boris johnson huawei donald trump

IL 5G A HUAWEI? “È COME LASCIARE UNA VOLPE LIBERA IN UN POLLAIO” - L’AGENZIA D’INTELLIGENCE BRITANNICA “GCHQ” SFIDA IL GOVERNO (E L’MI5) E, COME GIÀ HA FATTO IL NOSTRO COPASIR,AVVERTE SUI RISCHI DELL’INTRUSIONE CINESE NELL’INFRASTRUTTURA STRATEGICA - MA LA DECISIONE ORMAI È PRESA. CHE DIRÀ DONALD TRUMP ALL’AMICO BORIS?

 

 

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

BORIS JOHNSON USA UN TELEFONO HUAWEI

Concedere a Huawei un ruolo nella costruzione dell’infrastruttura 5G del Regno Unito sarebbe come “lasciare una volpe libera in un pollaio”. La citazione è di un’alta fonte del Sunday Times al GCHQ, la più grande agenzia d’intelligence britannica, l’equivalente dell’Nsa statunitense. Un avvertimento che suona simile a quello lanciato in Italia dal Copasir un mese fa.

 

Huawei

Il quotidiano britannico da settimane segue gli sviluppi che stanno portando alla decisione che il premier Boris Johnson e il National Security Council dovranno prendere entro fine mese sul colosso cinese raccontando le pressioni statunitensi e le voci che a Londra, invece, spingono per un’apertura a Huawei (dal capo dell’MI5 fino a diversi ministri di punta dell’esecutivo conservatore). Nei giorni scorsi anche noi su Formiche.net abbiamo raccontato lo scontro tra Regno Unito e Stati Uniti in un mese caldissimo per il primo: non soltanto la scelta sul 5G ma anche, il 31 gennaio, la Brexit.

BORIS JOHNSON DONALD TRUMP

 

L’ultimo tassello di questo complesso puzzle l’ha messo, come dicevamo, il Sunday Times: “Alti funzionari dell’agenzia sono preoccupati del rischio di un’apertura della rete 5G britannica a Huawei, azienda tecnologica con stretti legami con l’intelligence cinese”, scriveva ieri l’edizione domenicale dello storico giornale londinese. Anche un ex funzionario citato dal quotidiano è critico: “Sarebbe fottutamente assurdo”.

 

LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI

La decisione, però, sembra essere ormai stata presa. Le fonti del quotidiano parlano, infatti, di una “conclusione già scritta” nonostante i risultati preoccupati dei test sugli apparecchi Huawei condotti in una struttura governativa a Banbury, nell’Oxfordshire. Le preoccupazioni dell’agenzia sono legate alla sicurezza di Huawei, al rischio che il colosso, e quindi potenzialmente anche l’intelligence cinese, abbia un “accesso senza precedenti” ai dati sensibili dei cittadini britannici. E non bastano le rassicurazioni secondo cui l’azienda dovrebbe essere esclusa da aree sensibili come Westminster e le basi principali della Marina di Sua Maestà a Faslane, Davenport e Portsmouth.

huawei a shenzhen 1

 

In un ultimo disperato tentativo, il GCHQ avrebbe consigliato al governo di evitare l’apertura a Huawei per quanto riguarda le parti “core” della rete, nonostante molti esperti riscontrino difficoltà a distinguere tra queste e le “edge”. 

 

Nel Regno Unito sta andando in scena uno scontro tra servizi segreti. Il capo dell’MI5, Andrew Parker, la scorsa settimana ha detto che la condivisione di intelligence tra Stati Uniti e Regno Unito non subirebbe ripercussioni in caso di apertura a Huawei, nonostante le minacce del presidente statunitense Donald Trump. Il numero uno dell’MI6, Alex Younger, invece, ha sottolineato come la maggior parte dei Paesi dei Five Eyes abbiano escluso Huawei. Un’annotazione che ha fatto riecheggiare gli avvertimenti della Casa Bianca.

MEME SU GOOGLE E HUAWEI

 

Per la partita è sceso in campo pubblicamente anche il colosso, con un articolo, sempre sul Times, firmato dal vicepresidente Victor Zhang che ha messo in guardia Londra: servirebbero sette anni per rimuovere completamente Huawei dalle reti britanniche. E sembra proprio il rischio di tempi lunghi paventato da Huawei ad aver convinto il governo britannico ad aprire le sue reti 5G alle aziende cinesi nonostante i loro legami con l’intelligence di Pechino.

 

Londra pare decisa a dire sì a Huawei nonostante due leggi cinesi minaccino la sicurezza dei cittadini britannici: la National Security Law che “obbliga cittadini e organizzazioni a fornire supporto e assistenza alle autorità di pubblica sicurezza militari e alle agenzie di intelligence” e la Cyber Security Law, che impone agli operatori di rete di “fornire supporto agli organi di polizia e alle agenzie di intelligence nella salvaguardia della sicurezza e degli interessi nazionali”.

huawei a shenzhen

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…