federico bianchi di castelbianco giovanna boda

BODA A COME PARLI - "DAMMI L'IMPORTO, TI FACCIO INVIARE I SOLDI ALL'ESTERO": L'EDITORE FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO TRANQUILLIZZAVA AL TELEFONO LA DIRIGENTE DEL MIUR GIOVANNA BODA CHE VOLEVA STARE FERMA UN ANNO - MISTERO SU UN PRESUNTO RICATTO DA 400.000 EURO - NELL'AFFAIRE BANDI D'ORO AL MIUR, CI SONO ALTRI INDAGATI..

 

Fabio Amendolara per la Verità
 

ARRESTO DI FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO

«Basta che schioccano le dita e arrivano tutti... Per due spicci? Per che cosa?». I due factotum della potente manager del Miur Giovanna Boda, Valentina Franco e Fabio Condoleo, pagati dall'editore dell'agenzia di stampa Dire Federico Bianchi di Castelbianco ma a disposizione per qualsiasi capriccio della dirigente pubblica, dal cibo ai profumi al parrucchiere di lusso, sembrano essere consapevoli di fare qualcosa di rischioso. 
 
Fabio, usato come chauffeur della Mercedes presa a noleggio per Boda e pronto a scarrozzare mamma e papà del manager, sembra non poterne più e in una delle tantissime telefonate intercettate si lascia scappare: «Bisogna darsi una calmata nelle cose comunque, non si può fare così». Valentina ripete: «Per cosa? Per due spicci». Ma i due durante lo sporco lavoraccio nei quali erano stati impegnati devono aver incontrato qualcuno che di spicci, invece, ne ha fatti parecchi.
 

federico bianchi di castelbianco 1

È ancora Valentina a commentare: «Perché chi fa il lavoro nostro guadagna... Cioè vive bene. Guarda Emiliano... guarda uno come Emiliano [...] che faceva Emiliano praticamente l'abbiamo fatto tutti quanti. Se n'è andato via con 400.000 euro, in due anni». Ma chi è Emiliano? Nell'ordinanza di custodia cautelare, dopo questo passaggio, non verrà più citato.
 
Valentina, però, un'idea su come far fruttare le notizie di cui è a conoscenza sembra averla: «Allora, a questo punto, purtroppo forse... forse è meglio mettergli paura. Forse è meglio mettergli paura, Fabio [...] e noi siamo fessi, noi». Fabio ha afferrato al volo: «Perché hanno capito il personaggio e hanno fatto così».
 

federico bianchi di castelbianco

Ma se fino a questo punto sembravano baldanzosi e in cerca di riscatto, valutando se usare le notizie in loro possesso per un motivo rimasto oscuro, dal 14 aprile, giorno in cui Fabio trova una microtelecamera nella Mercedes, cominciano ad avere paura. «Cambiamoci i telefoni, tutti, non solo i numeri», propone Valentina.
 
Per la verità già da qualche giorno, però, nel gruppo si respirava una brutta aria. Dopo la notizia dell'arresto in Calabria di alcuni funzionari del Miur, Valentina si informa con un tecnico informatico su come «pulire» il telefono della Boda: «Lei vorrebbe diciamo stare un po' tranquilla e attenta», dice all'informatico.
 
In una delle poche conversazioni intercettate tra Boda e Bianchi di Castelbianco lei avanza l'ipotesi di voler staccare, per «un anno sabbatico». L'imprenditore è pronto a risolvere ogni sua richiesta: «Io quello che sto cercando di fare è proprio darti quella sicurezza non effimera...». Lei replica: «Mettiamo che io da domani mi metto a fare un anno, che è il mio sogno, non faccio niente per un anno ok? Con cosa vivo?». La risposta dell'imprenditore è netta: «Guardami, dimmi solo l'importo. Ti fai un anno sabbatico... però ti posso dire una cosa? Te ne devi anda'... io ti faccio arrivare i soldi all'estero».
 

sergio mattarella con federico bianchi di castelbianco

E in un'altra conversazione l'imprenditore le consiglia di farsi giugno e luglio di ferie: «Fai l'apertura del Quirinale, annusi l'aria un giorno di settembre e poi vai in aspettativa [...] Giovanna se tu ti facessi giugno e luglio, dopo l'aspettativa siccome conosco te, puoi prendere tre, quattro mesi e non di un anno che è sufficiente». Lei sembra voler mollare: «No, me ne devo andare Federico, me ne devo andare». E aggiunge: «Non voglio neanche chiederti niente Federico perché... perché (incomprensibile) dei soldi pazzeschi».
 

STRALCI DELLE CARTE GIUDIZIARIE SU FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO

Con la notizia ufficiale della scoperta della telecamera e dopo le perquisizioni scatta la corsa ai ripari. Il 26 aprile Bianchi è in ufficio con Valentina: «Ciao a tutti, né a me né a Chiara mandate più telefonate e Whatsapp, una volta a settimana vieni te, raccogli tutto, ritorna se c'è urgenza». E dà precise disposizioni: «L'altra volta Sara ha fatto una cortesia e ha dato questi soldi a quello». Una frase di questo tipo, sottolinea l'imprenditore, «da adesso in poi non la può dire nessuno». E detta la linea: «Tutto deve stare calmo, liscio e tranquillo...». Per Bianchi di Castelbianco bisogna «fare tutto con un basso profilo». Ma, come è svelato l'inchiesta, con alto profitto.
 
BANDI D’ORO AL MIUR
François de Tonquédec per la Verità
 

federico bianchi di castelbianco

L'inchiesta della Procura di Roma che ruota intorno agli affidamenti del ministero dell'istruzione, università e ricerca (Miur) è pronta a un salto di qualità. Nel fascicolo non sono indagati solo l'imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco, la segretaria Valentina Franco, l'autista Fabio Condoleo e l'ex capo dipartimento Giovanna Boda. Sul registro delle notizie di reato sono stati iscritti anche altri nomi. Che in alcuni casi sarebbero pesantemente coinvolti nel sistema descritto nell'ordinanza di arresto che ha colpito Bianchi di Castelbianco, Condoleo e la Franco.
 

Giovanna Boda

I quattro sono accusati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio con l'aggravante «di aver commesso il fatto per la stipulazione di contratti e affidamenti nei quali è interessato il Ministero dell'Istruzione». Alla Boda e a Bianchi viene contestata anche la rivelazione e l'utilizzo di notizie riservate. Ma, come detto, Bianchi è stato arrestato perché poteva contare su una rete di contatti all'interno del Miur che prescindeva persino dalla stessa Boda.
 
Alcuni nomi emergono dalla stessa ordinanza di custodia cautelare, citati ma non in veste di indagati. La gestione del rapporto tra Bianchi e la Boda, secondo i magistrati, sarebbe passata anche attraverso una «task force», istituita nel 2018 dalla donna con un apposito decreto e «dedicata alle emergenze educative con il compito di realizzare gli scopi perseguiti dalle convenzioni e dal protocollo» sottoscritti rispettivamente nel 2018 e nel 2015 dal Miur con l'Istituto di ortofonologia (Ido). Del gruppo di lavoro facevano parte, come riportato nell'ordinanza, il funzionario del ministero Evelina Roselli e l'esperto esterno Vincenzo Persi, entrambi «soggetti con i quali l'imprenditore manteneva rapporti qualificati».
 

giovanna boda 5

Ma del team facevano parte anche persone di fiducia di Castelbianco, con Valentina Franco, che era stipendiata dall'imprenditore, ma di fatto alle dipendenze della Boda, a rappresentare il collegamento tra i due mondi. La lista di figure interne al ministero che compaiono nell'ordinanza di custodia cautelare è ampia. Oltre al nome della Roselli, citata frequentemente nell'atto (e che secondo i magistrati coltivava il rapporto con Bianchi sperando di trarne vantaggi per una promozione) ci sono infatti quelli di numerosi collaboratori della ex capo dipartimento di Miur.
 
Nell'aprile scorso, per sei di loro (Giulia Bertolini, Emanuela Pisanu, Catia Brenda, Federico Scriva, Rosa Isabella Vocaturo e Anna Rosa Rotondi) i magistrati avevano disposto la perquisizione degli uffici, ma dagli atti non tutti sembrano avere lo stesso tipo di rapporto con la dirigente indagata. Se la Pisanu compare negli atti solo per due telefonate intercorse con Condoleo, che in una le chiede di «scendere a prendere le pizzette che ha preso per Boda» e nell'altra le parla di un paio di pantaloni da acquistare su richiesta della Boda, Vocaturo pare godere di una ben diversa considerazione.
 

Giovanna Boda

In una mail inviata il 2 marzo scorso da Chiara Calandriello, una collaboratrice di Bianchi, all'imprenditore ed avente come oggetto «appunto per ministero» tre i nomi di persone da contrattualizzare compare anche «figlia Vocaturo (contratto 1200 x 6 mesi)». Così come venivano contrattualizzati altri che gli inquirenti indicano come collaboratori della Boda: Sara Panatta, la Bertolini e la Rotondi. Per loro l'importo indicato nella mail è di 2.500, senza alcun riferimento alle mensilità.
 
La Panatta per i magistrati lavora al ministero «alle dipendenze di Filippone Leonardo», un altro dirigente del dicastero, che partecipava alle riunioni della Boda con Bianchi, convocate anche attraverso email. In una, indirizzata a Bianchi, Filippone, Persi, Roselli e appunto Panatta si fa riferimento a un incontro relativo ai bandi che, secondo l'accusa, in alcuni casi erano cuciti su misura per le società di Bianchi.
 

giovanna boda 2

C'è poi anche il fronte dei dirigenti scolastici, con alcuni nomi citati nell'ordinanza: Rossella Sonnino, dell'Istituto Regina Elena di Roma, Alessandra Onofri del Costaggini di Rieti, Alberto Costantini dell'Istituto Comprensivo Paolo Baffi di Roma, Enrico Monaterto dell'Istituto comprensivo Savignano sul Panaro. Dagli atti dell'inchiesta emergono fatture emesse da Ido verso quest' ultimo istituto nel 2020 per 21.000 euro, nonché una telefonata del 14 gennaio scorso, durante la quale Bianchi anticipava a Monaterto informazioni sui bandi aggiudicati dal ministero.
 

giovanna boda 3

A giugno La Verità aveva ricostruito la girandola di pagamenti ricevuti dall'Ido (e citati nel bilancio 2019) da parte di numerosi istituti scolastici e il Baffi si trovava al secondo posto per le cifre erogate: 950.500 euro (gli inquirenti in quell'anno indicano fatture per 901.500 euro) attraverso 5 contratti con Ido, tutti indicati nel bilancio. Ai quali, si apprende adesso, vanno aggiunti 109.000 euro l'anno successivo, insieme a 293.203 euro nel 2019 e 187.180 fatturati dalla Com.E.
 

giovanna boda

Più bassi gli importi corrisposti alla Edizioni Scientifiche Magi: 41.000 euro nel 2019 e 5.500 nel 2020. Al telefono Costantini si lamenta con Bianchi dei contenuti di un decreto firmato da Boda e l'imprenditore gli risponde che ne avrebbe parlato con Evelina Roselli. Due i progetti affidati al Costaggini che avevamo ricostruito. Il primo è «Genova un ponte per il futuro» dal costo indicato di 190.000 euro. Il secondo è Terremoto Centro Italia e Ischia, costato, sempre secondo quanto indicato nel bilancio, 630.000 euro.
 

giovanna boda 1

Avevamo provato a chiedere lumi su quei progetti alla Onofri (già candidata alla Camera con la lista Monti), ma lei ci aveva fatto sapere di «non essere interessata a rispondere». Al momento non risultano contatti diretti tra la Onofri e Bianchi, ma nell'ordinanza il suo nome appare in una conversazione tra l'imprenditore e la Sonnino, la quale informa Castelbianco che la collega reatina e la sua tesoriera «non avevano gradito le modalità di trasferimento dei fondi all'istituto Regina Elena». Secondo il gip, l'imprenditore «liquidava» il problema «con il consiglio di rivolgersi a Roselli Evelina».

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