alexander lebedev

GLI AFFARI DEGLI AMICI DI PUTIN IN ITALIA - L’EX COLONNELLO DEL KGB A LONDRA, ALEXANDER LEBEDEV, A PARTIRE DAL 2008 SI È SISTEMATO CON DUE BELLE PROPRIETÀ IN UMBRIA. IN UNA DELLE DUE VILLE È STATO OSPITE ANCHE BORIS JOHNSON, IN FESTE DOVE POTREBBE ESSERE STATO OGGETTO DI DOSSIERAGGIO DA PARTE DEI RUSSI - I REPORT DEI SERVIZI CONSEGNATI AL GOVERNO CONTE SULLE OPERAZIONI DI LEBEDEV CONSIDERATE “SPIONAGGIO E INGERENZA” DELLA RUSSIA IN ITALIA - L’ESTRATTO DI "OLIGARCHI", IL LIBRO DI JACOPO IACOBONI E GIANLUCA PAOLUCCI

Da "la Stampa"

 

JACOPO IACOBONI GIANLUCA PAOLUCCI - OLIGARCHI

Esce oggi Oligarchi (Come gli amici di Putin stanno comprando l'Italia), il nuovo libro di Jacopo Iacoboni e Gianluca Paolucci, edito da Laterza. Pubblichiamo un estratto del primo capitolo, dedicato a Alexander Lebedev in Umbria.

 

Lebedev, ex tenente colonnello del Kgb a Londra, poi banchiere e imprenditore, ha comprato a partire dal 2008 due proprietà in Umbria, Palazzo Terranova e il Castello di Procopio, in una delle quali è stato ospite Boris Johnson, in festini dove potrebbe esser stato oggetto di dossieraggio e kompromat da parte dei russi.

 

Il capitolo contiene in esclusiva il report dei servizi segreti italiani, consegnato all'allora governo Conte, secondo i quali le operazioni di Lebedev in Umbria furono legate ad «azioni di spionaggio e di ingerenza» della Russia in Italia.

 

palazzo terranova - la villa di proprieta' del magnate evghenj lebedev a perugia

Alexander Lebedev oggi è un imprenditore, è nato a Mosca nel 1959, e ha avuto due mogli: la prima, Vladimirnova Sokolova, madre di Evgeny, e la moglie attuale, l'ex modella Elena Perminova, con cui ha avuto quattro figli biondissimi, tra le poche cose che in Umbria ricordano di lui. Lebedev era l'ufficiale del Kgb di stanza a Londra, una città che l'élite russa ha sempre considerato cruciale per il mix di fascino, energia frenetica ed estrema rilassatezza delle normative societarie.

 

aleksandr lebedev con vladimir putin

Il luogo di una perfetta ripulitura, economica e d'immagine, per la gigantesca operazione di appropriazione delle risorse dello stato russo in corso nella transizione dall'Urss agli anni dopo il crollo del Muro. Il sistema delle Llc, le società a responsabilità limitata londinesi facilissime da aprire e chiudere senza che sia necessario praticamente nient' altro che un nome e una casella postale, sono state per anni l'estensione occidentale ideale della compiacenza del Cremlino verso le società degli oligarchi, in Russia.

 

castello di santa eurasia di lebedev in umbria

È la chiave giuridico-societaria che ha consentito a Londra di trasformarsi in Londongrad. Fondi arrivati anche alla politica, per esempio a diversi esponenti dei Tories. Lebedev si è formato nel Kgb proprio in questa città. «Anche se ufficialmente dedito ad attività di prevenzione contro la fuga di capitali all'estero», scrivono i servizi segreti interni italiani in un documento fornito all'allora presidente del Consiglio Conte, «Lebedev si sarebbe in realtà occupato del monitoraggio delle forze politiche britanniche, delle riunioni di alto livello e dei negoziati sul controllo degli armamenti».

aleksander lebedev

 

Le sue dimissioni, «da molti ritenute poco chiare», annota l'intelligence italiana, sarebbero dipese da indagini avviate sul suo conto dalle divisioni di controspionaggio sia a Mosca sia a Londra, e dalla circostanza che «Lebedev avrebbe avviato un percorso imprenditoriale in costanza di servizio presso il Kgb (e proprio sfruttando le entrature acquisite grazie al lavoro di agente)».

 

Tuttavia la sua fuoriuscita dal Kgb è considerata dall'intelligence italiana solo fittizia: «Tali indagini non avrebbero però generato conseguenze per Lebedev il quale ha continuato a partecipare agli incontri annuali del Kgb al Cremlino». () Questo documento conferma in pieno il rischio attuale che, su suolo italiano, si sia potuto raccogliere un possibile kompromat sull'attuale primo ministro britannico . ()

 

evghenj lebedev con boris johnson

Le feste in Umbria vengono definite tout court, dal rapporto dell'intelligence arrivato sui tavoli del governo italiano, come «balzate agli onori della cronaca per essere state a luci rosse». Testualmente. Nessuno dei reportage giornalistici si è potuto spingere a dare questa definizione. Ma il lavoro dei servizi segreti italiani su Lebedev in Umbria ha portato anche ad altre conclusioni. Innanzitutto l'ex ufficiale «godrebbe del favore e dell'amicizia di Vladimir Putin».

 

vladmir putin alexander lebedev

Nonostante apparenti screzi tra i due, la cui enfatizzazione potrebbe essere essa stessa un'operazione di sviamento gradita a Mosca. () L'operazione in Umbria risale ad almeno tre anni prima. Nel 2008 il banchiere proveniente dal Kgb investe oltre dieci milioni di euro per l'acquisto di Palazzo Terranova, una dimora risalente al XVII secolo, e del Castello di Procopio, due proprietà distinte, tra Perugia e Arezzo, nell'area di Città di Castello.

alexander lebedev con la moglie elena perminova

 

Nei suoi viaggi in Italia, nota l'intelligence, Lebedev è stato spesso accompagnato da altri connazionali e personalità di spicco, come il console onorario di Grecia a Perugia, Nicola Christoyannis, e Mikhail Gorbaciov. Più in dettaglio, le operazioni immobiliari realizzate in Umbria «da Lebedev e altri cittadini russi» sarebbero avvenute «in concomitanza con la nomina del console onorario di Grecia a Perugia (il citato Nicola Christoyannis) a direttore della società Ghizzoni spa, società partner di Eni che ha stipulato diversi accordi con la russa Gazprom per la realizzazione del gasdotto inserito nel progetto South Stream».

 

Stiamo parlando del progetto di gasdotto che decollò proprio nel 2008, e prevedeva la costruzione di 2300 chilometri di metanodotto che collegassero la Russia direttamente al Sud Europa, bypassando l'Ucraina, attraverso mar Nero, Bulgaria, Grecia, ma anche attraverso la Serbia verso l'Austria. ()

evghenj lebedev

 

Il ritratto delle «operazioni in Umbria» compiute da Alexander Lebedev che ci restituisce il documento dell'intelligence italiana contiene almeno un altro dettaglio inquietante: e cioè che «il suo nominativo , insieme a quello di altri connazionali, sarebbe stato legato ai tentativi di Gazprom (e del governo russo, suo principale azionista) di acquisire una posizione di controllo sulla filiera mondiale della distribuzione delle risorse energetiche, nonché a correlate azioni di spionaggio e d'ingerenza perpetrate allo scopo di condizionare le scelte societarie e governative dei paesi interessati concorrenti».

 

Abbiamo chiesto ad Alexander Lebedev un commento su questo rapporto dell'intelligence italiana, e sul passaggio che menziona lo spionaggio. Non abbiamo ottenuto risposta. Nonostante l'intelligence italiana fosse convinta di ciò, nulla è però successo a Roma per approfondire l'argomento. Se davvero c'è spionaggio dei russi in Umbria, come sostiene questo documento esclusivo, l'Italia non ha fatto nessun passo formale, né giudiziario né politico, per denunciarlo, e sembra quasi lasciar correre. Meglio non disturbare Mosca.

boris johnson con evgemy lebedev e la sorella rachel johnsonevgeny e alexander lebedevalexander lebedevvladimir putin alexander lebedev boris johnson evgeny lebedev alexander lebedev con la moglie elena perminova e i figliEvgeny Lebedevalexander lebedev boris johnson

Ultimi Dagoreport

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...