pier paolo pandolfi

UN CERVELLO IN FIGA - PIER PAOLO PANDOLFI, STAR MONDIALE DELLA RICERCA CONTRO IL CANCRO, HA LASCIATO LA DIREZIONE DEL PROGRAMMA DI GENETICA ONCOLOGICA DI HARVARD, DOPO LA DENUNCIA DI UNA RICERCATRICE CHE LO HA ACCUSATO DI MOLESTIE - LA SUA DIFESA: “IL MIO È UN CASO DI #METOO LEGGERO E ROMANTICO. PLACIDO DOMINGO LO FACEVA DI PROFESSIONE…SE C'È QUALCUNO CHE DOVEVA ESSERE ARRABBIATA ERA MIA MOGLIE. E LEI HA CAPITO CHE HO AVUTO UN MOMENTO DI DEBOLEZZA”

1 - SCIENZIATO ITALIANO VIA DA HARVARD DOPO UN'INCHIESTA PER MOLESTIE

G.V. per il “Corriere della Sera”

 

pier paolo pandolfi

Uno dei più brillanti scienziati che rientra in Italia. L'entusiasmo e l'ammirazione. Poi improvvisamente i dubbi, i sospetti, le voci. Che si alimentano fino a scatenare una clamorosa decisione: le dimissioni in massa del comitato scientifico dell'Istituto che doveva accogliere il professore in patria. Cos' è successo a Pier Paolo Pandolfi, star mondiale della ricerca contro il cancro, per sette anni direttore del programma di genetica oncologica al «Beth Israel Deaconess Medical Center» di Harvard e prossimo a cominciare la sua nuova avventura all'Istituto veneto di medicina molecolare (Vimm) di Padova?

 

Il Corriere è in grado di raccontarlo dopo un'inchiesta durata alcune settimane, attraverso cui sono state raccolte testimonianze, letti documenti e si sono interpellate le istituzioni scientifiche. Tutto parte nel febbraio del 2019, quando una ricercatrice del laboratorio diretto da Pandolfi (laboratorio dove, per altro, lavora anche la moglie) si rivolge ai vertici dell'Università per sporgere denuncia.

 

L'accusa è pesante: la giovane sostiene che da quasi un anno sarebbe al centro di attenzioni del suo capo, tali da averle creato non solo gravi turbamenti interiori ma anche difficoltà professionali e di carriera. La giovane riferisce di aver ricevuto apprezzamenti in pubblico; ma non solo. Spiega che il docente da mesi la fa oggetto di mail di natura sentimentale e che le chiede continuamente di parlare.

pier paolo pandolfi

 

Lei per ben due volte, a distanza di mesi, fa presente al professore che le sue attenzioni la mettono in grave imbarazzo e gli domanda di mantenere le conversazioni su temi di lavoro. Pandolfi però non si ferma. Continua a scriverle. Le manda canzoni. Ripete che vorrebbe avere conversazioni con lei. La giovane è così preoccupata, che quando deve spostarsi nei corridoi si fa accompagnare da alcuni colleghi.

 

Ricevuta la denuncia, Harvard fa immediatamente scattare una procedura interna. Le fonti interpellate dal Corriere sostengono che tra febbraio e aprile lo staff legale interroga quasi tutti i membri del laboratorio di Pandolfi. Nessuna domanda specifica, ma richieste di chiarimenti sull'atteggiamento del professore in laboratorio e sulla sua condotta. E si arriva alla svolta. Il 23 maggio 2019 Harvard chiede formalmente al professore di lasciare il laboratorio. È sospeso.

 

veronesi pier paolo pandolfi giorgio napolitano

Non risulta però che venga fatta anche alcuna segnalazione penale. Il professore resta lontano dal suo laboratorio, in teoria non potrebbe nemmeno utilizzare la casella di posta. «Da quel giorno qui non l'abbiamo più visto», hanno riferito alcuni ricercatori. Ma la questione per molti dentro al laboratorio resta un mistero: Harvard non fornisce alcuna spiegazione. Fino alla semplice comunicazione, alla fine dell'anno, che Pandolfi avrebbe lasciato il suo centro di ricerca.

 

E si arriva ad oggi: dopo la sospensione per il Covid, il 20 maggio il Vimm di Padova annuncia l'arrivo del professore. «È stato costretto ad andarsene per molestie», scrive subito sul suo blog For better Science il biologo tedesco Leonid Schneider. E lo stesso rilancia su Twitter Michael Balter, professore della New York University. Un mese in cui si alimentano dubbi, interrogativi. Fino alle clamorose dimissioni di massa del comitato scientifico del Vimm: «Temiamo un grande scandalo».

 

pier paolo pandolfi

2 - «È STATA UNA SBANDATA, HO SBAGLIATO E MI SCUSO ME NE SONO ANDATO IO»

Giovanni Viafora per il “Corriere della Sera”

 

Prova a scherzare, con risultati forse rivedibili. «Se vuole una battuta che riassume tutto è che il mio è un caso di #MeToo molto leggero e romantico. Placido Domingo lo faceva di professione...». Pier Paolo Pandolfi risponde al telefono da Boston, dove si trova ancora con la famiglia in attesa di tornare in Italia. L'eco delle dimissioni di massa dall'istituto di Padova che dovrebbe venire a dirigere lo ha raggiunto di prima mattina.

 

Professore, la questione appare più complessa. Qual è la sua versione dei fatti?

«A maggio dell'anno scorso ho avuto una piccola inchiesta interna che è stata aperta perché avevo mandato delle mail che sono state considerate "non appropriate" ad una persona del laboratorio. L'inchiesta è stata fatta in modo molto dettagliato perché Harvard non affossa nulla, checché se ne dica. E già ad agosto tutto è rientrato, posso documentarlo. La conclusione è che si è trattato di un episodio marginale, contenuto e che non sono un mascalzone che va appresso a qualsiasi donna del laboratorio. In sostanza, è stato un misfatto di natura romantica. Non sessuale».

 

La sua «attenzione» nei confronti della ricercatrice sarebbe durata però per mesi. Può confermare?

«Sì, non proprio qualche giorno... Praticamente è stato uno scambio romantico che si è protratto per due, tre mesi».

 

La ricercatrice le avrebbe chiesto in modo esplicito di non perseverare. Non pensa che questo suo atteggiamento possa aver messo questa giovane professionista in difficoltà?

«Il mio è un comportamento assolutamente non giusto se la si vede dal punto di vista formale e per questo infatti sono stato investigato e ho chiesto scusa; ma è un comportamento che se lo vede dalla parte di una persona che ha preso una sbandata è legittimo. Nelle mail non ho mai usato termini offensivi o volgari».

 

pier paolo pandolfi

A voce può dire di aver usato lo stesso tono? Ha mai minacciato impedimenti alla carriera in caso di un rifiuto?

«Mai, mai. E poi, perché mai avrei dovuto danneggiarla, visto che il mio intento era romantico? Quello che mi addolora è che per una questione romantica e affettiva si sia fatto un putiferio enorme, quando i sentimenti erano totalmente genuini e positivi. Se c'è qualcuno che doveva essere arrabbiata era mia moglie. E lei ha capito che ho avuto un momento di debolezza. Mi sono scusato ed è finita lì».

 

Schneider e Balter affermano che Harvard l'avrebbe forzata ad andarsene. È vero? «Assolutamente no. Sono io che me ne sono andato, dando le dimissioni. Nei confronti di questi due signori, che avanzano nei miei confronti accuse infamanti agirò legalmente. Harvard mi ha sospeso perché, com' è giusto, nel momento di una indagine la persona che viene investigata non deve essere messa nelle condizione di inquinare le prove. Ma poi ad agosto mi hanno comunicato che tutto era rientrato. Ho dovuto solo frequentare una sorta di corso di riabilitazione al termine del quale sono di nuovo stato considerato idoneo all'insegnamento e alla direzione scientifica».

pier paolo pandolfi 3

 

Un corso?

«Sì, ho dovuto studiare la legislazione americana, che è diversa dalla nostra. Alcune cose sono tollerate in alcuni Stati, mentre in altri no. Mi hanno chiesto per esempio se io fossi un hugger, ovvero se abbracciassi la gente. Perché anche quello poteva essere inteso come sexual harassment (molestia sessuale). Si rende conto? È ovvio, lo facevamo tutti prima di Covid. Per cui mi hanno spiegato che in America se vuoi essere affettuoso stringi forte una mano, se vuoi manifestare ancora più affetto usi due mani».

 

Da Boston dicono che lei non fosse più rientrato in laboratorio da maggio del 2019.

«Non è vero. A settembre ho tenuto un seminario, ho le carte. E ho sempre tenuto i contatti con il lab».

 

pier paolo pandolfi

Prenderà lo stesso l'incarico al Vimm di Padova?

«Spero che questa cosa si possa sanare. E in ogni caso le dimissioni non sono una cosa che riguarda direttamente me. Se non sono state seguite le procedure cosa ne sapevo? Mi stupisce solo che questa cosa venga fuori ora, che sono tornato per aiutare il mio Paese».

 

Ma lei, che è considerato una star della scienza, in Italia sarebbe tornato lo stesso? «Certo. Ho una lettera a mia moglie di 25 anni fa, quando arrivammo a New York per la prima volta: le promisi che un giorno saremmo tornati a casa. Prima della pensione».

lucio d'ubaldo, pier paolo pandolfi

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...