rigassificatore italia

AGGRAPPATI AL GAS DI "SLEEPY JOE" - BIDEN TENDE LA MANO ALL'EUROPA PER RENDERLA INDEPENDENTE DAI RUBINETTI DI PUTIN, E IL GOVERNO ITALIANO LAVORA PER AUMENTARE IL NUMERO DI RIGASSIFICATORI: È GIÀ STATO DATO MANDATO A SNAM DI NOLEGGIARE UNA NAVE E COMPRARNE UN'ALTRA, DA POSIZIONARE A PIOMBINO E RAVENNA, PER RIFORNIRE L'INDUSTRIA DEL NORD E ACCOGLIERE IL GAS CHE ARRIVERÀ DAGLI STATI UNITI MA ANCHE DAL QATAR - IL PATTO DI MUTUO SOCCORSO CON BERLINO E LA POSIZIONE GEOGRAFICA CHE CI FAVORISCE...

Andrea Bassi e Gianni Bessi per “Il Messaggero

 

gasdotti in europa

Sabine Pass, Louisiana. Poche miglia dal Golfo del Messico. Da qui partono ogni giorno le navi gasiere di Cheniere, il più grande produttore americano di gas liquefatto. E il più grande esportatore.

 

Attraverso la frantumazione delle rocce usando getti ad altissima pressione di acqua, riesce a produrre 133 milioni di metri cubi di gas al giorno. Che in un anno fanno quasi 50 miliardi di metri cubi.

 

gasdotto

Cheniere non è l'unica Lng company. Da Venture Global a Tellurian, gli operatori del fracking hanno reso l'America energeticamente indipendente. E ora tendono la mano all'Europa.

 

Joe Biden ha promesso che una parte del gas scisto americano prenderà la rotta dei porti del Vecchio continente. Anche il Canada farà lo stesso. Un impegno che comporterà un'inversione di rotta rispetto al passato recente.

 

L'export di gas americano negli ultimi mesi, si era rivolto verso l'Asia. La Cina soprattutto, che prima dello scoppio della guerra in Ucraina aveva rastrellato contratti con le società americane nonostante i rapporti tra Washington e Pechino fossero ai minimi storici.

 

gasdotto

Mentre la Russia forniva sempre meno gas facendo salire il prezzo, e mentre la Cina si accaparrava la produzione americana con contratti a lungo termine, l'Europa è rimasta immobile.

 

Colta di sorpresa si è risvegliata con le mani e i piedi legati a Mosca, con il rischio futuro di trovarsi costretta a razionare l'energia ai suoi cittadini e con quello immediato di un costo insostenibile della stessa energia per le sue imprese.

 

gasdotto

Il nodo è gordiano, ma i legami energetici con la Russia vanno sciolti. Su questo si stanno muovendo l'Europa, l'America e con loro l'Italia. Il gas americano è un tassello importante della nuova strategia. Una strategia che potrebbe fare dell'Italia un hub per portare il gas anche verso altre parti del Continente, a partire dalla Germania.

 

Il 29 marzo i governi di Roma e Berlino firmeranno un «patto di mutuo soccorso». Un asse per fare in modo che il gas nei due Paesi non manchi anche se Putin dovesse decidere di chiudere i rubinetti.

 

LE MOSSE

rigassificatori 3

Il governo italiano ha già dato mandato a Snam di noleggiare una nave e comprarne un'altra, da utilizzare come rigassificatori gallegianti. Le due navi che potrebbero essere posizionate a Piombino e Ravenna, posizione perfetta per rifornire l'industria del Nord Italia (anche se c'è l'ipotesi alternativa di Augusta in Sicilia), dovrebbero accogliere il gas che arriverà dagli Stati Uniti ma anche dal Qatar.

 

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha quantificato tra 16 e 24 miliardi di metri cubi l'anno quelli che potrebbero arrivare in Italia grazie alla nuova capacità di rigassificazione.

 

rigassificatore di rovigo 4

Probabile, però, che le due navi non bastino a questo scopo. Quelle che si trovano sul mercato (sono poche e oggi molto contese dai Paesi europei) hanno una capacità che in media non supera i 5 miliardi di metri cubi. Dunque il resto della capacità arriverà probabilmente da un rafforzamento dei tre rigasifficatori già presenti sul territorio italiano: Livorno, Rovigo e Panigaglia.

 

Ci sarebbero ancora disponibili circa 4,5 miliardi di metri cubi all'anno, di cui però 2,5 miliardi di metri cubi all'anno nel sito di Panigaglia, che ha un vincolo derivante dalla possibilità di attracco di sole navi di piccola taglia.

 

rigassificatore di rovigo 3

Il punto da chiarire riguarda soprattutto gli operatori che dovranno acquistare il gas da immettere nella rete: sarà aggiuntivo o sostitutivo di quello russo? Il tema dei contratti, molti dei quali con la Russia sono a lunga scadenza, non è secondario. Una volta entrato nella rete italiana, comunque, il gas americano, quello che arriva da Qatar, ma anche quello azero del Tap o algerino, potrà essere anche esportato verso la Germania. Snam ha investito nel «reverse flow».

 

rigassificatore di rovigo 2

Significa che il flusso del gas che entra in Italia da Passo Gries può essere invertito. È già successo nelle scorse settimane, quando il costo di quello importato via Tap è diventato più conveniente ed è stato inviato alla Francia e alla Germania.

 

LA POSIZIONE

L'Italia oggi, pur avendo meno rigassificatori della Spagna (che da questo punto di vista è energeticamente indipendente), si trova in una situazione più favorevole proprio per le sue interconnessioni con le reti europee.

 

rigassificatore di rovigo 1

Due anni fa, infatti, il regolatore energetico francese Cre e la commissione nazionale spagnola per mercati e la concorrenza hanno respinto il progetto di interconnessione tra le reti proposto da Enagas e Terega, controllata francese di Snam.

 

rigassificatore di livorno 3

I rigassificatori italiani potrebbero poi aprire le porte europee al gas prodotto dal maxi giacimento egiziano di Zohr sviluppato dall'Eni. In tal senso l'impianto di liquefazione situato a Dalmietta, in Egitto, di proprietà della società Segas (50% Eni), con una capacità di 7,56 miliardi di metri cubi all'anno e fermo dal novembre del 2012, ha ripreso la produzione a marzo 2021.

 

Più che il gas, la vera risorsa scarsa per l'Italia e i Paesi europei è il tempo. Nessuno sa quando i rubinetti russi si chiuderanno. E l'inverno, come citava una fortunata serie televisiva, si avvicina. Troppo rapidamente.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…