cina svizzera

CANTON PECHINO - LA SVIZZERA AVEVA UN ACCORDO SEGRETO CON LA CINA CHE PERMETTEVA AI SERVIZI SEGRETI DI XI JINPING DI INTERROGARE I CITTADINI CINESI IRREGOLARI NEL TERRITORIO DELLA CONFEDERAZIONE! L’ACCORDO È SCADUTO IL 7 DICEMBRE E DOPO LE POLEMICHE IL GOVERNO HA DECISO DI NON RINNOVARLO

cina svizzera

L’ACCORDO SEGRETO TRA SVIZZERA E CINA CHE DÀ MANO LIBERA AI SERVIZI SEGRETI CINESI IN SVIZZERA. A SPESE DEI CONTRIBUENTI ELVETICI

Alice Mattei per https://it.businessinsider.com/

 

Il Guardian rivela che il testo completo di un accordo segreto tra la Svizzera e la Cina è stato per la prima volta reso noto.

 

L’accordo, già in essere da cinque anni e in procinto di essere rinnovato per altri cinque anni, ha consentito ai funzionari di sicurezza cinesi di accedere al Paese, a spese dei contribuenti svizzeri, per interrogare cittadini cinesi che le autorità svizzere desideravano espellere.

cina svizzera

 

 L’accordo con la Cina, a differenza di più di 50 accordi simili che la Svizzera ha firmato con altri Paesi, non è mai stato pubblicato dal governo e nemmeno pubblicamente riconosciuto fino ad agosto.

 

IL CRITICATO ACCORDO SVIZZERA-CINA NON VIENE RINNOVATO

Da https://www.swissinfo.ch/

 

daniel bach

Il criticato accordo tra la Svizzera e la Cina, che dal 2015 consente a Pechino di inviare su suolo elvetico funzionari per verificare l'identità di suoi cittadini in situazione irregolare nella Confederazione, è scaduto il 7 dicembre e per il momento non verrà rinnovato.

 

Lo ha detto a Keystone-ATS Daniel Bach, responsabile della comunicazione presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), confermando un'informazione odierna della NZZ am Sonntag. "Non ne abbiamo ancora discusso concretamente con la Cina, non è la nostra massima priorità", ha affermato.

 

Era stato lo stesso domenicale, verso la fine di agosto, a rivelare l'esistenza dell'intesa, che non figura nella raccolta del diritto federale. La mancata pubblicazione, aveva spiegato Bach, è dovuta al fatto che l'accordo è di natura tecnico-amministrativa. Lo stesso dicasi di un trattato analogo con l'India.

 

cina svizzera 2

Legge sull'asilo sufficiente

 

Oggi Bach indica che non c'è urgenza di prorogare il trattato perché gli elementi da esso contemplato trovano sufficiente base giuridica nella Legge sull'asilo (LAsi). Inoltre "prima di negoziare con la Cina su questo accordo, il Consiglio federale attende le discussioni in parlamento", ha detto il funzionario della SEM.

 

Se è vero che il governo è l'unico competente in materia, la volontà di sentire il parere delle Camere non sorprende vista la delicatezza del tema. In agosto la rivelazione dell'intesa aveva sollevato un polverone, fino in parlamento.

cina svizzera

 

L'accordo ormai agli sgoccioli permette ai funzionari del ministero per la sicurezza pubblica di Pechino di trattenersi su suolo elvetico per due settimane senza disporre di alcun "status ufficiale" allo scopo di stabilire l'esatta identità di presunti cittadini cinesi che risiedono illegalmente nella Confederazione, ribadisce oggi il domenicale. Si tratta di richiedenti asilo la cui domanda è stata bocciata e di persone irregolarmente sul territorio nazionale, i cosiddetti sans papiers.

 

xi jinping

Intesa utile per la Svizzera

 

Gli accordi sono nell'interesse della Svizzera, aveva dichiarato Bach a Keystone-ATS. Perché l'alternativa sarebbe che Berna non potrebbe espellere queste persone, che non sono minacciate di persecuzione nel loro Paese d'origine, e che rimarrebbero senza diritto di soggiorno. Per questo motivo la SEM è lieta di avere un tale sostegno.

 

Oggi il capo della comunicazione ribadisce che in cinque anni una sola delegazione della Repubblica popolare è venuta in Svizzera. Nel 2016 sono state così rinviate nel "Regno di mezzo" tredici persone.

 

JOSHUA WONG

Bach ricorda a Keystone-ATS che l'accordo è stato negoziato su richiesta della Svizzera, al fine di disporre di "una seconda base giuridica". Spiega che il testo riguarda persone che non possono lasciare il territorio svizzero per mancanza di un documento ufficiale come il passaporto. La loro identificazione come cittadini cinesi permette loro di ottenerne uno.

 

Molte critiche, anche alle Camere

 

In agosto la rivelazione del domenicale ha suscitato varie reazioni di disapprovazione, tra gli altri da parte del noto oppositore di Hong Kong, Joshua Wong, che temeva che la Cina potesse usare l'intesa per rimpatriare i dissidenti cinesi.

svizzera cina

 

In Svizzera le voci critiche hanno fatto riferimento alla situazione dei diritti dell'uomo in Cina. Queste, visto il clima repressivo nei confronti di dissidenti e minoranze etniche, hanno sottolineato il rischio che i dati raccolti nella Confederazione fossero utilizzati per altri scopi, come la persecuzione delle persone rinviate o dei loro parenti. L'accordo vieta l'uso per altri obiettivi di queste informazioni, ma la Confederazione non ha alcun mezzo per un controllo in loco, hanno sostenuto i critici.

 

Perplessità erano state formulate anche in parlamento. Stando alla NZZ am Sonntag, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha chiesto di essere consultata prima di un'eventuale proroga dell'intesa. La sua presidente, Tiana Moser (PVL/ZH), citata dal domenicale, ha dichiarato: "La consultazione è prevista per la prossima primavera. Presumo che sul tema ci sarà una votazione". Ma il voto non è vincolante. Infatti è il Consiglio federale a essere responsabile della conclusione, della proroga o della risoluzione degli accordi di politica estera.

cittadini cinesi in svizzera

 

60 accordi analoghi

 

Intese simili a quella con Pechino esistono con circa 60 altri Stati, tra cui Turchia, Russia, Filippine, Algeria ed Etiopia. La grande maggioranza di queste fa parte di quelle ufficiali di riammissione. Solo due di esse sono accordi tecnici (con Cina e India). Inoltre la SEM collabora con singoli Stati, nell'ambito dell'identificazione delle persone, senza un accordo formale. Come base giuridica la LAsi e la LStrI, la legge sugli stranieri, bastano.

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - "BIBI" CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI". IN BASE ALLA RISPOSTA, CAPIREMO FINALMENTE CHI COMANDA. SE ISRAELE NON SI PLACA, VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (COMPLICE QUALCHE EPSTEIN FILE). SE SMETTE DI COLPIRE BEIRUT, VUOL DIRE CHE ANCHE NETANYAHU, COME IL RESTO DEL MONDO, È IN BALIA DELLA VOLUBILITÀ DI DONALD...

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…