COME STA RATZINGER? – PARLA MONSIGNOR GEORG GÄNSWEIN: “STA COME UNA PERSONA DI 93 ANNI. HA LE FRAGILITÀ DEL FISICO, LA VOCE È MOLTO DEBOLE, MA LA MENTE È LUCIDA. È DI BUON UMORE E SERENO. PER USARE UN’IMMAGINE AUTOMOBILISTICA: È PASSATO DALLA TERZA ALLA PRIMA MARCIA” – “LE DIMISSIONI? MI AVEVA RIVELATO LA SUA INTENZIONE GIÀ A SETTEMBRE 2012. ALLORA NESSUNO SAPEVA NULLA E IO…”

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benedetto xvi ratzinger e georg gaenswein 3 benedetto xvi ratzinger e georg gaenswein 3

Anticipazione da “Oggi”

 

Monsignor Georg Gänswein, segretario di Joseph Ratzinger dal 2003, in occasione della pubblicazione in Italia del libro «Benedetto XVI - Una vita »(Garzanti), in un’intervista esclusiva con il settimanale OGGI, pubblicata sul numero in edicola da domani, ripercorre la storia umana e pastorale del Pontefice emerito e spiega anche come sta oggi Papa Benedetto, dopo le notizie preoccupanti circolate nei giorni scorsi.

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«Sulla sua salute ci sono state fake news. Benedetto XVI sta come una persona di 93 anni. Ha le fragilità del fisico, la voce è molto debole, ma la mente è lucida. Tutti i giorni concelebra la messa, prega, riceve ancora qualche visita, legge, studia, sente musica, sbriga la corrispondenza. Certamente con un ritmo molto pacato.

 

Si riposa più spesso perché le forze sono diminuite, ma è di buon umore e sereno. Per usare un’immagine automobilistica: è passato dalla terza alla prima marcia. Comunque, dopo una pausa di quasi tre mesi, è tornato a fare le sue passeggiate con l’aiuto del deambulatore nei Giardini Vaticani, quando il tempo lo permette.

georg e joseph ratzinger ratisbona georg e joseph ratzinger ratisbona

 

E si è ripreso dalla fatica del viaggio in Germania, a Ratisbona, dove è stato lo scorso giugno per visitare il fratello Georg, che poi è mancato, e dall’herpes-zoster, un virus che provocava forti dolori, e che lo ha colpito proprio all’inizio del viaggio a Ratisbona».

 

BERGOGLIO RATZINGER BERGOGLIO RATZINGER

Nella lunga intervista, l’arcivescovo ricorda anche i giorni della rinuncia al pontificato di Ratzinger. «Benedetto XVI mi aveva rivelato questa sua intenzione, sotto il sigillo pontificio del silenzio, già a settembre 2012. Allora nessuno sapeva nulla: solo pochissime persone. La rivelazione di quella scelta per me è stata scioccante: mi voleva comunicare una decisione presa, non una riflessione di cui discutere. E io ho tenuto quella confidenza chiusa nel cuore. La sentivo come un macigno», ricorda.

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