ARMI, DROGA E RAPINE: MA ‘STI RAPPER FANNO ANCHE MUSICA OGNI TANTO? – "BABY GANG", NOME D'ARTE DEL VENTENNE ZACCARIA MOUHIB, E "NEIMA EZZA", ALIAS AMINE EZ ZAARAOUI, SONO ACCUSATI DI AVER COMPIUTO ALMENO QUATTRO RAPINE: TRE AVVENUTE IN UNA ZONA DELLA MOVIDA MILANESE E UNA IN PERIFIERIA – A FREGARLI È STATA LA NOTORIETA': BABY GANG È STATO RICONOSCIUTO DA UN FAN CHE È STATO RAPINATO E MINACCIATO CON UNA PISTOLA…

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baby gang e neima ezza baby gang e neima ezza

1. I RAPPER ERANO CAPIBANDA E ORGANIZZAVANO RAPINE

Cristiana Mangani per "il Messaggero"

 

Musica e rapine, canzoni e aggressioni: è la nuova deriva di alcuni giovani rapper milanesi, che hanno largo seguito sui social, fanno incetta di follower tra i giovanissimi e raccolgono centinaia di migliaia di visualizzazioni per i loro video. Suonano musica trap, derivazione del rap degli ultimi anni, con testi immersi nel disagio della periferia, dei ragazzi di seconda generazione, tra crimine, droga e regole della strada. 

 

Ma allo stesso tempo i nuovi rapper milanesi stanno finendo sempre più al centro di indagini e provvedimenti della magistratura, tra risse, disordini, aggressioni, e finiscono per essere protagonisti non solo dell'ultima scena underground, ma sempre più della cronaca nera. 

 

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Ieri sono stati arrestati per una serie di rapine i due nomi più conosciuti di questo panorama musicale degli ultimi anni, Baby Gang, nome d'arte del ventenne Zaccaria Mouhib, e Neima Ezza, ossia Amine Ez Zaaraoui anche lui 20 anni, entrambi finiti al centro di una inchiesta della procura milanese per scontri con le forze dell'ordine durante la realizzazione di un video in zona San Siro, il loro quartiere, il 10 aprile dello scorso anno. 

 

In un'indagine dei carabinieri di Pioltello e degli agenti dell'Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano, coordinata dal pm Leonardo Lesti, il primo è finito in carcere e il secondo ai domiciliari, così come un terzo giovane. Quattro gli episodi contestati, a vario titolo: tre casi avvenuti in una zona centrale della movida milanese, tra le Colonne di San Lorenzo e piazza Vetra nel maggio 2021, e l'ultimo a Vignate, nel Milanese, lo scorso luglio. 

 

LE ACCUSE 

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Nelle 14 pagine dell'ordinanza firmata dal gip Manuela Scudieri si legge che in una delle quattro rapine, quella del 23 maggio, i due rapper avrebbero portato via a un ragazzo una collanina d'oro da mille euro. Neima Ezza, secondo l'accusa, gli avrebbe dato uno «schiaffo» e gli avrebbe strappato la collana dal collo, dicendo alla vittima «non ti muovere, altrimenti finisce male». 

 

In un altro colpo del 12 luglio Baby Gang, che è difeso dal legale Niccolò Vecchioni, sarebbe riuscito a prendere a un altro malcapitato, anche lui giovanissimo, auricolari, contanti e chiavi dell'auto, mentre una persona non ancora identificata, che era con lui, gli avrebbe anche puntato «una pistola» contro. 

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Ez Zaaraoui, sintetizza il giudice, ha «la personalità di chi assume un ruolo di comando nel gruppo criminale», mentre Mouhib ha un «profilo di pericolosità sociale» anche perché avrebbe usato «un'arma» e «minacce gravi». Entrambi, insieme con un 19enne, avrebbe realizzato «rapine in gruppo facendosi forti della forza intimidatrice», sono «soggetti» abituati a compiere «reati contro il patrimonio» e che hanno una «particolare spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale». 

 

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Neima Ezza, scrive ancora il gip, è «formalmente incensurato», ma ha avuto «un ruolo da protagonista» nella commissione di «due rapine», mentre Baby Gang ha una serie di «precedenti penali». Per quest' ultimo la Questura di Sondrio di recente ha chiesto l'applicazione di una misura di «sorveglianza speciale» per due anni, presentando ai giudici milanesi oltre 300 pagine di atti per dimostrare che, tra il 2020 e il 2021, è stato denunciato per «diffamazione e violazione della proprietà intellettuale, istigazione a delinquere, porto abusivo di armi, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni e delle forze armate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale». 

 

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E ha ricevuto fogli di via dalle città di Lecco, Milano, Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Rimini e Bellaria Igea Marina. «Dal 2012 fin ad ora, da quando avevo 11 anni, ogni estate l'ho passata o in galera o in comunità», diceva il 20enne tempo fa in un'intervista video. Mentre Neima Ezza cantava: «Ho fatto del male per stare bene. E ho venduto morte insieme a bene. Non mi puoi far male, no non mi puoi toccare. Giravamo in centro, strappavo le collane. Ho visto la fame, ho visto piangere mia madre». E il video su YouTube ha fatto 363.410 visualizzazioni dallo scorso 14 gennaio. 

 

CONTRATTI MUSICALI 

L'ambiente rap più violento è emerso già dagli atti di un'altra inchiesta che di recente ha portato all'arresto di un 51enne per una sparatoria sempre in zona San Siro. In un'intercettazione Islam Abdel Karim, noto come 24K, tirava in ballo Rondo da Sosa, rapper molto in voga tra i giovani, come mandante e «per questioni - ha scritto il gip - legate all'ottenimento di contratti musicali». Un'ipotesi sulla quale si sta ancora investigando, ma che potrebbe riservare ulteriori sviluppi.

 

2. RAP & RAPINE

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Andrea Siravo,Monica Serra per "la Stampa"

 

«Lo buttano in gabbia pensando che il ragazzo cambia. Ma esce, fra', con più rabbia». Il video della canzone Rapina di Baby Gang e Neima Ezza è stato pubblicato su Youtube il 28 maggio: sette milioni e mezzo di visualizzazioni. «Fermi tutti, questa è una rapina», canta Baby Gang, armato e col volto coperto dal passamontagna, poco prima di colpire davvero. Un'altra volta. Nessun filtro: dalle canzoni ai fatti, e viceversa. I rapper milanesi della Seven zoo, la periferia di San Siro, i palazzi dei ricchi da una parte, lo stadio dall'altra, rapinano ancora. 

 

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Non li ferma il successo, oltre un milione di ascoltatori mensili su Spotify, le interviste, i soldi, i contratti con le case discografiche. A tornare in carcere è il ventenne Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang, per una rapina del 12 luglio a Vignate, hinterland est di Milano. Fino a ieri senza macchia, ai domiciliari finisce il coetaneo Amine Ez Zaaraoui, in arte Neima Ezza, per due rapine di gruppo a maggio alle Colonne di San Lorenzo. 

 

Ma anche il 19enne Samy, Samuel Matthew Dhahri, qualche precedente e un affidamento in prova per una rapina del 22 maggio. Quattro in tutto gli episodi contestati dal pm Leonardo Lesti che ha coordinato le indagini condotte da polizia e carabinieri. A riconoscere gli autori, che nella realtà hanno agito senza passamontagna, sono le stesse vittime. L'ordine di cattura del giudice Manuela Scudieri mette in fila i fatti. Sono le 22 del 23 maggio quando un ragazzo viene accerchiato da tre coetanei alle Colonne di Milano. 

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Uno lo colpisce con uno schiaffo al petto e gli strappa la catenina d'oro: «Non ti muovere, altrimenti finisce male». Ventiquattro ore prima un altro giovane aveva subito una rapina identica. Quando gli agenti mostrano l'album fotografico Baby trap le due vittime non hanno dubbi: «È Neima Ezza». «Seppure formalmente incensurato», Ez Zaaraoui ha un «ruolo di protagonista che mette in evidenza la personalità di chi assume il comando del gruppo criminale», scrive il gip. 

 

Per Baby Gang è la fama a rendere immediata l'identificazione. È il 12 luglio: un 21enne è seduto sul lato passeggero di una Renault Clio al campo sportivo di Vignate mentre un suo amico sta comprando dell'hashish. In due si avvicinano armati di pistola. Lo minacciano di morte mentre lo derubano di 130 euro, gli AirPods, le chiavi dell'auto. Poi fuggono su una Mercedes. 

 

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È l'amico della vittima a riconoscere il rapper: «L'auto mi è rimasta impressa: ho notato che il sedile del passeggero era occupato dal noto cantante Baby Gang». Per il gip le rapine sono state realizzate con «una particolare spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale». Che per Baby Gang era già nota dalle 350 pagine di fascicolo depositato al tribunale, che sta valutando la sorveglianza speciale. 

 

«Questo qui sono io», racconta in un'intervista Baby Gang, che entra ed esce di prigione da quando aveva 15 anni. Di pari passo con il successo colleziona Daspo e fogli di via a Milano, Lecco, Riccione, Cattolica, Rimini, Misano Adriatico e Bellaria Igea Marina. «Beccaria, San Vittore, Opera, Bollate», canta. Ed è tutto, fin troppo, vero.

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