john ginevra lapo elkann

AGNELLI, UN FIUME DI CONTANTI – LE SEGNALAZIONI DELL’ANTIRICICLAGGIO SVELANO UN USO DISINVOLTO DEL DENARO DA PARTE DI JOHN, LAPO E GINEVRA ELKANN RISULTA CHE L’INGEGNERE NEL 2020 FOSSE TITOLARE DI OTTO CARTE PREPAGATE UTILIZZATE IN MODO NON COMUNE. SONO STATE PER LO PIÙ RICARICATE CON DENARO CONTANTE TRAMITE SPORTELLO BANCARIO: 136.500 EURO NELL’ARCO DI UN ANNO, CON DUE OPERAZIONI AL GIORNO PER IMPORTI AL MASSIMO DI 1.000 EURO. DOPO QUESTI VERSAMENTI 8.000 EURO SONO STATI PRELEVATI CASH, IL RESTO È STATO UTILIZZATO PER ACQUISTI IN NEGOZI - LAPO HA RITIRATO CIRCA 700 MILA EURO IN BANCONOTE E HA FATTO UN BONIFICO DI 23 MILA EURO A UNA DONNA SUDAMERICANA CHE RISULTA DISOCCUPATA…

Estratto dell’articolo di Fabio Amendolara Gaspare Gorresio per “la Verità”

 

JOHN, LAPO, ALAIN E GINEVRA ELKANN

«Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità». Gianni Agnelli sintetizzava così la sua fortuna, forse ignaro di quanto sarebbe accaduto dopo la sua morte. O meglio dopo quella della sua consorte, donna Marella Caracciolo di Castagneto.

 

Una guerra tra consanguinei senza esclusione di colpi. Una vicenda che va avanti da decenni, da quando nelle varie dispute vennero persino messi in campo gli 007 di una della più grandi agenzie investigative del mondo. E in questa battaglia è stata coinvolta anche Marella, portata a morire in Italia dalla Svizzera, pur senza farle spostare la residenza.

 

ginevra john lapo elkann

Un domicilio fittizio che, a giudizio di Margherita, avrebbe permesso di escluderla dall’asse ereditario, cosa che non sarebbe stato possibile in base alle leggi che regolano la successione nel nostro Paese. Un’estromissione a cui la donna ha risposto con un dettagliato esposto che ha evidenziato come il vitalizio di Marella, 583 mila euro al mese, circa 8 milioni tra il 2018 e l’inizio del 2019 (la donna è morta a febbraio di quell’anno) non fosse stato denunciato in Italia, con un conseguente (presunto) mancato introito di circa 2,5 milioni per l’Erario.

 

Ecco spiegata così l’accusa di frode fiscale per aver presentato dichiarazioni fiscali «sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l’accertamento». Un reato che può costare, a chi se ne macchia, sino a sei anni di carcere.

 

LAPO GINEVRA E JOHN ELKANN

Le indagini hanno portato gli inquirenti negli studi di commercialisti e notai della famiglia, […] ma che, adesso, una Procura «in amministrazione provvisoria», essendo in attesa del nuovo capo, ha avuto l’«ardire» di violare. Il fascicolo è affidato all’aggiunto Marco Gianoglio e ai pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti e sotto inchiesta sono finiti, al momento, il presidente di Stellantis e ad di Exor John Elkann, il commercialista e presidente della Juventus Gianluca Ferrero e il notaio svizzero incaricato di amministrare i beni di Marella, lo svizzero Urs Robert von Gruenigen.

 

Quel che emergerà potrebbe essere devastante, soprattutto se si considera che qui […] è in ballo […] il diritto a controllare la holding di famiglia e di conseguenza l’intero impero, dalla cassaforte Dicembre, giù sino a Exor, Ferrari, Iveco, Gedi, Juventus, Louboutin e alla quota di maggioranza relativa di Stellantis.

 

LAPO ELKANN JOHN ELKANN FERRARI

[…] noi […] diamo conto ai lettori di alcune segnalazioni di operazioni sospette finite nelle more dei numerosi fascicoli aperti sulla diatriba di famiglia. Per esempio risulta che John Elkann nel 2020 fosse titolare di otto carte prepagate, emesse da Banca Piemonte, istituto di fiducia degli Agnelli, utilizzate in modo non comune. In effetti sono state per lo più ricaricate con denaro contante tramite sportello bancario: 136.500 euro nell’arco di un anno.

 

Generalmente due operazioni al giorno, più volte al mese (155 in tutto), effettuate a brevissima distanza l’una dall’altra per importi al massimo di 1.000 euro. Dopo questi versamenti circa 8.000 euro sono stati prelevati cash, il resto è stato utilizzato per acquisti in negozi di vario genere. «Tale movimentazione non risulta apparentemente coerente con le finalità proprie degli strumenti di pagamento utilizzati» hanno evidenziato i risk manager.

gianni agnelli lapo e john elkann

Mentre i comuni mortali ricaricano le carte con l’home banking, gli utilizzatori di quelle intestate a John le alimentano con i contanti.

 

Il fratello Lapo è stato, invece, segnalato in più occasioni per i numerosi prelevamenti di cash (anche da 2.000 euro) agli sportelli bancomat. Per esempio, tra il marzo 2020 e il dicembre 2021, ha ritirato circa 112.000 euro utilizzando cinque carte di credito. Le operazioni sono state effettuate, in Italia e Portogallo, anche più volte al giorno e a brevissima distanza l’una dall’altra.

 

Nei documenti visionati dalla Verità si parla anche di altre sei «carte prepagate contrattualizzate» (una bloccata per furto) con cui sarebbero stati effettuati 687 approvvigionamenti per un importo di quasi 150.000 euro. Un’altra segnalazione riguarda prelievi di contanti, per un totale di circa 247.000 euro, da sportelli Atm nel Comune di Milano, operazioni registrate nel periodo tra gennaio 2014 e maggio 2016.

 

john lapo elkann

Tra settembre 2017 e ottobre 2018 la carta di Lapo avrebbe ritirato ulteriori 179.000 euro.

Queste frequenti operazioni di approvvigionamento di cash vengono considerate sospette, perché, anche questa «movimentazione non risulta coerente con le finalità proprie degli strumenti di pagamento utilizzati» e durante le verifiche Lapo ha fatto proprie le parole di nonno Gianni, spiegando che i propri fondi in parte «derivano da lascito/donazione/eredità e rendita».

 

[…] Nelle segnalazioni viene attenzionato il bonifico inviato a una donna straniera di origine sudamericana che risulta disoccupata e, solo occasionalmente, occupata come sommelier. La signora avrebbe ricevuto 23.000 euro da Lapo. «Non si comprende a che titolo riceva i soldi. Tutto lascia supporre un’attività “in nero” con conseguente frode fiscale» annotano i segnalanti.

JOHN ELKANN - MARELLA CARACCIOLO - LAPO ELKANN

 

È finito sotto osservazione anche un bonifico da 30.000 euro ricevuto dall’azienda Italia independent group (fondata da Lapo e liquidata a fine gennaio dopo sette anni di perdite) per la vendita di occhiali da sole a una società di contractor, attiva a Erbil, nel Kurdistan iracheno, la quale dà assistenza alle ditte straniere sbarcate in Iraq.

 

Nel mirino dell’Antiriciclaggio anche Ginevra Elkann, sempre per «le ricorrenti operazioni di approvvigionamento di denaro contante a mezzo prelievo effettuato presso sportelli Atm prevalentemente effettuati nel Comune di Roma». Un esempio? Tra marzo 2018 e marzo 2019, in 90 volte, ha ritirato circa 75.000 euro. Anche in questo caso la movimentazione non viene considerata «coerente con le finalità proprie dello strumento di pagamento né giustificata dall’attività economica del cliente». Ovviamente le centinaia di migliaia di euro incassate in contanti o i denari usati per le ricariche dai figli di Margherita Agnelli e Alain Elkann non significano che dietro ci sia qualche reato. […]

john e lapo elkann con marella agnelli

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?