cristiana lauro

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – QUAL È LA TEMPERATURA GIUSTA PER APPREZZARE IL VINO? INNANZITUTTO, “IL ROSSO A TEMPERATURA AMBIENTE” È UNA SCIOCCHEZZA PERCHÉ DIPENDE DALL’AMBIENTE. PER QUANTO RIGUARDA LE BOLLICINE È BUONA NORMA STARE SU UNA TEMPERATURA DI 6-10° C, NON DI PIÙ. DIVERSO È IL DISCORSO PER I BIANCHI E I ROSSI DELL'ANNATA PIÙ RECENTE IN COMMERCIO: I PRIMI ANDREBBERO BEVUTI A CIRCA 12°, I SECONDI…

Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

cristiana lauro 1

La temperatura di servizio del vino è un aspetto molto importante per poter apprezzare l'ampia gamma dei sentori olfattivi e gustativi che esso ci offre. Spesso perdiamo la piacevolezza delle sfumature organolettiche dei vini a causa di errori marchiani facilmente evitabili.

 

Ecco quindi un piccolo prontuario, sintetico e veloce (spero anche utile) per meglio orientarvi su questo tema. L'obiettivo è sempre lo stesso: cercare di avvicinare le persone alla piacevolezza di un calice di vino, raccontandolo con parole semplici, comprensibili e alla portata di tutti.

 

cantinetta vino

A costo di ripetermi come una vecchia zia, comincio subito ricordandovi di demolire il luogo comune sul “vino rosso a temperatura ambiente”. È una sciocchezza, mi pare ovvio, perché dipende dall'ambiente. Mia nonna viveva con i riscaldamenti spenti per risparmiare, al contrario della sua vicina che li regolava su temperature sahariane. Ambienti simili, adiacenti, con temperature molto diverse che due bottiglie dello stesso vino non avrebbero affrontato in egual modo.La temperatura ambiente, parlando di vino, non esiste. Piuttosto, esistono temperature di servizio corrette a seconda delle diverse tipologie che andremo a proporre.

 

temperatura vini

Per quanto riguarda spumanti, champagne – e bollicine in generale – è buona norma stare su una temperatura di 6-10° C, non di più. A meno che non si tratti di bottiglie con qualche anno sulle spalle, più mature e complesse. In quel caso non freddatele troppo.

 

Diverso è il discorso per i bianchi e i rossi dell'annata più recente in commercio: i primi andrebbero bevuti a circa 12°, i secondi fra i 14-16°. I vini rosati e quelli frizzanti sono piacevolissimi a 10-12°, mentre con i bianchi importanti o da invecchiamento potete regolarvi sui 12° e non oltre i 14°.

 

temperatura vino

I vini passiti - insieme ai muffati - vengono spesso proposti a temperatura ambiente, ma si esprimono molto meglio se rinfrescati, quindi serviti non oltre i 10°.

 

Possiamo salire di temperatura con i rossi di medio corpo (15-16°) e i rossi più strutturati e da grande invecchiamento che, comunque, non dovrebbero mai superare i 18-20°.

 

Esistono poi eccezioni comprensibili con po' di buon senso o un pizzico di esperienza. Per esempio, la temperatura di servizio iniziale del Pinot Nero non dovrebbe superare i 15-16°.

 

cristiana lauro foto di bacco (2)

Per concludere, un'altra questione importante: come raffreddare un vino in maniera corretta? Il metodo migliore resta quello tradizionale del cestello col ghiaccio riempito quasi fino all'orlo con dell'acqua e due manciate di sale grosso. In questo modo otterrete un raffreddamento uniforme della bottiglia. In alternativa esistono in commercio le fasce refrigeranti, da conservare in freezer e da far “indossare” alla bottiglia per portarla alla temperatura ideale. Un metodo veloce ed economico anche se – bisogna dirlo – non è il massimo dell'eleganza.

 

Adesso che sapete tutto sulle temperature, potete affrontare questa torrida estate senza rinunciare a un buon calice di vino servito correttamente. Se temete che la vostra memoria faccia cilecca proprio al momento del servizio, vi consiglio di stampare questo piccolo vademecum e di appiccicarlo all'anta del frigorifero o sulla porta della cantina. Sono certa che sia voi che la bottiglia farete un figurone coi vostri ospiti.

vino bianco fresco cristiana laurocristiana lauro 2termometro vino CRISTIANA LAUROcristiana lauro 4CRISTIANA LAURO 2cristiana lauro 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…