armi

AMERICA A MANO ARMATA – CLIMA DA GUERRA CIVILE NEGLI USA, WALMART TEME DISORDINI: VIA FUCILI E PROIETTILI DAGLI SCAFFALI - L'INCOGNITA DEL VOTO PER POSTA HA ESACERBATO GLI ANIMI. DIETRO LE ANSIE DEI DEMOCRATICI CHE TEMONO DI FARSI SCIPPARE LA VITTORIA SI MUOVONO QUEI GRUPPI "ANTIFA" CHE DAL GIORNO DELL'UCCISIONE DELL'AFRO-AMERICANO GEORGE FLOYD PER MANO DI UN POLIZIOTTO, HANNO MESSO A FERRO A FUOCO 48 DELLE 50 MAGGIORI CITTÀ AMERICANE...

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

armi

Nessuno lo vuole ammettere, ma tutto quel che non è stato deciso dai conteggi della scorsa notte minaccia ora di creare un clima da autentica guerra civile. Un clima evocato dalle migliaia di imponenti barriere di legno o d'acciaio con cui la maggior parte dei commercianti da Los Angeles a Chicago, da New York a Miami ha scelto di proteggere e difendere i propri negozi.

 

Un clima anticipato dalla decisone del marchio Walmart di rimuovere armi e munizioni dalle migliaia di grandi magazzini sparsi per tutto il paese motivando la scelta con il timore di «disordini civili». Ma un altro termometro dell'inquietudine sono i seminari messi in rete dalla Federazione Nazionale per il Commercio al Dettaglio.

 

Seminari in cui si spiega a commessi ed esercenti come bloccare eventuali irruzioni di dimostranti violenti o di potenziali saccheggiatori pronti a mettere a ferro e fuoco i loro locali. «Con l'avvicinarsi del voto abbiamo percepito un clima di ansia e incertezza diffusa e abbiamo capito che dovevamo esser pronti a fronteggiare qualsiasi eventualità» - spiegava ieri al Washington Post Stephanie Martz, responsabile della Federazione.

gli americani si armano

 

Le paure degli americani sono in gran parte figlie dell'incertezza creata dai 100 milioni di voti espressi per posta o attraverso le procedure di voto anticipato. Una cifra enorme e senza precedenti figlia di un'angoscia chiamata pandemia.

 

scontri stati uniti

Quegli oltre cento milioni di schede, affidate alle poste o ai seggi per il voto anticipato, rappresentano il 47% dei votanti registrati a livello nazionale e il 73% del totale dei voti depositati nelle urne durante le elezioni del 2016. Ma quella massa di voti anticipati sta rendendo assai complesso il computo o la validazione delle schede arrivate in ritardo. Proprio per questo si sta trasformando nell'imprevedibile e sconosciuto terreno di battaglia su cui legioni di avvocati di entrambi gli schieramenti sono pronti a combattere un infinito duello post-elettorale. Ciascuno di quei cento milioni di voti può infatti diventare un cavillo. Per meglio comprendere il problema e le difficoltà, basta partire da quel buco nero dell'incertezza chiamato Pennsylvania.

 

walmart

Oltre ad essere uno swing State, ovvero uno dei grandi Stati dove un'oscillazione di pochi voti può risultare decisiva per la vittoria a livello federale è anche uno Stato dove - in virtù di consuetudini mai diventate leggi - vengono considerate valide le schede pervenute fino a tre giorni dopo la chiusura dei seggi purché il timbro postale sia quello di ieri o dei giorni precedenti. Ma mai in passato i voti postali e anticipati erano stati tanti e tanto determinanti.

 

scontri stati uniti 6

Proprio per questo Trump e i suoi avvocati - appoggiati dai giudici di consolidata fede repubblicana - potrebbero aver facile gioco nel trasformare il conteggio in un'interminabile disputa legale. In questo clima esacerbato, anche il più banale cavillo legale può diventare il pretesto per dare il via a scontri armati. Dietro ai giudici e agli avvocati di Trump e dietro ai sostenitori di Biden, si muovono decine di gruppi violenti pronti a trasformare il confronto in guerra aperta.

 

walmart

Dietro le ansie dei democratici che temono di farsi scippare la vittoria si muovono quei gruppi «antifa» che dallo scorso 25 maggio, giorno dell'uccisione dell'afro-americano George Floyd per mano di un poliziotto, hanno messo a ferro a fuoco 48 delle cinquanta maggiori città americane causando danni per oltre un miliardo di dollari. Una marea violenta che non esiterebbe a misurarsi con le decine di milizie decise a prendere le parti del presidente uscente.

 

derek chauvin con il ginocchio sul collo di george floyd

Matt Marshal, fondatore ed ex leader della milizia del Tre Percento (dal tre per cento di coloni che guidò la guerra d'indipendenza contro gli inglesi) dello Stato di Washington, ammette che se gli «antifa» scenderanno in strada per contestare un'eventuale vittoria di Trump «le cose si metteranno veramente male». Nega però che le milizie armate possano cercare di bloccare le urne o invalidare il voto. «È facile capire - spiega - che se la nostra gente prenderà i fucili e tenterà di fare da sola, la nostra mossa non aiuterà nessuno» .

 

george floyd

Ma Ammon Bundy, leader di un gruppo di cow boys armati protagonista nel 2016 dell'occupazione di un centro per la fauna selvatica dell'Oregon, non è così convinto che tutto possa filare liscio. «Ne sono certo ci saranno tanti, tantissimi problemi. E ci saranno sia che Trump vinca o perda. Proprio per questo io e i miei non esiteremo a far sentire la nostra voce. Siamo pronti a difendere i diritti della nostra gente».

sostenitore di trumpscontri stati uniti 11scontri stati uniti 1scontri stati uniti 5

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...