vladimir putin kursk

LA CALMA DI PUTIN È PANICO O SICUREZZA? – I FALCHI DEL CREMLINO FREMONO PER UNA RISPOSTA VIOLENTA ALL’AVANZATA DEGLI UCRAINI A KURSK – ANCHE I MEDIA RUSSI INCALZANO: “SERVE SOPPRESSIONE, DISTRUZIONE, DISFATTA DEL NEMICO”  “MAD VLAD” MANTIENE UN ATTEGGIAMENTO IMPERTURBABILE, PUR AVENDO DA DUE SETTIMANE IL NEMICO NEL PROPRIO TERRITORIO. MA DAI SONDAGGI EMERGE LO SCONTENTO DELLA POPOLAZIONE…

Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

VLADIMIR PUTIN

«Ne mychit, ne telitsya». Non è la più fine delle espressioni russe. Non muggisce e non partorisce. Ma che lo dica Vladimir Solovyov, il campione dei propagandisti russi richiamato dalle ferie in fretta e furia per dettare un verbo che evidentemente ancora non è stato comunicato, fa una certa impressione.

 

Non tanto perché in maniera senz’altro involontaria paragona il Cremlino a una mucca, che tarda e non fa quello che da lei ci si aspetta. Quanto piuttosto perché se le parole dei megafoni televisivi del potere russo vanno quasi sempre prese come l’unità di misura delle intenzioni di Vladimir Putin, allora è chiaro che la calma piatta imposta dal presidente comincia a creare sconcerto in una opinione pubblica imbevuta di nazionalismo, che ha bisogno di risposte immediate a quella che viene sempre più definita come «l’invasione ucraina».

 

carro armato ucraino nella regione di kursk

Questa sfasatura è apparsa chiara fin da subito. Erano passati appena due giorni dall’attacco nella regione di Kursk, e il super allineato quotidiano Moskovskij Komsomolets affidava un commento allarmato al suo editorialista Mikhail Rostovskij, considerato un tramite diretto con il pensiero di Putin, nel quale si sostenevano le ragioni degli Z-bloggers, i giornalisti patriottici al seguito dell’Armata russa, che hanno subito sostenuto come la situazione fosse grave. Titolo: «Putin è stato cacciato in un tranello pericolosissimo».

 

SOLDATI RUSSI CATTURATI DAGLI UCRAINI NELLA REGIONE DI KURSK

Svolgimento: «Non dobbiamo mai sottovalutare il nemico specie se si presenta come un cigno morente, che ora si è rivelato un uccello rapace». Nell’articolo si invitava lo Stato russo a una reazione immediata «che può essere, deve essere e sarà riassunta in tre parole: soppressione, distruzione, disfatta del nemico».

 

Non è successo niente di tutto questo. E il paragone con il vuoto d’aria seguito alla marcia su Mosca di Evgenij Prigozhin ormai non regge più. Allora, fu questione di un giorno. Adesso, Putin continua ad avere un atteggiamento imperturbabile pur avendo da quasi due settimane il nemico nel proprio territorio.

 

vladimir putin

L’ipotesi più benevola che circola in questi giorni a Mosca è che lo faccia per non allarmare ulteriormente un popolo già stanco del conflitto, del quale subisce anche gli effetti negativi economici, diventati più evidenti negli ultimi mesi, anche nella capitale.

 

Una settimana fa, il centro demoscopico Fom, insospettabile in quanto perfettamente allineato al Cremlino, ha rilevato lo scontento del 25 per cento dei russi per gli atti delle autorità. È la percentuale più alta mai registrata dal tentativo di rivolta da parte di Prigozhin. In una settimana questo indice è salito di 7 punti. Un dato rimane granitico: il livello di fiducia dei russi nel loro leader, che nella settimana dal 4 all’undici è addirittura cresciuto dal 78 all’80%.

 

GUERRA IN UCRAINA - I SOLDATI UCRAINI AVANZANO NELLA REGIONE DI KURSK

[…]  l’immobilismo di questi giorni segna una novità, della quale stanno prendendo atto anche i falchi più estremisti. «Stiamo parlando di truppe regolari di un altro Paese, entrate in una nostra regione. Sarebbe inopportuno dire che li sbatteremo subito fuori. La verità è che dobbiamo tutti adottare uno sguardo più sobrio verso la situazione attuale».

 

Queste sarebbero anche parole di buon senso. Non fosse che sono state pronunciate dal deputato Andrei Gurulyov, membro della Commissione Difesa, che soltanto un mese fa suggeriva di attaccare con armi nucleari l’Olanda per danneggiare i rifornimenti di energia all’intera Europa.

 

Abbas Gallyamov, autore dei discorsi di Putin durante i suoi due primi mandati, è convinto che il Cremlino abbia seri problemi con la visione da proporre alla sua gente. «I russi non credono più che lui possa assicurare un domani sereno. A tenerli insieme è piuttosto la paura della transizione in un futuro post putiniano che potrebbe sfociare in repressioni di massa. La maggior parte del patriottismo che vediamo in giro è uno show organizzato da attori professionisti salariati.

GUERRA IN UCRAINA - I SOLDATI UCRAINI AVANZANO NELLA REGIONE DI KURSK

 

Putin non vuole togliere le truppe dal Donbass e salvare la regione di Kursk, anche se per il patriota russo non c’è nulla di più importante della difesa della terra natia. Ma lui vive in un suo mondo fantasioso in cui il Donbass è più importante di Kursk». […]

Ultimi Dagoreport

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO