COME MAI FEDEZ VUOLE CHIUDERE "MUSCHIO SELVAGGIO"?  LA RAGIONE È TUTTA NELLA CLAUSOLA DELLA "ROULETTE RUSSA" CHE IL RAPPER E IL SOCIO LUIS SAL HANNO INSERITO NELLO STATUTO DA CUI RISULTA CHE I DUE SONO PROPRIETARI DEL PODCAST AL 50% - LA CLAUSOLA, CHE SERVE PER EVITARE SITUAZIONI DI STALLO, CONSENTE A UNO DEI DUE DI OFFRIRE UNA CIFRA PER ESTROMETTERE L’ALTRO - FEDEZ AVREBBE OFFERTO PRIMA 250MILA EURO POI 350MILA PER…

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Da www.adnkronos.com

 

fedez luis sal litigio fedez luis sal litigio

Come mai Fedez vuole chiudere Muschio Selvaggio? In un video pubblicato questa settimana, il rapper ha annunciato che saranno trasmesse solo le due puntate già registrate, e poi sarà costretto, per motivi legali ed economici, a interrompere le trasmissioni. Eppure è un programma di successo, conosciuto anche dal grande pubblico dopo l'intervento di Marco Travaglio. La sua frase "odi Selvaggia Lucarelli perché ha trasformato tua moglie in Wanna Marchi", e la mancata replica di Fedez, avrebbe accelerato la fine del suo matrimonio con Chiara Ferragni.

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La ragione della chiusura è tutta in quella clausola della "roulette russa" emersa due settimane fa, quando il tribunale di Milano, con un'ordinanza cautelare - che nulla decide sul merito - ha affidato la gestione del 50% delle quote di Fedez a un curatore. Il procedimento nasce dalla causa intentata dal suo socio ed ex co-conduttore Luis Sal, ma potrebbe diventare un caso di studio per gli avvocati italiani. L'AdnKronos ne ha contattato uno – Marco Rosato, senior associate di Alma LED – per capire cosa sta succedendo.

 

Cos'è la clausola che gli americani chiamano "roulette russa", mentre fuori dall'America si chiama del cowboy (ogni popolo usa il vicino/nemico per dare definizioni antipatiche)?

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Allora noi chiamiamola "anti-stallo": può essere inserita sia nello statuto che nei patti parasociali di una società e serve quando, in caso di quote identiche o diritti di voto che possono impedire il raggiungimento della maggioranza, si paralizza l'attività imprenditoriale.

 

Quindi se si verifica lo stallo, uno dei due può offrire all’altro la cifra che vuole, anche slegata dal "fair market value", il valore di mercato, per liquidarlo (c’è chi direbbe espropriarlo). 

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Sì, e a quel punto chi riceve l'offerta può accettarla, rilanciare o comprare lui stesso la quota dell'altro, alla stessa cifra.

Ma il diritto italiano non vieta questo genere di negoziati, con prezzi non predeterminabili e cosiddetti patti leonini (definizione che risale addirittura a Esopo, ma non divaghiamo)?

 

In teoria sì, ma c'è una importante sentenza della Cassazione della scorsa estate (22375/2023) che per la prima volta dà un "via libera" a queste clausole. I giudici hanno adottato un principio di "buon senso": la scelta se acquistare o vendere spetta alla parte che "subisce" l'offerta. Se è molto alta, potrà avere una ricca liquidazione; se è troppo bassa, potrà lei stessa comprare la quota dell'altro, facendo un buon affare. Quindi, in linea di principio, non ci dovrebbero essere abusi in questo meccanismo secondo la Cassazione. Per la prima volta, dunque, i Giudici di Piazza Cavour si sono pronunciati sulla c.d. clausola della roulette russa e, dopo un articolato esame della sua genesi nel Paesi di matrice anglofona e una verifica di diritto comparato con le altre giurisdizioni europee, ne hanno decretato la sua ammissibilità anche in Italia.

 

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Però potrebbe esserci un abuso: immaginiamo due soci che creano una start-up, a un certo punto gli affari decollano, e uno per estromettere l'altro fa scattare la clausola della roulette russa.

 

Non dovrebbe accadere: i soci nell'inserire la clausola specificano quali eventi precisi possono farla scattare. Non bastano il malumore o l'avidità di uno dei due. La citata sentenza della Cassazione, infatti, salva in linea di principio la clausola della roulette russa proprio perché nessuno dei due contendenti può "sparare" (mi si passi il termine) un'offerta di acquisto o vendita a suo piacimento, ma solo nei casi di paralisi societaria dettagliatamente descritti nella clausola stessa.

 

Torniamo al caso attuale: Fedez avrebbe offerto prima 250mila euro poi 350mila per rilevare le quote in mano a Luis Sal. Quest'ultimo ha rifiutato e ora potrebbe prendersi l'intera società alla stessa cifra. A questo punto Fedez può sbaraccare tutto e lasciare all'ex socio un paio di sedie, due microfoni e una parete in muschio sintetico?

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Un breve premessa è necessaria al riguardo: non abbiamo letto le clausole dello statuto o del procedimento cautelare e, quindi, la conoscenza è solo filtrata da quanto riportato dagli organi di stampa. Tuttavia, un comportamento eventualmente volto a privare di valore economico la società contesa, se non supportato da giustificati motivi, potrebbe sollevare questioni in merito a possibili condotte contro buona fede del socio destinato a lasciare la società contesa.

 

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La stessa Cassazione, del resto, afferma che uno dei motivi per cui ritiene la clausola della roulette russa ammissibile risiede nel fatto che evita la paralisi societaria e la disgregazione di un progetto imprenditoriale che – in assenza della clausola anti-stallo – avrebbe il triste epilogo della liquidazione della società.

 

Mi sia concessa una sola considerazione finale da "addetto ai lavori": tale clausola è stata ideata proprio per evitare liti fra soci riottosi e decidere ex ante - all'esito thrilling della roulette russa - chi sarà il socio che dovrà tenere le redini della società contesa. Attivare un contenzioso nonostante la presenza di un siffatto patto, dunque, costituisce un esito che tradisce la ratio ispiratrice della norma stessa e potrebbe costituire una beffa per entrambi i soci (che dovranno inizialmente entrambi farsi carico delle spese legali, che poi graveranno tutte sulla parte soccombente in giudizio).

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