abruzzo rocky marciano michele baron leone bruno sammartino

ABRUZZO, ARROSTICINI E MANI PESANTI - NEGLI STATI UNITI HANNO FATTO FORTUNA MOLTI PICCHIATORI, DAL LEGGENDARIO ROCKY MARCIANO, CONSIDERATO IL PIÙ GRANDE PUGILE DI TUTTI I TEMPI, FINO AI WRESTLER MICHELE “BARON” LEONE E MONICA PASSERI - BRUNO SAMMARTINO, NATO A PIZZOFERRATO (CHIETI) NEL 1935, IN AMERICA DIVENNE SUL RING “THE ORIGINAL ITALIAN STALLION” - QUANDO SBARCÒ LO ACCOLSERO CHIAMANDOLO CON DISPREZZO “DAGO”, CHE STAVA PER DAGGER, CIOE’ PUGNALE, A SOTTOLINEARE LO STEREOTIPO APPICCICATO AI “MANGIASPAGHETTI”, SVELTI CON IL COLTELLO IN MANO - IL LIBRO DI MASSIMO CUTÒ, “FORTISSIMI”

BRUNO SAMMARTINO

Francesco Cevasco per il “La Lettura - Corriere della Sera”

 

«Paese mio che stai sulla collina/ Paese mio ti lascio, io vado via». Quante storie racchiudono questi versi di Franco Migliacci. Queste sono le cinque storie di una donna e quattro uomini che arrivano da piccoli paesi dell'Abruzzo e conquistano l'America. Le racconta Massimo Cutò in un sottile libro: Fortissimi. Uomini e donne sul ring della vita pubblicato da Ianieri Edizioni.

 

Sì, c'entrano la lotta, il pugilato, il wrestling ma fuori dal ring c'è la grande storia di un Paese, questa volta con la maiuscola, e delle sue svolte: povertà e fuga, emigrazione e riscatto, pregiudizio e orgoglio.

ROCKY MARCIANO

 

Ecco i nostri eroi che servono a pretesto per raccontare un pezzetto della nostra storia.

Michele «Baron» Leone, nato a Pettorano sul Gizio (L'Aquila) nel 1909. In America diventa Michele «il cattivo», un wrestler heel, ufficialmente una canaglia che infrange le regole, gioca sporco, non rispetta l'avversario e provoca il pubblico con urla e slogan offensivi. È una finzione scenica, quella che gli americani chiamano gimmik e consiste nel creare una maschera addosso all'atleta.

 

Ma Michele è una pasta d'uomo. Continuerà a combattere e resterà sé stesso comunque sempre vincitore. I divi di Hollywood, a cominciare da Bob Hope, sono in prima fila alle sue esibizioni. Molti anni dopo Lou Ferrigno, l'incredibile Hulk della serie tv, racconterà di averlo considerato il suo mito fin da bambino.

 

bruno sammartino

Rocky Marciano, vero nome Rocco Marchegiano, nato a Brockton nel 1923 ma abruzzese di sangue: il padre veniva da Ripa Teatina (Chieti). E dopo aver letto titoli di giornali dedicati a lui, «il più grande pugile di tutti i tempi», tornerà al paese suo, la terra del padre, su una Fiat 125 rossa. Per mangiare finalmente la porchetta di cui aveva tanto sentito parlare.

 

Bruno Sammartino, nato a Pizzoferrato (Chieti) nel 1935. In America diventa The original Italian stallion , il più grande campione nella storia del wrestling. E pensare che quando sbarcò lo accolsero, gracile e italiano com' era, chiamandolo Dago, con disprezzo perché Dago stava per dagger , pugnale, a sottolineare lo stereotipo negativo appiccicato ai «mangiaspaghetti», quelli svelti con il coltello in mano.

MUHAMMAD ALI E ROCKY MARCIANO

 

Rocco Mattioli, nato anche lui a Ripa Teatina nel 1953. La fortuna l'ha cominciata in Australia. Per capirlo basta guardare le sue mani di boxeur. No, non c'entra come sono conciate dopo tante botte date (e prese). C'entra che cosa c'è tatuato sulle dita. Love sulla mano destra. Hate sulla sinistra. Amore e odio. Forse il solo modo di sopravvivere per chi sale sul ring. Dello sport e della vita.

 

Monica Passeri, nata a Caprara (Pescara) nel 1992. La prima italiana nel circuito americano della lotta professionistica. A 24 anni è entrata nella World Wrestling Entertainment, la federazione che schiera i campioni. Sul ring si presenta come The Italian bombshell , la bomba italiana.

MONICA PASSERI

 

Poi urla: Italians do it better . A quel punto lo speaker annuncia: «Miss Monica from the Abruzzi». Ma il bello vero di questo piccolo libro deve ancora venire. Bisogna tornare indietro: il bello è la prima parte, una raffica di sorprese. Apparentemente dedicate alle meraviglie della forza fisica. In realtà un trattatello sociologico che gira attorno all'affermazione sociale di un popolo considerato debole.

 

MICHELE BARON LEONE

Tipo: anno 1911, si gira ai Parioli, a Roma, il film Quo vadis? di Enrico Guazzoni. Un omone romano sulla trentina, Bruto Castellani, interpreta l'invincibile Ursus. La pellicola finisce alla Royal Albert Hall, presente Giorgio V, la regina si complimenta con Castellani chiamandolo Ursus e sarà Ursus per sempre.

 

Nel 1914 Gabriele d'Annunzio ribattezza un ruvido camallo (scaricatore di porto) genovese «Maciste». Con quel nome diventerà una star del cinema. Massimo Cutò si fa prendere dall'enfasi e «E poi arrivò Alfredo Boccolini, funambolo genovese, taglia atletica mirabile: diventò Galaor, giustiziere in celluloide. Arruolato dalla cinematografia austriaca, furoreggiò anche come Sansone: neppure la zampata di un leone vero lo scalfì, mentre girava una scena ardimentosa nello zoo di Budapest».

 

BARTOLOMEO PAGANO IN MACISTE ALPINO

Ma torniamo a Maciste. Si chiamava Bartolomeo Pagano, il camallo. E la sua fama durò abbastanza. Dopo aver scaricato (per davvero) sacchi e sacchi sulle banchine del porto, cominciò a spezzare le (più leggere) catene di schiavo nel film Cabiria (1914). Spiega l'autore del libro: «Maciste diventò protagonista di una lunga serie autonoma, in Maciste alpino del 1916 sbatteva via, combattendo a torso nudo sulle Alpi, gli austriaci lanciandoli in aria come fuscelli. E nei panni di Maciste all'inferno , film del 1926, strapazzava i diavoli tra fondali di cartapesta. Impressionando in maniera indelebile la fantasia di un bambino che assisteva stupito e ammirato alla proiezione, nel buio del cinema Fulgor a Rimini: il piccolo spettatore si chiamava Federico Fellini».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...