spionaggio netflix

CHI NON FA LA SPIA, NON E’ FIGLIO DI DAGOSPIA! TRUCCHI E COLPI DI GENIO: SU 'NETFLIX' ARRIVA UNA DOCUSERIE SUL MONDO DEGLI 007 – DALLE CIMICI ANNI 60 AI DRONI, DAI 'ROMEO' DELLA STASI, UNA SQUADRA DI 40 AGENTI CON LICENZA DI SEDURRE DONNE AMERICANE IN CAMBIO DI SEGRETI MILITARI, AL CYBERSPIONAGGIO – I MUSEI DEI SUPER-AGENTI...

Ilaria Ravarino per il Messaggero

 

spionaggio netflix

Denaro, ideologia, ricatto o ego. C'è anche un pezzo della storia di Walter Biot, il capitano della Marina Militare arrestato per spionaggio, nell'acronimo che l'Intelligence statunitense utilizza per riassumere le quattro motivazioni che spingono le persone a diventare agenti segreti. Perché poche cose come il denaro, dicono gli analisti, hanno la forza di spezzare il vincolo più prezioso per una spia: la lealtà. Lo racconta la docuserie Spionaggio: i trucchi del mestiere, da poco su Netflix ma diventata in questi giorni particolarmente attuale: otto episodi da mezz' ora con testimonianze di veri agenti della Cia.

 

IL CLASSICO La difesa di Biot, che avrebbe dichiarato di aver agito perché in difficoltà finanziaria, suona come un grande classico del genere. L'ultima puntata della serie è dedicata proprio ai casi di spie corrotte dal vil denaro, come il famoso John Anthony Walker, addetto di una base navale Usa che negli anni Sessanta vendette al Kgb documenti riservati.

 

 

spionaggio i trucchi del mestiere 5

Come Biot, anche lui fotografò i documenti, usando non una pennetta digitale ma una Minox (la telecamerina in alluminio grande quanto un indice) e scambiando gli scatti con i russi. Solo che la sua attività, durata 17 anni e costata un ergastolo, non era pagata in banconote ma in lingotti d'argento senza numero seriale. Che i potenti del mondo amino spiare i paesi nemici, e che a spiare gli americani oggi siano soprattutto russi e cinesi, è la tesi non troppo nascosta della serie (Putin è il politico più nominato e il primo ad apparire). Ma è la creatività delle spie ad essere la vera protagonista degli otto episodi, che mettono a confronto gadget e strategie di ogni era e provenienza.

 

spionaggio i trucchi del mestiere 8

Si comincia con le classiche cimici Anni 50 e 60 la più famosa quella che nel 1945 i boy scout russi donarono all'ambasciatore americano a Mosca, nascosta in un quadro passando per le 16 macchine da scrivere del progetto Gunman, assemblate dal Kgb per copiare le lettere, fino alle moderne microcamere Niagra, inventate in Svizzera nel 2013. Discorso a parte per i droni, i nuovi occhi del cielo che hanno ormai rimpiazzato i vecchi satelliti, troppo lenti da controllare.

 

Tra i modelli più efficaci, la serie cita gli stormi robotici cinesi, capaci di ingannare anche gli uccelli, e lo sguardo di Gorgone, epico nome per il drone da 15 milioni di dollari del Pentagono, con risoluzione da 1,8 miliardi di pixel e immagini 150 volte più dettagliate di un iphone. Ampio e variegato l'arsenale di veleni. Pallottole al ricino negli ombrelli (ne fu vittima, nel 1978, lo scrittore bulgaro Georgi Markov), acido prussico per il Kgb Anni Cinquanta, diossina nella zuppa come quella servita nel 2004 all'ucraino Viktor Yushchenko e il polonio nel tè, bevuto da Alexandr Litvinenko nel 2006 a Londra.

 

polonio

NOVICHOK Tra i veleni più letali figura ancora il Novichok, potente agente nervino bandito dal trattato sulle armi chimiche, arma del tentato delitto del russo Sergej Skripal e nel 2017 del nord coreano Kim Jong Nam, aggredito in aeroporto da due donne convinte da una finta troupe televisiva a fargli uno scherzo finito molto male. Il fattore umano il ricatto: meglio se a sfondo sessuale è dai tempi della bella Mata Hari una delle armi più potenti delle spie, che ne fecero un uso massiccio durante gli anni Settanta. Fu allora che al capo della Stasi, Markus Wolf venne in mente di sfruttare la solitudine sentimentale delle segretarie di Berlino Ovest fondando i Romeo, una squadra di 40 agenti con licenza di sedurre e impalmare ignare donne americane in cambio di segreti militari.

 

FRONTIERA Ultima frontiera dello spionaggio è infine il cyberuniverso, quello con cui si possono addirittura fermare le turbine di una centrale di arricchimento dell'uranio, come accaduto in Iran nel 2010. Ma anche arrivare a prendere il controllo totale di una smart city, come spiega l'ex agente Robert Wallace, o vincere una guerra «senza bisogno di una sola bomba». Bastano le spie giuste, e nessuno che le corrompa.

 

 

MUSEI

stasi

Valeria Arnaldi per il Messaggero

 

Corridoi spaziosi e uffici riservati dove venivano compilati i rapporti. Basta navigare in Rete, anche su YouTube, per entrare nelle sale che dal 1950 al 1990 sono state sede del Ministero per la Sicurezza di Stato della Repubblica Democratica Tedesca, a Berlino. Oggi, infatti, l'edificio è sede dello Stasimuseum, museo dedicato allo spionaggio messo in atto dalla Stasi, appunto.

 

I TESSUTI Ci sono documenti, registri, testimonianze, pezzi di tessuti per l'identificazione olfattiva di sospetti. Un patrimonio che, dopo la caduta del muro di Berlino, è stato salvato dalla distruzione grazie all'intervento di manifestanti, decisi a non far rimanere nell'oscurità - e nel segreto - i crimini commessi dagli agenti.

 

LE TECNICHE Allo spionaggio, tra tecniche e anche atrocità, sono dedicati più musei nel mondo, dove macchinari e codici, trucchi usati, negli anni, vengono messi in mostra a raccontare storia ed evoluzione della professione. D'altronde, quello della spia è mestiere antico pressoché quanto l'uomo.

 

aston martin 007

Le sue radici si perdono nel tempo, rimandano alla nascita della prima comunità, forse a quella del primo - quantomeno presunto - segreto. Già i sumeri si servivano di spie, così egizi, fenici, assiri e via dicendo, fino ai servizi segreti di Roma antica, e oltre. A Washington sorge l'International Spy Museum, che da domani dedicherà una mini-mostra a codici e macchine per decifrarli, in prestito dal National Cryptologic Museum, a partire da quello che è ritenuto il più antico cifrario esistente, datato tra fine XVIII e inizi XIX secolo.

 

GLI EPISODI La collezione di Washington indaga episodi e vicende di spionaggio fino ad oggi, con spunti per guardare al domani. Senza dimenticare la finzione che ha fatto storia - nonché letteratura e cinema - come la figura di James Bond. Qui, la Aston Martin DB5, auto di Bond in Goldfinger. Molte le attività interattive.

 

E l'interazione è cardine della filosofia pure di Spyscape a New York, che all'iter storico - nella collezione, Enigma, dispositivo per cifrare e decifrare messaggi usato nel periodo nazista - affianca test per mettersi alla prova, tra sensori laser da evitare e microspie, ma anche attività online. Portare allo scoperto gli strumenti di indagine degli 007 sollecita la riflessione sui possibili mezzi per attaccare la privacy dei singoli, anche attraverso pc e smartphone.

007 missione goldfinger

 

LA CRONACA I materiali corrono pure in Rete. Avanzavano stretti l'uno all'altro, mano nella mano, il 26 marzo 1953, i figli di Julius ed Ethel Rosenberg, in attesa di entrare a Sing Sing, dove erano imprigionati i genitori accusati di essere spie dell'Unione Sovietica e, per questo, condannati a morte. La cronaca di quella passeggiata, poco prima dell'esecuzione - nonostante gli appelli di Brecht, Picasso, Sartre e molti altri - è immortalata in un video d'archivio dell'Istituto Luce, pubblicato su Google Arts & Culture, a fare storia dello spionaggio, tra tecniche e pagine oscure.

 

 

lashana lynch 007lashana lynch nuova 007

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?