teodora rutigliano michela quattrociocche boutique falso roma

CAPITALE TAROCCA - TRA LE CLIENTI DELLA BOUTIQUE DEL FALSO SCOPERTA A ROMA NORD CI SAREBBERO LA PARRUCCHIERA DI ILARY BLASI, L’EX METEORINA TEODORA RUTIGLIANO E MICHELA QUATTROCIOCCHE, CHE SAREBBERO ANCHE STATE MULTATE. MA LORO SMENTISCONO TUTTO – L’ATTRICE E EX MOGLIE DI AQUILANI: “HO ACCOMPAGNATO UN’AMICA UNA VOLTA MA NON HO COMPRATO NIENTE. E POI IN QUEL POSTO NON SI VENDEVA A PREZZI COSÌ BASSI. ERA MOLTO CARA QUELLA SIGNORA” - “QUELLA SIGNORA” SAREBBE FEDERICA ROSSETTI, TITOLARE DELL’APPARTAMENTO DOVE AVVENIVANO GLI ACQUISTI, PER CUI LE BORSE FAKE ERANO UN AFFARONE: IL GIRO D’AFFARI È STATO QUANTIFICATO IN CIRCA…

1 - Borse, passione "fatale" uella Roma nella rete della boutique del falso

Veronica Cursi e Alessia Marani per “il Messaggero”

 

BOUTIQUE DEL FALSO A ROMA

Il diavolo veste Prada, anche se taroccato. Irresistibile la smania di possedere una Gucci, una Fendi, una Hermès, Chanel, Bottega Veneta o Balenciaga. Se poi al prezzo di una se ne possono avere tre, quattro, cinque, di borse, di modelli e colori differenti, allora non è più una tentazione ma un visibilio.

 

Nemmeno se non sono autentiche (o semplicemente si ha il sospetto e allora meglio non farsi tante domande per non perdere l'occasione), ma figlie della fabbrica del falso che macina introiti milionari giorno dopo giorno, a danno del Fisco e delle aziende del lusso che fatturano e operano regolarmente.

 

ROMA - BOUTIQUE DEL FALSO IN UN APPARTAMENTO

Le Fiamme Gialle del comando provinciale di Roma hanno scoperto una boutique del falso in un appartamento tra Corso Francia e Collina Fleming a Roma Nord, zona di facoltosi professionisti e personaggi del mondo dello spettacolo: oltre 600 gli articoli tra borse, cinture e portafogli con marchi contraffatti stipati in scaffali e cassetti da una romana di 47 anni, Federica Rossetti, denunciata dai militari del 3° nucleo metropolitano per la vendita del falso, ricettazione e per evasione fiscale. Il volume d'affari è stato quantificato, stando alle indagini, in circa 850.000 euro.

 

michela quattrociocche e alberto acquilani

Ma l'inchiesta è ancora in corso. Durante la perquisizione, i finanzieri hanno rinvenuto anche un brogliaccio in cui erano stati riportati gli importi degli incassi, che oscillavano tra i 500 ed i 2000 euro a pezzo, oltre ai nomi dei clienti, tra cui figurerebbero anche l'attrice ed ex moglie del calciatore Alberto Aquilani, Michela Quattrociocche, la presentatrice ed ex meteorina Teodora Rutigliano, nonché la parrucchiera di Ilary Blasi.

 

LE SANZIONI

Tutte multate per l'incauto acquisto, anche se sia Quattrociocche che Rutigliano smentiscono di avere ricevuto le sanzioni e si dicono tirate in ballo in una vicenda a loro «estranea». Rutigliano afferma di «non avere mai messo piede in quell'appartamento, le uniche borse di valore che ho mi sono state regalate, questa storia è assurda, manco da Roma da 7 anni».

 

TUTTE PAZZE PER IL FALSO

ROMA - BOUTIQUE DEL FALSO IN UN APPARTAMENTO

L'attività della Rossetti sarebbe stata avviata molti anni fa e le sue borse erano diventate un must have tra le ragazze di Roma Nord. E la sua non sarebbe l'unica boutique del falso a spopolare. I finanzieri stanno risalendo alla filiera del business, le borse provenivano da fabbriche di Prato, in Toscana, non lontano dall'area di produzione di quelle autentiche, con una manifattura più curata e fedele all'originale rispetto a quelle vendute sui marciapiedi dai vu' cumpra'. Ma non chiamatele borse finte, per carità, tra i cultori del genere. È poco elegante. Semmai sono «repliche», «scarti di fabbrica», «prodotti fallati».

 

 Modelli copiati perfettamente, qualche rifinitura interna non proprio precisa ma prezzo uguale a un decimo del prodotto originale. Il Divertimento, nei salotti romani e non solo, è sfoggiare ad esempio l'ultima Shopping di Gucci da 3 mila euro, sapendo che hai fatto l'affare: non proprio come una borsa di Zara - i prezzi sono comunque alti non roba da venditori abusivi - ma comunque un risparmio notevole.

 

ROMA - BOUTIQUE DEL FALSO IN UN APPARTAMENTO

 Nessuno oserà mai chiedere: «È vera?». E di certo nessuno andrà a guardare all'interno della borsa i dettagli o le etichette. «E poi che male c'è a levarsi qualche sfizio in un armadio pieno di pezzi di qualità?», si stupisce l'avvocatessa del Fleming che per Chanel e Bottega Veneta ha una vera mania.

 

E se c'è chi, nella gara con le amiche all'ultimo status symbol, non confesserebbe mai di essere inciampata su un fake, c'è chi invece quasi se ne fa un vanto «perché con la crisi spendere un intero stipendio per una borsa è immorale», sbotta la radical chic e allora molto meglio acquistare un prodotto fatto comunque benissimo ma che costa un quarto.

 

TEODORA RUTIGLIANO

Tra borse usate, l'ultima vera mania delle signore bene che stanno fiutando il business dei negozi vintage e svuotano armadi guadagnando, e viaggi all'estero dove si vocifera facciano pezzi impossibili da distinguere con l'originale, i tempi sono cambiati. Anche per certi ambienti. Che poi la moda della borsa finta è antica come la notte dei tempi, basta guardare certi mercati paralleli in spiagge vip come Forte dei Marmi (dove gli ambulanti girano con il Pos) o la Costa Smeralda. Certo rimane sempre quella del gruppo invidiatissima che è in lista d'attesa per l'ultima Hermès di coccodrillo (lei solo vera) e sarà la prima ad accaparrarsela, ma c'è chi pensa che la quantità sia meglio della qualità.

 

2 - «Ho accompagnato un'amica io possiedo solo capi originali»

Alessia Marani per “il Messaggero”

 

ROMA - BOUTIQUE DEL FALSO IN UN APPARTAMENTO

«Io avrei comprato una borsa taroccata nelle boutique del falso di Corso Francia? Non è assolutamente vero». Michela Quattrociocche, l'attrice romana ex moglie del calciatore Alberto Aquilani, rispedisce al mittente le accuse a suo carico. Aggiunge di non avere «mai ricevuto sanzioni» e di essere finita all'improvviso nel vortice di una vicenda che «non mi appartiene» e che l'ha scossa profondamente. Michela Quattrociocche, stando alle indagini dei finanzieri del comando provinciale capitolino, il suo nome figurerebbe tra quelli annoverati nel brogliaccio delle clienti vip della boutique del falso di Federica Rossetti.

michela quattrociocche da armani

 

Come è andata?

«Sia chiaro. Io ho tutte borse autentiche, originali e regolarmente comprate nei negozi. Invece, mi sono trovata, mio malgrado, tirata in ballo in una storia spiacevole in cui non c'entro davvero nulla».

 

Nessun incauto acquisto, dunque, da parte sua?

 «Ancora una volta sono stata messa in mezzo, non so perché. In quell'appartamento di Roma nord ho messo piede una sola volta nella vita e ci sono capitata per sbaglio e per accompagnare una mia amica che era interessata all'acquisto». Ha accompagnato una amica? «Sì, ma io non ho mai comprato niente».

 

Si ricorda quando è entrata nella boutique?

«Molto tempo fa, è successo addirittura anni fa, non ricordo esattamente quando. Anche perché ci capitai, ripeto, per caso, una sola volta e direi per sbaglio».

 

Non ha mai acquistato una borsa Hermès per cento euro o poco più come altre clienti?

«Ma quando mai. E poi in quel posto, questo lo ricordo, non si vendeva a quei prezzi così bassi. Ma le borse griffate costavano dai 5-600 euro in su. Era molto cara quella signora».

 

BOUTIQUE DEL FALSO A ROMA 1

Lei è una appassionata di borse, una collezionista, soprattutto di Hermès. Non è che ha ceduto alla tentazione?

«Sono una collezionista, ma di borse vere. Io compro l'autentico. Ho una grande passione per le borse e quelle in mio possesso sono tutte vere e le colleziono proprio perché ne apprezzo la manifattura originale e curata in ogni minimo dettaglio, hanno tutte regolare etichettatura.

 

Ho fatto acquisti solo nei negozi della rete dei brand e sono anche in grado di dimostrarlo, attraverso i registri dei negozi e i pagamenti effettuati e tracciabili, quello che volete».

michela quattrociocche (2)

 

 Eppure sarebbe stata multata?

«Non mi è mai arrivata alcuna sanzione, non è vero. E vedere il mio nome sbattuto così all'improvviso dappertutto per questa storia assurda mi ha fatto strano. Vorrei non parlarne più».

 

 

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