mattia feltri carlo de benedetti maurizio belpietro

BELPIETRO SENZA “DOMANI” – IL QUOTIDIANO DI STEFANO FELTRI ATTACCA IL DIRETTORE DELLA “VERITÀ” PER L’ARTICOLO IN CUI, CITANDO STUDI FARLOCCHI, DICE CHE “CHI SI È SOTTOPOSTO ALLE TRE INIEZIONI SI INFETTA PIÙ FACILMENTE DI CHI NON LE HA FATTE” - L'ARTICOLO DEL MEDICO E GIORNALISTA, ANDREA CASADIO: “CERTE VOLTE MI DOMANDO COME FACCIANO A SCRIVERE QUELLO CHE SCRIVONO QUANDO PARLANO DI COVID. MI CHIEDO: NON CAPISCONO LE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE CHE LEGGONO, NON HANNO LE COMPETENZE PER INTERPRETARLI, OPPURE MANIPOLANO VOLONTARIAMENTE I NUMERI E LA REALTÀ A LORO USO E CONSUMO? FORSE UN MIX DELLE TRE IPOTESI…”

Andrea Casadio per www.editorialedomani.it

 

STEFANO FELTRI E CARLO DE BENEDETTI A DOGLIANI 2020

Certe volte mi domando come facciano certi giornalisti italiani a scrivere quello che scrivono quando parlano di Covid. Mi chiedo: non capiscono i dati e le pubblicazioni scientifiche che leggono, non hanno le competenze e le conoscenze tecniche per interpretarli, oppure manipolano volontariamente i numeri e la realtà a loro uso e consumo? Forse un mix delle tre ipotesi.

 

Questa volta vi voglio parlare di un articolo scritto da Maurizio Belpietro pubblicato il 31 ottobre sul quotidiano che dirige, la Verità, intitolato “Nuovi studi e il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) smontano le balle sui vaccini”.

 

maurizio belpietro

Scrive Belpietro: «I dati dell’Iss dimostrano che chi si è sottoposto alle tre iniezioni si infetta più facilmente di chi non le ha fatte».  Ovviamente, non è vero nulla.

 

Belpietro prosegue: «C’è un grafico diffuso dell’Iss che taglia la testa al toro a qualsiasi polemica sulla diffusione del Covid da parte dei non vaccinati rispetto a coloro che si sono sottoposti all’iniezione antivirus».

 

Nel grafico, scrive Belpietro, «si scopre che coloro che non hanno offerto il braccio alla patria hanno un tasso di incidenza – ossia di contagio – ogni 100.000 abitanti inferiore rispetto a chi ha portato a compimento il ciclo vaccinale per la fascia che va dai 12 ai 60 anni. Solo per gli ultraottantenni la curva torna a favore di chi si è vaccinato».

ANDREA CASADIO

 

Sembrerà strano, ma è vero esattamente l’opposto: quel documento dell’Iss dimostra che chi è vaccinato si infetta meno di chi non è vaccinato in tutte le fasce di età, e soprattutto è protetto dalla malattia grave e dalla morte, cosa che Belpietro stranamente si dimentica di dire.

 

Basta leggerlo, questo famoso documento, e uno capisce. Se si osserva la figura a cui fa riferimento Belpietro, per la precisione la numero 24, si può notare alla prima occhiata che dal marzo di quest’anno fino a oggi il tasso di incidenza del Covid ogni 100mila abitanti tra i non vaccinati è costantemente superiore a quello dei vaccinati per ogni classe di età (dai 12 ai 39 anni, dai 40 ai 59, dai 60 ai 79 e dagli 80 in su).

 

maurizio belpietro la verita

E chi è vaccinato ha una probabilità di essere contagiato dal virus tanto più bassa quanto più alto è il numero dei suoi richiami e quanto più recente è la data in cui ha fatto il richiamo: chi ha fatto la quarta dose rischia di essere contagiato meno di chi ha solo la terza, e chi lo ha fatto da più di 120 giorni rischia più di chi lo ha fatto da meno di 120 giorni.

 

vaccino covid

APPARENTE PARADOSSO

C’è solo una eccezione: nell’ultimo mese, il rischio di contagio sembra più alto tra i non vaccinati che tra i vaccinati, ma solo nelle classi di età tra 12 e 59 anni, mentre i vaccinati dai 60 in su hanno un rischio di contagio molto inferiore rispetto ai non vaccinati di pari età.

 

Come mai accade questo apparente paradosso? Lo spiega il bollettino stesso.

 

maurizio belpietro direttore del quotidiano la verita (2)

Sotto la figura c’è scritto: «Il tasso di incidenza degli ultimi 30 giorni potrebbe essere sottostimato. A causa dell’elevato numero di nuove infezioni, spesso non diagnosticate o autodiagnosticate e quindi non riportate alla sorveglianza, il numero delle persone a rischio considerate per il calcolo del tasso di incidenza e verosimilmente sovrastimato, in particolare nelle fasce 12-39 e 40-59. E inoltre verosimile la presenza di una piu elevata sottonotifica delle diagnosi nella popolazione non vaccinata e vaccinata da oltre 120 giorni».

 

vaccino covid

Che cosa significa? Significa che dato che la notifica della positività al coronavirus avviene su base volontaria, è assai probabile che molti – specie tra i non vaccinati, che non si fidano dello stato, e specie negli ultimi mesi, visto che è decaduto l’obbligo del green pass – non abbiano comunicato alle autorità sanitarie che erano stati positivi al coronavirus, e quindi erano diventati immuni al coronavirus.

 

In altre parole, secondo il bollettino nell’ultimo mese tra i non vaccinati solo 1.959 persone ogni 100mila sono risultate infette dal virus, ma è probabile che siano molto di più dato che soprattutto i non vaccinati sono più restii degli altri –  diciamo così, per militanza – a comunicare allo stato la propria positività. Ma questo sballa ogni confronto.

 

belpietro

Gli scienziati dell’Iss lo dicono chiaro e tondo: queste cifre non sono attendibili perché probabilmente i positivi non vaccinati sono molti di più, e quindi in realtà i vaccini proteggono dal contagio anche adesso, come hanno sempre fatto.

 

VALORE STATISTICO

Ogni bravo scienziato sa che tutti i dati raccolti su base volontaria non hanno praticamente valore statistico, valgono solo come indicazione di tendenza, difatti in nessuna pubblicazione scientifica seria sul Covid si usa “il numero dei cittadini che comunicano la propria positività allo stato”.

 

stefano feltri

Ve lo spiego con un esempio. Immaginiamo che voi vogliate calcolare il numero dei cittadini italiani che hanno un reddito superiore ai 100mila euro. Cosa fate? Annunciate: “Chi ha un reddito superiore ai 100mila euro lo comunichi al comune”, e magari nella mia Bologna – città di 400mila abitanti – si presentano in quattro, così calcolate che 1 italiano su 100mila ha un reddito superiore ai 100mila euro: prendereste questa cifra come buona? Io no.

 

Difatti nessuno statistico si fiderebbe di questo dato. Uno statistico serio userebbe altri metodi: per esempio, sorteggerebbe a caso i conti bancari di 10milacittadini di Bologna oppure prenderebbe i conti bancari dei cittadini di un intero quartiere della città, e vedrebbe quanti di questi hanno entrate superiori ai 100mila euro annui, e da qui stimerebbe il numero di cittadini italiani con reddito superiore ai 100mila euro. Gli statistici fanno proprio così.

LA VERITA BELPIETRO

 

In quello stesso bollettino dell’Iss si trovano statistiche sulle quali non si può mentire, e che Belpietro dimentica di citare, forse perché dimostrano che i vaccini sono efficaci eccome.

 

Quando ti ammali di Covid grave e ti devono ricoverare in ospedale o addirittura in terapia intensiva, o peggio ancora muori, non sei tu che decidi se comunicarlo o no. I medici lo notificano allo stato, e basta.

 

vaccino pfizer per omicron 4 e 5

La figura 25 del bollettino e le relative tabelle dimostrano che chi è vaccinato ha una probabilità tre volte inferiore di finire in ospedale o in terapia intensiva e sei volte inferiore di morire rispetto a chi non è vaccinato; per certe classi di età il rischio è ancora minore: per esempio, chi è vaccinato e ha più di 70 anni corre un rischio di morire di Covid dieci volte inferiore a un non vaccinato.

 

Lo stesso bollettino dimostra che la quarta dose protegge in maniera efficientissima dalla malattia grave e dalla morte.

 

Ma c’è di più. Nello stesso articolo, Belpietro scrive: «Aggiungo una ulteriore considerazione per i tanti che ancora si impalcano a distribuire lezioni a chi ha ritenuto liberamente di non vaccinarsi. Secondo uno studio del Journal of Clinical Medicine, l’immunità naturale, cioè quella conseguita da chi si è ammalato di Covid ed è guarito, dura più a lungo di quella indotta dai vaccini».

 

maurizio belpietro

LO STUDIO ANTISCIENTIFICO

Chiariamo alcune cose. Per prima cosa, lo “studio” a cui fa riferimento Belpietro non è uno studio. Gli “scienziati” citati del Belpietro non hanno fatto uno studio, cioè una analisi statistica su una popolazione. No.

 

Alcuni “studiosi” italiani, molti dei quali ignoti alla comunità scientifica, hanno pubblicato un articolo dal titolo: “SARS-CoV-2- il ruolo dell’immunità naturale: una revisione narrativa”, e che quindi – come scrivono loro stessi – è una “revisione narrativa” e non uno studio.

 

Cioè, hanno preso alcuni articoli scientifici alla rinfusa, molti dei quali di scarso valore scientifico, e senza uno straccio di analisi statistica hanno dedotto che l’immunità naturale indotta dal Covid dura più di quella indotta dal vaccino.

stefano feltri (4)

 

Invece, decine e decine di articoli scientifici provano che l’immunità indotta dal vaccino è più efficace e duratura di quella indotta dalla infezione del virus.

 

Poi, quella su cui è pubblicato l’articolo non è una rivista scientifica vera e propria – difatti non è catalogata su Pubmed, il database della scienza – ma una rivista predatoria, dove chiunque può pubblicare un articolo sborsando pochi dollari.

 

MAURIZIO BELPIETRO

Che ne so, io potrei scrivere uno “studio” in cui affermo che mangiare merluzzo previene il Covid, dato che la vitamina D contenuta nel pesce fortifica il sistema immunitario, e se pago lo potrei tranquillamente pubblicare su una rivista predatoria.

 

E gli autori di quello studio? Il primo autore è la dottoressa Sara Diani, una omeopata della scuola di musicoterapia dell’università Jean Monnet di Padova, ignota alla scienza; e tra gli altri figurano il dottor Eugenio Serravalle, noto medico No-vax, e il dottor Alberto Donzelli, della Fondazione Allineare Sanità e Salute. Ecco, allineiamo sanità e salute, così magari scopriamo che suonare il flauto dolce previene il Covid.

 

stefano feltri

stefano feltrivaccino vaccino 3vaccinovaccinovaccino 2vaccino covid

Ultimi Dagoreport

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (IMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...