chiara ferragni

CHIARA FERRAGNI SI ATTACCA AL PALO – L’INFLUENCER FA LA FIGURA DEL BASTONE DI LEGNO DURANTE UNA LEZIONE DI POLE DANCE: CERCA DI SIMULARE LE MOVENZE DELL’INSEGNANTE, MA ALLARGA MALDESTRAMENTE LE GAMBE RISCHIANDO DI ROTOLARE A TERRA – IL VIDEO DIVENTA VIRALE, LEI GUADAGNA E LE AZIENDE FINISCONO PER SBORSARE QUATTRINI PER FAR DIVENTARE LEI E TANTI INFLUENCER TESTIMONIAL DEI LORO PRODOTTI. NON SENZA RISCHI VISTO CHE NON ESSENDO DEI DIPENDENTI…(VIDEO)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

If anything goes wrong I can always be a pole dancer ?

Un post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data:

 

Da "www.ilmessaggero.it"

 

chiara ferragni fa pole dance 7

Chiara Ferragni pubblica un video nel quale si mostra mentre è alle prese con la pole dance. Le sue movenze però non sono propriamente sinuose, tant'è che l’influencer appare molto impacciata.

 

Nonostante tutto questo, il video è diventato virale e tantissimi fan hanno apprezzato il fatto che la fashion blogger si mostri anche nelle sue difficoltà.

 

È di pochi giorni fa l'annuncio, da parte dell'Università telematica eCampus, del primo percorso formativo in Italia specifico per chi desidera intraprendere la professione di "Influencer", vera e propria professione intesa come complesso e ambizioso progetto di business nel quale le leve del marketing tradizionale incontrano le più efficaci strategie digitale.

chiara ferragni fa pole dance 2

 

Roberto Vivaldelli per "www.ilgiornale.it"

 

Una notizia che ha letteralmente diviso il web e l'opinione pubblica. Ma chi sono lgi influencer? Come spiega Andrea Cuomo su Il Giornale, si tratta di una persona che, godendo di un grande seguito sui social network e in particolare su Instagram e su Youtube (come poi questo consenso sia stato guadagnato è spesso materia inespugnabile per intelligenze medie come la nostra) viene utilizzata dalle aziende come testimonial per pubblicizzare alcuni prodotti e per accostarli a un determinato stile di vita considerato evidentemente desiderabile dai loro follower.

CRISTIANO RONALDO 700 BY CALCIATORIBRUTTI

 

Un'attività ovviamente pagata, spesso così lautamente da trasformare il (o la) blogger in una star milionaria. Come Chiara Ferragni, la superstar e regina delle influencer italiane.

 

Un noto "influencer" è anche il fuoriclasse della Juventus Cristiano Ronaldo: secondo Business Insider, CR7 guadagna di più dall’essere un influencer di Instagram che giocando con la vecchia signora del calcio italiano.

 

chiara ferragni e fedez 3

Ronaldo, infatti, ha portato a casa 47,8 milioni di euro solo da post Instagram pagati e questo soltanto nell’ultimo anno, secondo uno studio di Hopper HQ pubblicato su Buzz Bingo, che indica il 34enne come la persona con il più alto guadagno della piattaforma. Il suo salario annuale alla Juventus, per il quale ha firmato nel 2018, è di 34 milioni di dollari secondo Goal.com, cioè 14,7 milioni di dollari in meno di quello che guadagna per i suoi post su Instagram.

 

chiara ferragni 4

L’influencer più pagata in assoluto? Come riporta Money.it, è Kylie Jenner, che guadagna fino a 1.200.000 di dollari per singolo post sponsorizzato. Al 2° posto troviamo un’altra giovanissima celebrity americana: Ariana Grande. La cantante ha più di 158 milioni di follower e un singolo post sul suo profilo Instagram vale quasi 1 milione di dollari. Cifre che ci fanno capire come l'attività di influencer possa diventare un potenziale enorme per le aziende di tutto il mondo, così come un rischio - se si sbaglia ad ingaggiare un qualcuno che può compromettere l'immagine dell'azienda stessa.

kylie jenner 1

 

Secondo l’ultimo Global Fraud and Risk Report pubblicato da Kroll, divisione di Duff &Phelps, l’attività sui social media è stata un fattore rilevante nel 27 per cento degli incidenti significativi subiti dalle aziende globali negli ultimi 12 mesi. La ricerca, condotta da Forrester Consulting, ha coinvolto 588 top manager in tutto il mondo. Di questi il 63 per cento dei leader, quasi i due terzi degli intervistati, hanno citato i social media tra le priorità principali per lo sviluppo di una strategia di difesa delle loro organizzazioni.

 

ariana grande lato b 7

Il rapporto rivela che, in questo momento, le aziende si trovano ad affrontare uno scenario di rischio ancora più esteso, essendo chiamate a contrastare le minacce digitali emergenti e ad affrontare questioni normative e reputazionali complesse.

 

Ecco allora che anche i brand ambassador e gli influecer non sono immuni da un’attenta due diligence - ossia l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni - che analizzi abitudini, post passati, dichiarazioni sui temi sensibili per l’azienda che intende scritturarli. Tra gli intervistati, infatti, il 78 per cento ha risposto al sondaggio dichiarando di aver fatto ricorso alla due diligence, lo scorso anno, nei confronti di queste figure.

 

influencer 6

Il motivo è chiaro: prevenire possibili figuracce nelle quali l'influencer può trascinare un'azienda. Con risultati potenzialmente devastanti. Perché chi di social ferisce di social perisce. Esempio classico quello uno dei più grandi flop commerciali ai tempi degli influencer e dei loro cachet milionari: il disastro del Fyre Festival, ideato dal rapper Ja Rule, promosso da 400 tra modelle, surfisti e star della tivù e fallito miseramente.

chiara ferragni

 

“Il tema influencer è molto critico per le aziende - spiega Marianna Vintiadis, Head of Southern Europe di Kroll – Il brand viene fortemente associato alla figura che si sceglie ma che non essendo un dipendente diretto non può essere controllato e non è detto sia sempre in linea con le policy e con i valori aziendali. Ecco allora che il comportamento di un’influencer può influire positivamente o negativamente su un brand. Se per esempio la figura di riferimento dovesse pubblicare un post fuori luogo o non in linea con i valori di un determinato prodotto, questo potrebbe causare forti danni reputazionali e conseguentemente economici”.

 

chiara ferragni

Per essere certi, dunque, che il testimonial scelto non nasconda scheletri nell’armadio o possa incappare in comportamenti sconvenienti le aziende si rivolgono a investigatori specializzati che passano in rassegna post, vita, uscite pubbliche, dichiarazioni e modalità di interazione. "Se un influencer è troppo impulsivo nel rispondere ai commenti, se lo fa con toni spropositati va prestata attenzione – continua Vintiadis -. Parte dell’analisi necessaria mira a capire quale è stata l’evoluzione del comportamento sui social nel tentativo di prevenire scandali e danni futuri”.

piano di studi della laurea per influencer

 

Il danno reputazione è oggi più che mai oggetto di attenzione da parte delle aziende. Un danno che risente sempre più della diffusione di fake news. L’84 per cento delle aziende si sente minacciato dal rischio di manipolazione del mercato perpetrato tramite diffusione di fake news che sono alimentate nella maggior parte dei casi proprio dai social media che vanno per questo monitorati e presidiati.

 

influencer 5chiara ferragni e il narghile' 7

“Le fake news son un fenomeno globale – spiega Marianna Vintiadis, Head of Southern Europe di Kroll - ma il contesto in cui si sviluppano può fare la differenza. Ad esempio, nei Paesi in cui sono presenti una popolazione giovane e informatizzata e media con standard editoriali deboli, le fake news passeranno più facilmente dall’online all’informazione mainstream e le parti coinvolte difficilmente riescono ad avere la meglio in una controversia gestita sul piano giudiziario. Poter contare invece su una industria editoriale dove questo tema è regolato attraverso normative specifiche rappresenta senza dubbio la più efficace tutela anche per le aziende rispetto a questo pericolo”.

 

influencer 1

Dalla ricerca di Kroll emerge infine il timore da parte delle aziende di un cyber attack globale che possa portare una crisi economica di portata mondiale. “Anche in Italia – commenta Marianna Vintiadis –, è ben presente il timore di un cyber attack globale, come ha dichiarato oltre il 66% degli intervistati su una media globale del 68%, ed è significativamente più elevato quello del furto di informazioni interne, che raggiunge l’89% contro il 73% globale.

influencer 2

 

Interessante notare come anche nel nostro Paese il ruolo dell’Internal Audit sia cruciale per il contrasto del rischio cyber (26% contro il 28% globale) e che sia in crescita il ricorso all’istituto del whistleblowing, sebbene resti ancora di alcuni punti sotto la media globale (9% rispetto al 13%). Un dato peculiare dell’Italia, infine, riguarda il timore del rischio connesso alla contraffazione del marchio, con danni subiti dal 23% degli intervistati contro una media globale del 17%”.

adrienne koleszar la poliziotta tedesca bona diventata influencer 15influencer 4influencer 10kylie jenner 1chiara ferragni e fedez 2kylie jenner 2 kylie jenner 3influencergiulia de lellis 5rue cremieux 7giulia de lellis 7giulia de lellisinfluencer 1chiara ferragniinfluencer 2influencer 7chiara ferragni 1adrienne koleszar la poliziotta tedesca bona diventata influencer 8adrienne koleszar la poliziotta tedesca bona diventata influencer 17adrienne koleszar la poliziotta tedesca bona diventata influencer 14chiara ferragni Fedezchiara ferragni 3chiara ferragni hotel excelsiorchiara ferragni fedezchiara ferragni a veneziachiara ferragni 2chiara ferragni 10chiara ferragni e fedez 1

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...