VA TUTTO NEGLI IMBALLAGGI, COMPRESI I PACCHI AMAZON...

Mario Baudino per “la Stampa”

 

il caro energia ferma le cartiere

Già un grande romanziere, nella prima metà dell'Ottocento, aveva studiato il problema della stampa e della carta; anzi, nel mondo della letteratura era l'unico ad averlo fatto: con un interesse particolare all'argomento, anche perché tentò di mettere a frutto le sue conoscenze in un'impresa topografica che, manco a dirlo, si risolse in un disastro.

 

Nel prologo a uno dei suoi libri più noti, Illusioni perdute, cerca infatti di istruire il lettore, onde capisca meglio tutto quanto sta per avvenire nella vita parigina, frenetica e infine sfortunata, del bellissimo Lucien de Rubempré, e in quella provinciale del fraterno amico, e poi cognato, David Séchard, rimasto al paesello ma coinvolto - disastrosamente - per lo più a distanza.

il caro energia ferma le cartiere

 

Stiamo ovviamente parlando di Honoré de Balzac: che si lancia in una descrizione minuziosissima di una tipografia di provincia, e infine racconta nel dettaglio la storia della carta, «prodotto non meno meraviglioso della stampa», partendo ovviamente dai cinesi e arrivando ai suoi giorni, afflitti da un improvviso problema di crescita economica.

 

caro energia ferma le cartiere progest

Sono passati quasi duecento anni ma Balzac aveva visto bene un problema destinato a ripetersi nella storia. Che ne sarebbe di noi, infatti, se nel Celeste Impero non l'avessero inventata nel 105 d. C. (o forse due secoli prima)? A parte le tasche vuote, senza carta moneta e non necessariamente con la carta di credito plastificata, non ci sarebbero bicchieri, piatti, tovaglioli, scatole, imballaggi, bustine del tè, carta igienica (già nota ai soliti cinesi, ma realizzata da noi nel 1850 da Joseph C. Gayetty, che la presentò come «carta medica»); e poi certificati, passaporti, vestiti, sacchi, persino armi, case e aeroplani. Ora abbiamo un problema: costa troppo, scarseggia, proprio mentre ne servirebbe in maggioro quantità.

 

CARTIERA 2

Quando scrive Balzac, sta accadendo qualcosa di simile: la carta è sempre più richiesta, ma è sempre più costosa, perché se ne può produrre relativamente poca. Riassumiamo per chi abbia saltato il capitolo giudicandolo (a torto) noioso: in quel momento, e peraltro da secoli, viene prodotta con stracci, preferibilmente di lino o di cotone: ma ce ne sono sempre meno a disposizione perché la gente rattoppa gelosamente la biancheria, e la cambia con parsimonia.

 

CARTIERA BURGO

A meno di non ipotizzare una crescita esponenziale della popolazione, bisogna trovare un'altra soluzione: ovvero, dice lo scrittore, ricavarla da «canne fibrose». Stava già accadendo: il primo che ci provò davvero in età moderna fu un certo Matthias Koops, cartografo e inventore spiantato. Dimostrò nel 1800 che c'era la possibilità di impiegare «solo legno nostrano», come scrisse in un suo manuale; avviò una fabbrica e andò in rovina. Ma la strada era segnata, e fu una rivoluzione.

CARTIERA 1

 

La carta di legno a basso prezzo ha consentito nell'Ottocento la grande crescita dell'industria tipografica e soprattutto dei giornali, in altre parole della società moderna.

Oggi affronta di nuovo minacce impreviste, legate a un vertiginoso aumento dei costi - non più degli stracci, ma in parte della cellulosa e soprattutto dell'energia. Le cartiere ne divorano in grande quantità, il prezzo del gas è per loro un moltiplicatore minaccioso. Il problema riguarda in generale tutta l'industria alla prese con i costi dell'energia, visto che non riusciamo a far a meno del gas (insanguinato) di Putin.

 

CARTIERA BURGO

Ma in questo settore, molto "energivoro", è particolarmente grave. «La produzione delle 150 cartiere, che svolgono un ruolo essenziale per le tipologia di prodotti e per il riciclo e l'economia circolare - ci dice il direttore generale di Assocarta, Massimo Meduno -, è condizionata dai costi del gas, ma soprattutto in prospettiva di mancanza di offerte per i rinnovi dei contratti per il prossimo anno termico. Con prezzi sui 240 euro Megavattora (ovvero un milione di watt applicati in un'ora) molte si stanno fermando o si fermeranno determinando un taglio di disponibilità di carta per gli usi essenziali e minore capacità di riciclo».

CARTIERA

 

Nonostante l'elettronica, e i computer, continuiamo infatti a vivere come non mai in un mondo cartaceo, non solo per quanto riguarda i libri e i giornali (nessuno riuscirà mai a confezionare un pacchetto con un involucro virtuale, ma si potrebbero fare esempi anche molto più imbarazzanti, al proposito). Nel giro di pochi anni, però, il costo è aumentato di dieci volte, tra alti e bassi.

 

Nel mondo dei libri, per esempio, si è passati da 120 a 200 milioni, come ha spiegato il presidente dell'Aie (Associazione italiana editori) Ricardo Franco Levi in un recente convegno. E se i libri sono il momento di massima visibilità per la carta (insieme ovviamente ai giornali) guardando appena un po' più a fondo si scopre che la parte del leone nel consumo di questo bene prezioso la fa qualcun altro, un vero divoratore.

STAMPANTE DI QUOTIDIANI

 

La letteratura ha esaltato almeno due insigni "cartivori": di recente il ratto Firmino, il divoratore di biblioteche creato da Sam Savage (Firmino, avventure di un parassita metropolitano uscì per Einaudi nel 2008) e tanto per tornare al Balzac di Illusioni perdute, il segretario di un principe svedese che non riesce a resistere e trangugia i documenti più importanti, incluso un trattato di pace, tanto da finire sulla forca (Edgardo Franzosini ha indagato sul personaggio, che ha origini storiche, in Il mangiatore di carta, Sellerio).

 

jeff bezos kindle

Ma negli ultimi anni si è fatto largo un concorrente reale e per niente letterario: l'imballaggio. I produttori italiani (siamo appena diventati i secondi in Europa dopo la Germania - anche per quanto riguarda la carta riciclata -; i colossi internazionali sono invece, al solito, Stati Uniti Cina e Canada) hanno sfornato nel 2021 oltre 9,6 milioni di tonnellate. Poco più del 20 per cento sono state destinate a editoria, pubblicità, cataloghi e pubblicazioni di vario genere; un altro 20 per cento riguarda carte igienico-sanitarie, mentre il 56 per cento va tutto negli imballaggi, compresi i pacchi di Amazon (il resto, 4 per cento, si disperde in altre utilizzazioni minori).

imballaggi esilaranti 12

 

Sono proprio i colossi dell'e-commerce quelli che ne fanno maggior uso, ora che dopo la pandemia c'è stato un ulteriore aumento della domanda. Editori e cartai hanno chiesto aiuti al governo, com' è logico: ancora non c'è nulla di deciso - e non c'è neppure un governo nel pieno dei suoi poteri, se è per questo.

 

Possiamo chiederci se il nostro meraviglioso mondo di carta, che ha resistito alle nuove tecnologie informatiche, rischi di venir meno, di impoverirsi gravemente. Quanto ai libri (ad altri oggetti si potrebbe anche rinunciare), proprio non ci sono alternative, nonostante l'enfasi sugli e-book (ieri) e sugli audiolibri (oggi). Secondo Levi, ci sono editori che hanno persino rinunciato a ristampare alcuni best seller, per carenza di forniture e costi ritenuti insostenibili.

Kindle Amazon

 

Qualcuno magari non la riterrà una catastrofe (anzi), ma resta il fatto che i lettori a quanto pare quello continuano a volere: libri da sfogliare e non schermi da "scrollare". Il nuovo fenomeno globale che fa da volano alle vendite, come si sa, è del resto TikTok, il social degli adolescenti: che si scambiano opinioni e suggerimenti anche e molto sui libri, postando, com' è ovvio, le copertine; più sono suggestive più funzionano: non sono le illustrazioni che fanno da copertina agli e-book, no, sono proprio quelle, spesso raffinatissime, magari persino in leggero rilievo, dei "vecchi" libri di carta. Su che cosa poi nascondano nelle pagine del testo si potrebbe discutere a lungo, ma questa è già un'altra storia.-

JEFF BEZOS CON KINDLE FIRE HD E KINDLE FIRE HD 8.9Kindle cambia le regole di compenso

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...