joe biden yang jiechi jake sullivan xi jinping vladimir putin

LA COMPLICITÀ DI CINA E OCCIDENTE DIETRO LA GUERRA INFINITA DI PUTIN - DOMENICO QUIRICO: "L'AUTOCRATE DI MOSCA POTRÀ FORSE BARRICARSI DIETRO LE SUE CORTINE DI FERRO, FELICE DI RIVIVERE IL MISERABILE ISOLAMENTO CHE NELLA SUA GIOVINEZZA DEFINIVA COME LA SEDUZIONE DELLA POTENZA. GLI UCRAINI, SE VINCERANNO, SARANNO UN PAESE DEVASTATO, RIPORTATO ALLA CONDIZIONE DI MACERIA, CON MILIONI DI MIGRANTI CHE NON POTRANNO TORNARE COME DESIDERANO ARDENTEMENTE PERCHÉ NON HANNO PIÙ NULLA..."

Domenico Quirico per “La Stampa

 

DOMENICO QUIRICO

Sarà perché questa guerra non assomiglia affatto a quelle che sono descritte dal cinema: i soldati che si gettano impavidi, urlando all'assalto, i carri armati che dilagano spazzando il nemico come se mietessero il grano, i fuoriclasse delle forze speciali che si incuneano e seminano la distruzione nelle retrovie.

 

Questa guerra sembra invece soprattutto rumore annientante, il rombo delle artiglierie. Gruppi di uomini invisibili combattono contro altri gruppi di uomini altrettanto invisibili a dieci, venti, cinquanta chilometri. Individuano il nemico con droni che nessuno riesce a vedere e lo distruggono con proiettili che l'occhio non può seguire.

 

vladimir putin

Quando un bersaglio è annientato, ridotto al silenzio, l'episodio è chiuso e si va avanti verso qualche altra distruzione. Morire allora è come incontrare il mostro delle fiabe.

 

Per un attimo tutto diventa silenzio e buio, poi la polvere e il fumo si depositano quanto basta per vedere a qualche metro di distanza. E poi arriva sibilando un'altra granata. Si va avanti giorno dopo giorno, da cento giorni, in questo movimento lento, spasmodico come se si procedesse penosamente, ferocemente da una macchia di silenzio ad un'altra. Il respiro è quell'intervallo brevissimo come accade quando una malattia terribile ti stringe da una fitta all'altra.

 

vertice biden putin sull ucraina

Indietro al tambureggiante duello delle artiglierie restano i ruderi di ciò che un tempo erano cose, case, città. E i mucchi di coloro che fino a un momento prima erano esseri viventi, uomini giovani, forti, pieni di vita e di speranze.

 

Adesso tutti giacciono inerti e senza vita, goffe sagome squarciate che erano carne e sangue. Non decifri neppure le uniformi che li distinguevano, i contrassegni che esibivano con orgoglio, paracadutista, incursore, artigliere.

 

vladimir putin

Ora sono soltanto la prova di quanto è fragile e effimera la vita e quanto criminali sono coloro che per avidità, scombinate ideologie, fanatismo ci hanno costretto un'altra volta a ricordarlo. Gli ucraini ammettono che ogni giorno il Moloch del Donbass inghiotte centinaia dei loro soldati. Per i russi le perdite, forse, sono perfino superiori. Quei corpi mutilati e straziati dalle artiglierie sono una realtà in sé e l'immagine di cosa fa la guerra.

 

battaglia tra russi e ucraini a lysychansk 1

Eppure quei numeri sembrano non entrarci in mente, scivolano via. C'è talmente tanta distruzione e strage che è difficile perfino provare dolore e compassione. Siamo forse già arrivati alla rassegnazione all'inevitabile, come le diplomazie ormai balbettanti e inerti.

 

Cerchiamo di evitare che le nostre menti siano travolte da questi spettacoli tremendi e allora anche il nostro cuore cederebbe , colmo di disperazione. Invece a furia di sentirli ripetere restano indelebilmente impressi nella memoria i nome dei luoghi, città e villaggi dove si combatte o si è combattuto.

 

guerra in ucraina kharkiv

Le ciminiere di Mariupol, le strade ingombre di rovine di Severodonetsk, massacrate fino all'ultimo palpito, le isbe svelate nella loro umile, pudica povertà di Adviivka, Roty, vibrano di un significato atroce e speciale, località che lette sulla carta non dicevano niente acquistano un eco simile a quello che hanno i nomi dei luoghi dove siamo nati, ogni strada, ogni vicolo acquistano una ricchezza intima, forse indistruttibile.

 

La guerra è iniziata come tentativo di trasformare la condizione dell'Europa e l'equilibrio del mondo in un modo più radicale di quanto si potesse immaginare negli incubi peggiori.

 

Ora guardando attoniti questa terra davvero coperta di sangue siamo di fronte alla verità primordiale secondo cui tutte le guerre, prima o poi, finiscono con il diventare incontrollabili e inutili, perché nella foga cieca di vincere uomini e popoli sono disposti a sacrificare tutto. Putin, senza cautela e strategie, nell'indifferenza ottusa o peggio con la complicità degli altri, l'Occidente e la Cina, ha liberato forze incontrollabili.

 

guerra in ucraina mariupol

Tutto questo appare senza senso, pura disgregazione di innumerevoli attività utili a cui l'animo si ribella. L'autocrate di Mosca potrà osservare soddisfatto come il profeta che descriveva la distruzione delle città degli idolatri qualche chilometro di buchi neri che un tempo erano città, voragini che cento giorni fa erano fabbriche e campi. E definirla vittoria.

 

guerra in ucraina chernihiv

Potrà forse barricarsi dietro le sue cortine di ferro, felice di rivivere il miserabile isolamento che nella sua giovinezza definiva come la seduzione della potenza. Gli ucraini, se vinceranno, saranno un paese devastato, riportato alla condizione di maceria, con milioni di migranti che non potranno tornare come desiderano ardentemente perché non hanno più nulla.

 

Che per decenni vedrà consumare l'orgoglio per aver sconfitto il gigante russo nella umiliazione di dover mendicare la sopravvivenza dagli alleati che detteranno le rigide condizioni per aiutarli.

 

guerra in ucraina kharkiv

E forse alcune di queste a loro non piaceranno. Se invece dovranno rassegnarsi ad accettare mutilazioni per non essere travolti o abbandonati da un Occidente non disposto a svenarsi all'infinito o a rischiare una guerra più Grande, entreranno in quel disperato presente dei Paesi che vivono per preparare la rivincita, non vedono l'ora di dare di nuovo la parola ai rauchi cannoni e sono pronti a darsi a chiunque, arruffapopolo o profeta, prometterà loro la vendetta.

 

guerra in ucraina mariupol

Questi sono i sordidi e squallidi retroscena e effetti della guerra. Che noi guardiamo come se fossero le prove di una tragedia e da un momento all'altro dovesse giungere il regista dando l'ordine di ricominciare con un altro, meno cruento copione.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...