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CERTE DONNE BRILLANO – LA STORIA DIMENTICATA DELLE “RADIUM GIRLS”, LE “RAGAZZE FANTASMA” ASSUNTE NEL 1914 DALLA "US RADIUM CORPORATION" CHE FABBRICAVA OROLOGI CON QUADRANTI FLUORESCENTI - ALLE GIOVANI CHE DIPINGEVANO LE LANCETTE VENIVA CHIESTO DI LECCARE I PENNELLI CONTAMINATI DALLA VERNICE AL RADIO: LORO BRILLAVANO ANCHE AL BUIO, FINCHE' NON INIZIARONO A PERDERE DENTI E MANDIBOLE – IL RADIO SI PENSAVA CURASSE... (VIDEO)

 

Andrea Cionci per "www.lastampa.it"

 

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E’ una delle pagine più oscure del capitalismo americano: negli Usa le hanno appena dedicato un film presentato al Florida Film Festival, ma in Europa è quasi sconosciuta. Risale a circa un secolo fa la triste vicenda delle «Radium Girls» - anche note come «Ragazze fantasma» - che segnò un punto di svolta nel diritto del lavoro e nella fisica della salute. Coprotagonista della tragedia fu l’ultima e più terribile «panacea» della storia della medicina.

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Dalla Theriaca, al corno dell’unicorno, alla polvere di mummia, alla mandragola, sono stati tanti i «rimedi universali» con i quali l’uomo si è illuso di potersi curare, evitare i veleni o aumentare le proprie prestazioni fisiche e sessuali. Alcuni presunti toccasana erano perfettamente inutili, molti altri del tutto dannosi per la salute, tuttavia nessuno raggiunse  la nocività del Radio (Ra), un elemento capace di far letteralmente disgregare l’apparato osseo.

 

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Il raggio verde

Questo metallo radioattivo, il cui nome viene dal latino «radius» - raggio, fu scoperto dai coniugi Pierre e Marie Curie nel 1898 nel minerale di Uraninite/Pechblenda. Venne isolato come elemento puro nel 1902 nella sua forma metallica, attraverso l'elettrolisi. La particolarità più evidente era la luminescenza verdognola e il calore che emanavano i suoi sali, caratteristiche che avrebbero presto sancito il suo successo industriale.

 

radio

Eppure, Pierre Curie aveva compreso fin da subito la tossicità del materiale: sua moglie si era procurata delle ustioni e lui stesso dichiarò che «non poteva sopportare il pensiero di condividere una stanza con nemmeno un kg di radio perché aveva paura che lo avrebbe accecato o bruciato la sua pelle».

 

pierre e marie curie 3

Tuttavia, secondo la mentalità dell’epoca, una sostanza tossica, se assunta in minime quantità, risultava innocua, o addirittura benefica. Basti pensare all’utilizzo dell’arsenico che, almeno fino alla scoperta degli antibiotici, veniva utilizzato in varie formule chimiche per la malaria, la sifilide o per cure odontoiatriche, sortendo persino alcuni risultati positivi. Con gli elementi radioattivi, come sappiamo oggi, è tutta un’altra faccenda.

tho radia

 

Benefico perché «radioattivo»

Fu  l’inventore e aviatore americano William J. Hammer (assistente di Edison) che portò con sé in patria, da Parigi, alcuni cristalli di sale di radio fornitigli dai Curie.

Affascinato dalla luce e dal calore emessi dall’elemento, tenne conferenze sulle sue proprietà,  discutendo dei suoi presunti poteri curativi. Fu, tra l’altro, il primo a proporre il radio come trattamento per il cancro pubblicando i risultati dei suoi esperimenti in un volume del 1903:  «Radium e altre sostanze radioattive». 

 

radium brand

Sull’onda dell’entusiasmo, tra gli Anni 10 e 20, l’industria americana si appropriò del nuovo affascinante elemento e cominciò a inserirlo in una quantità di prodotti: burro, acqua minerale, sigarette, bevande, dentifrici, cosmetici, lozioni per capelli, lana per neonati, giocattoli.

 

Anche in Francia, il Dottor Alfred Curie (che non aveva alcuna relazione con i coniugi scienziati) creò una linea di cosmetici chiamata Tho-Radia, le cui ciprie contenevano torio e radio. In Italia il fenomeno fu molto ridotto, limitato al consumo di acque minerali naturalmente radioattive.

 

william j. hammer

Il paradosso è che la parola «radioattivo», che oggi in tutti noi provoca timore e repulsione, era considerata, all’epoca, sinonimo di corroborante, salutare e benefico. Il bagliore che emanavano la pelle, i denti o i capelli trattati con prodotti al radio riempiva di meraviglia donne e ragazze, mentre gli uomini si sentivano più vigorosi dato che uno dei primi effetti sul corpo era quello di stimolare i globuli rossi. Sensazioni fugaci di salute, bellezza e vitalità, che poi sarebbero state pagate a carissimo prezzo da una moltitudine di persone.

 

Undark

Hammer fu anche il primo a inventare una vernice luminescente, combinando i sali di radio con colla e solfuro di zinco. Una delle applicazioni più immediate fu quella per i quadranti degli orologi e di altri strumenti, come ad esempio i contachilometri, che divenivano, così, ben visibili al buio.

 

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Tra i primi a sfruttare la vernice al radio vi fu  il medico di origine ucraina Sabin Arnold von Sochocky che nel 1914, insieme al collega George Willis, fondò nel New Jersey la Us Radium Corporation.

 

L’entrata in guerra degli Stati Uniti, nel 1917, rese richiestissimi gli orologi militari con i quadranti luminosi e questo produsse enormi introiti per la società. 

 

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Lip- pointing

L’operazione di stendere la vernice luminescente sulle lancette degli orologi richiedeva piccole mani precise. Per questo furono assunte una settantina di giovanissime ragazze (alcune anche 14enni) che rimasero letteralmente entusiaste del nuovo lavoro. Era poco faticoso e «artistico»; patriottico, perché aiutava i soldati americani che combattevano in Europa; aveva a che fare con un prodotto costoso e affascinante e in più era pagato tre volte tanto lo stipendio di un operaio normale.

 

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Vi era solo una strana richiesta da parte dei capi: ai sottili pennelli di cammello con cui si dipingevano gli orologi  doveva essere fatta la punta con le labbra, (lip- pointing) in modo da ottenere un punto preciso senza sprecare il prodotto: il radio era, infatti, un metallo costosissimo. Qualcuna delle ragazze chiese se la vernice non potesse essere nociva, ma i dirigenti dell’azienda tranquillizzarono tutte sostenendo che, in quelle minime quantità, il radio non avrebbe fatto loro nulla di male, anzi: dopotutto, erano tanti i prodotti in commercio a base di quell’elemento.

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Così, per alcuni anni, le ragazze continuarono a ingerire ogni giorno piccole quantità di vernice radioattiva e nei momenti di pausa si divertivano anche a laccare con essa le proprie unghie o i denti, per stupire i loro fidanzati al buio apparendo luminescenti come leggiadri fantasmi.

 

Un avvelenamento di massa

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Eppure, nelle alte sfere dell’azienda e nelle società mediche si sapeva benissimo che il radio faceva male. I familiari di von Shochocky, i dirigenti e gli operai che trattavano le vernici in maggiori quantità erano soliti schermarsi dietro lastre e indumenti di piombo, utilizzando pinze con le punte d’avorio.

 

La cosa più terribile è che solo dopo circa cinque anni alcune ragazze cominciarono ad accusare i primi malesseri. Una di loro si preoccupò quando i suoi denti iniziarono ad allentarsi e cadere senza apparente motivo. Si recò dal dentista che, nel toglierle un dente ormai guasto, rimase di sasso: con esso era venuto via un intero pezzo di mandibola. 

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Quando la giovane Grace Fryer vide che la sua era divenuta gonfia ed infiammata, cercò l’aiuto di un medico per una diagnosi sugli inspiegabili sintomi. Utilizzando un primitivo macchinario a raggi X (che la espose a ulteriore radiazioni, purtroppo)  il medico scoprì un grave deterioramento delle ossa, come se fossero state rose dai tarli.

 

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Poco a poco, si comprese che il trait d’union che legava quelle inspiegabili patologie era il fatto che tutte le pazienti avevano lavorato per un certo periodo alla Us Radium Corporation. Il radio, infatti, essendo molto simile al calcio, viene trasportato dall’organismo direttamente nelle ossa dove ne disgregava le cellule.

 

L’azione legale

Ci vollero almeno due anni prima che Quinta e Albina Maggie, Katherine Schaub, Edna Hussman, capitanate da Grace Fryer, potessero trovare un avvocato disposto a mettersi contro la potente compagnia.

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Quando iniziò il processo, nel 1927, le ragazze stavano talmente male da non riuscire nemmeno ad alzare il braccio per prestare giuramento. Quella legale fu una guerra sporca: alcuni medici che avevano visitato le ragazze testimoniarono che le avevano trovate in buona salute. Poi si scoprì che uno era a libro paga della Us Radium e l’altro ne era addirittura il vicepresidente. 

 

orologi con vernice al radio

Altre perizie mediche vollero imputare i cancri alle ossa che colpivano le ex pittrici alla sifilide, malattia venerea ritenuta, all’epoca, infamante per una donna. Il processo ebbe un’ampia copertura mediatica e dovunque i lavoratori che maneggiavano il radio cominciarono a prendere precauzioni o a sollevare altri contenziosi con le aziende che si protrassero fino al 1939.  

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Alla Waterbury Clock Company sospesero subito il lip-pointing - grazie alla denuncia di una pittrice di quadranti, Margaret Carlough - salvando la vita a centinaia di operai. Considerato che lo stesso dottor von Shochocky morì nel 1928 per un’anemia causata dalla sua vernice, le Radium girls vinsero il processo e ottennero dalla Us Radium Corporation risarcimenti in danaro e vitalizi. Purtroppo, poterono usufruirne per poco tempo ancora.

 

La “mascella da radio” e il caso Beyers

Oltre a provocare cancri alle ossa e malattie del sangue, l’intossicazione da radio aveva lo spaventoso effetto di disintegrare la mandibola. Rimase famoso il caso del campione di golf, playboy e rampollo dell’alta società americana Eben Byers. Nel 1927, durante un viaggio in treno, cadde dalla cuccetta facendosi male a un braccio. Dato che il dolore non passava, il suo medico gli consigliò il Radithor, una soluzione di radio e acqua distillata che all’epoca veniva commercializzata da un sedicente medico, tale William J. A. Bailey.

 

eben byers

Byers si trovò così bene che cominciò a bere almeno tre flaconi al giorno di Radithor, lo consigliò come un vero elisir ad amici e amanti e lo somministrò perfino ai suoi cavalli da corsa. Dopo qualche anno cominciò ad accusare problemi ai denti e nel giro di poco gli dovette essere asportata completamente la mandibola, come si vede da una drammatica fotografia.

 

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Nel settembre del 1931, la Federal Trade Commission aprì un’indagine e mandò l’avvocato Robert H. Wynn a intervistarlo nella sua tenuta di Southampton, dato che non poteva più muoversi poiché il suo scheletro si stava letteralmente disgregando. Byers morì a 52 anni d’età dopo atroci sofferenze, ma grazie alla sua testimonianza, la Food & Drugs Administration mise al bando il Radithor e ottenne un maggiore controllo su medicinali stabilendo il principio che ognuno di essi è dannoso fino a prova contraria.

 

Un tragico bilancio

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E’ difficile quantificare quante persone siano state contaminate dalla folle moda del radio e dalle sue applicazioni industriali. Molte di loro decisero di sottoporsi ad esami fino agli anni ’50, tanto che quelle indagini costituiscono ancor oggi la principale fonte di dati su questo genere di avvelenamento.  La vernice al radio fu messa al bando nel 1968, sostituita da quella al trizio, meno pericoloso. Dagli anni ’90 si usano prodotti ancora più sicuri, racchiusi in mini-capsule stagne, peraltro.

 

Tuttavia, gli appassionati di modernariato stiano in guardia: un vecchio orologio trattato con vernice al radio può essere nocivo ancora oggi e deve essere maneggiato con la dovuta cautela: l’emivita (tempo richiesto per dimezzare l’efficacia) dell’elemento è, infatti, di 1602 anni.

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Non a caso, se qualcuno passasse con un contatore Geiger vicino alle tombe delle Radium Girls, vedrebbe la lancetta della scala radioattiva schizzare in avanti.

Grace, Quinta, Albina, Katherine, Edna: la loro triste fine sancì il diritto dei singoli lavoratori di citare in giudizio per danni le società datrici di lavoro e, sulla scia di quel caso giudiziario, gli standard di sicurezza industriale furono molto migliorati.

 

La loro eredità, quindi, splende tutt’oggi, così come brillano ancora, nel buio delle sepolture, le loro povere ossa.

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