macron polinesia tahiti

UN ALTRO CEFFONE PER MACRON - DOPO LE PROTESTE PER IL GREEN PASS IN FRANCIA, IL PRESIDENTE FRANCESE VIENE ACCOLTO DALLE PROTESTE NEL SUO PRIMO VIAGGIO IN POLINESIA FRANCESE – GLI ABITANTI DI TAHITI VOGLIONO CHE CHIEDA SCUSA PER I TEST NUCLEARI EFFETTUATI DALL’ESERCITO FRANCESE TRA IL 1966 E IL 1996 – IN STRADA I MANIFESTANTI USANO LO SLOGAN “MA’OHI LIVES MATTER” E PRETENDONO RISARCIMENTI E FINANZIAMENTI AGLI OSPEDALI…

macron visita in polinesia 3

Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera"

 

Atterrato l'Airbus presidenziale a Tahiti, una squadra di medici è salita a bordo per sottoporre il capo dello Stato e i 150 membri della sua delegazione al test anti-Covid. Poi Macron è sceso sulla pista - accolto con una collana di fiori bianchi e una dimostrazione dell'«orero», arte declamatoria ancestrale - e ha cominciato la sua prima visita in Polinesia, il «Paese d'oltremare» distante oltre 15 mila chilometri da Parigi ma parte della Francia dal 1840.

 

macron visita in polinesia 8

Macron è andato subito a ringraziare i medici dell'ospedale di Tahiti che lottano contro il Covid, ha risposto seccamente alle manifestazioni no vax di sabato - «non esiste una libertà nella quale non devo niente a nessuno» - e ha portato come esempio Jenny Opuu, la popolare guaritrice tradizionale che al contempo crede nella scienza e si è vaccinata. Il momento clou del viaggio in Polinesia è previsto però per domani sera, quando Macron pronuncerà un discorso solenne sul legame indissolubile tra Francia metropolitana e Polinesia francese.

 

macron visita in polinesia 6

Il presidente non potrà fare a meno di toccare la questione dei 193 test nucleari condotti dall'esercito francese tra il 1966 e il 1996, fino al 1974 con esplosioni atomiche nell'atmosfera, poi sotterranee. Gli esperimenti della Force de Frappe vennero effettuati prima in Algeria (il primo nel 1960 a Reggane) e poi a Mururoa e Fangataufa, in Polinesia. Nel 1985 la nave di Greenpeace «Rainbow Warrior» che stava per dirigersi verso Mururoa venne sabotata dai servizi segreti francesi - su ordine del presidente François Mitterrand - mentre si trovava nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda, provocando la morte del fotografo Fernando Pereira.

 

test nucleari polinesia 4

Dopo una moratoria a partire dal 1992, nel corso della sua prima conferenza stampa all'Eliseo il neo-presidente Jacques Chirac nel 1995 annunciò la decisione di riprendere gli esperimenti nucleari nell'atollo di Mururoa, scatenando un'ondata di proteste internazionali. Un anno e sei esperimenti dopo, nel 1996 lo stesso Chirac dichiarò la fine delle esplosioni e tutte le infrastrutture vennero smantellate. I poligoni non esistono più da decenni, ma le conseguenze sulla salute dei francesi di Polinesia durano ancora.

proteste test nucleari polinesia 2

 

«Ma' ohi Lives Matter», le vite dei polinesiani contano, c'era scritto sugli striscioni delle migliaia di persone che hanno manifestato per ottenere le scuse dello Stato francese, 47 anni dopo l'esperimento forse più catastrofico, quello del 17 luglio 1974. Quel giorno il test Centauro fece esplodere una bomba nucleare nel cielo di Mururoa: il fungo atomico non salì a 8000 metri come era previsto ma si fermò a 5200, e la nube radioattiva invece di disperdersi nel Pacifico venne portata dai venti sopra l'isola di Tahiti.

test nucleari polinesia 1

 

Nel marzo scorso, il libro Toxique di Sébastien Philippe e Tomas Statius ha riportato in primo piano i danni subiti da 110 mila persone, la quasi totalità dei polinesiani dell'epoca. L'associazione «193» denuncia decenni di silenzio delle autorità: «Centonovantatré test nucleari equivalgono a 800 bombe di Hiroshima, negare i loro effetti equivale a fare del negazionismo», dice il presidente, Auguste Uebe-Carlson.

 

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L'ex responsabile della previdenza sociale locale, Patrick Galenon, dice che «le donne polinesiane tra i 40 e i 50 anni hanno il tasso di cancro alla tiroide più alto del mondo». Improbabile però che Macron presenterà le scuse a nome dello Stato francese. «Assumersi le responsabilità è più forte che chiedere perdono», preannuncia il ministro dell'Oltremare, Sébastien Lecornu: Macron potrebbe garantire risarcimenti alle vittime, e finanziamenti agli ospedali.

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