bjorn lomborg cambiamento climatico

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO ESISTE MA NON LO RISOLVEREMO CON PANNELLI SOLARI E AUTO ELETTRICHE – "L’AMBIENTALISTA SCETTICO” BJORN LOMBORG: “IL PANICO CI SPINGE A SPENDERE MOLTISSIMI SOLDI: CIRCA DUE TRILIARDI DI DOLLARI L’ANNO, OVVERO DUEMILA MILIARDI DI DOLLARI, PER TECNOLOGIE CHE NON FUNZIONANO E RENDONO L’ENERGIA PIÙ COSTOSA. LA SOLUZIONE? RIDURRE LA POVERTÀ – “PER LE ONDATE DI CALORE MUOIONO IN MEDIA QUATTROMILA PERSONE L’ANNO, IN ITALIA.  MA PER IL FREDDO NE MUOIONO 24MILA…” - IL LIBRO "FALSO ALLARME", CHE STRONCA IL CATASTROFISMO DEI "GRETINI"

Estratto dell’articolo di Eleonora Barbieri per “il Giornale”

 

BJORN LOMBORG

Il danese Bjorn Lomborg è diventato celebre come «l’ambientalista scettico» (dal titolo di un suo libro […]). È fondatore e presidente del think tank Copenhagen Consensus Center, che cerca soluzioni a basso costo per le grandi sfide globali, ricercatore presso la Hoover Institution dell’Università di Stanford e il Guardian, che certamente non propende verso lo scetticismo ambientalista, lo ha definito «una delle 50 persone che potrebbero salvare il pianeta».

 

A modo suo però, come propone nel suo nuovo saggio, Falso allarme (Fazi, pagg. 412, euro 20). Polemico nel titolo e nel sottotitolo: «Perché il catastrofismo climatico ci rende più poveri e non aiuta il pianeta».

 

cambiamenti climatici

Ne parla mentre è in Italia, a Roma, sotto un diluvio in un inedito giugno al fresco. Bjorn Lomborg, sarebbe facile sostenere che chi parla di riscaldamento globale sia fuori strada?

«Non sono un meteorologo. Però sì, questo dimostra quanto sia facile costruire una storia a partire da qualsiasi cosa accada relativamente al meteo. E qualcosa, per forza, è anche giusto».

 

Invece?

«Il riscaldamento è reale, le temperature notturne sono più elevate, le ondate di calore sono in aumento così come le piogge torrenziali. Ma i rischi sono ampiamente esagerati: quella diffusa è una favola».

 

Che cosa è una favola?

gretini imbrattano negozi in via condotti 10

«Il cambiamento climatico comporta che ci saranno dei problemi, ma anche delle soluzioni; ci saranno degli svantaggi ma anche dei vantaggi. In ogni caso, non sarà la fine del mondo. Per esempio, per le ondate di calore muoiono in media quattromila persone l’anno, in Italia.  […] Ma per il freddo ne muoiono 24mila: sei volte tanto. E, secondo le stime globali, a causa del freddo si muore nove volte di più che a causa del caldo.  […] questo perché molti fanno ancora fatica a pagare il riscaldamento. E ne faranno ancora di più, se l’energia diventa più costosa a causa delle tasse».

 

Perciò?

«Non tutto quello che succede è colpa del cambiamento climatico».

 

BJORN LOMBORG - FALSO ALLARME

Nel libro parla di una «cultura del terrore» sul clima.

«[…] Il problema è che ormai siano tutti convinti che questa sia “la grande questione”, e che politici e media li seguano».

 

Con quali conseguenze?

«Due effetti negativi. Primo: siamo più depressi del necessario. In un sondaggio americano, il 60 per cento della gente è risultata convinta che il cambiamento climatico probabilmente porterà alla fine dell’umanità. Ma è falso. La scienza non ci dice questo: ci dice che è un problema, non che sia la fine del mondo».

 

Il secondo?

«Affrontiamo il cambiamento climatico in modo pessimo. Se davvero fossimo convinti di fare la fine dei dinosauri dovremmo fermare tutto e risolvere subito il problema; ma non è così, perché esso è solo uno dei tanti problemi del XXI secolo».

 

[…] «Il panico ci spinge a spendere moltissimi soldi: circa due triliardi di dollari l’anno, ovvero duemila miliardi di dollari, quasi per niente. Per tecnologie che non funzionano».

 

In che cosa li spendiamo?

cambiamento climatico - global warming

«Principalmente per le infrastrutture: pannelli solari, turbine eoliche, sistemi per auto elettriche, cambiamenti nelle linee di trasmissione e nelle batterie e per tutte quelle cose collegate alla transizione energetica. Ma questa è una stima al ribasso del costo di queste politiche energetiche che, complessivamente, hanno un prezzo molto più alto».

 

Perché?

«Perché rendono l’energia più costosa; e questo non colpisce solo il singolo utilizzatore ma fa sì che, alla fine, produciamo meno e a un costo più elevato. Quindi, sul lungo periodo, i costi delle “emissioni zero” saranno molto più elevati […]: si stima un 5-10 per cento di perdita del Prodotto lordo globale».

 

Chi spende questi soldi?

SCETTICISMO CAMBIAMENTO CLIMATICO

 «I Paesi ricchi. Ma la maggior parte delle emissioni proviene da Cina, India e Africa. E il punto è che non le coinvolgeremo mai, sulla base del panico: perché questi Paesi hanno molti altri problemi da affrontare, come la fame, il livello di istruzione, la lotta alle malattie e la disoccupazione. Le nostre cattive decisioni non possono convincere il resto del mondo».

 

Quali soluzioni propone?

«Sappiamo che, nel momento in cui riduciamo la povertà, siamo in grado di affrontare meglio ogni problema, incluso il cambiamento climatico: maggiore è il benessere di un Paese, meno esso è vulnerabile di fronte a inondazioni, tempeste e siccità.  […]».

BJORN LOMBORG

 

[…] Che tipo di innovazioni?

«Ne bastano due o tre, assai più economiche di quelle attuali. Molti credono che il solare e l’eolico siano la soluzione, ma non è così: sono una piccola parte della soluzione. Dobbiamo concentrarci sul nucleare di quarta generazione, per esempio, che oggi è molto oneroso ma, grazie agli investimenti, potrebbe diventare a basso costo.

 

Craig Venter ha studiato delle alghe marine da cui si può ricavare petrolio senza emissioni di anidride carbonica: potremmo coltivarle nell’oceano. Il punto è che dobbiamo indagare queste possibilità, investendo in ricerca e sviluppo; mentre ciò che stiamo facendo è troppo costoso e non funziona. […]».

cambiamenti climatici

 

In tutto questo, il nostro stile di vita è così importante?

«Quello che facciamo, le piccole cose, sono piccole: non salvano il mondo. È una questione di politica, non dei singoli individui».

gretini interrompono giuseppe cruciani 2Grafici sul cambiamento climatico Alpi

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...