trump capitol hill golpe

IL COMPLOTTONE SULLE ELEZIONI AMERICANE È SFUGGITO DI MANO A TRUMP – IL TENTATO GOLPE NEGLI USA, CON L’ASSALTO A CAPITOL HILL DEL GENNAIO 2021, FU ORDITO DA DONALD? I SUOI COLLABORATORI, DA BARR ALLA FIGLIA IVANKA E AL COGNATO KUSHNER, GLI DISSERO CHE LE FRODI ELETTORALI ERANO UN’INVENZIONE. PROBABILMENTE NEMMENO LUI CREDEVA CHE IL VOTO FOSSE IRREGOLARE. MA VOLEVA COSTRUIRE UNA FALSA VERSIONE, “LA GRANDE BUGIA”, UN PIANO PER RIBALTARE L’ESITO ELETTORALE CON UNA SERIE DI RICORSI E…

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/UaekXFg3S8A" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

donald trump

Giuseppe Sarcina per www.corriere.it

 

Indignazione, orrore, emozioni e, soprattutto, tanti elementi, difficile da confutare, che chiamano in causa la responsabilità di Donald Trump. La Commissione che indaga sull’assalto a Capitol Hill ha tenuto ieri sera, giovedì 9 giugno, la prima di sei audizioni in diretta televisiva.

 

Per molti versi è sembrato il logico proseguimento della procedura di impeachment contro l’ex presidente, nel gennaio del 2021. Trump si salvò grazie al soccorso dei senatori repubblicani.

 

Ora questa specie di processo pubblico non avrà conseguenze giuridiche immediate. A meno che il Dipartimento di Giustizia, che sta conducendo un’indagine parallela, non decida di incriminare direttamente Trump.

 

Trump - Assalto al Congresso

Lo stesso presidente della Commissione, Bennie Thompson, ha chiarito che i parlamentari «sono pronti a collaborare con il ministro della Giustizia Merryck Garland». La vice presidente della Commissione, la repubblicana «dissidente» Liz Cheney, ha riassunto i risultati principali dell’inchiesta, alternando il ragionamento con alcune clip in cui sono comparsi, tra gli altri, Ivanka Trump, Jared Kushner e l’ex ministro della Giustizia William Barr.

 

Secondo Cheney, Trump aveva «un piano in sette punti» per ribaltare la sconfitta nelle elezioni presidenziali del 2020. Un «vero colpo di Stato», per Bennie Thompson.

 

jared kushner con ivanka e donald trump

Dalle testimonianze raccolte risulta evidente come praticamente tutti i collaboratori principali di «The Donald», compresi Ivanka e il marito Jared, fossero convinti della regolarità del voto. E anche Trump lo era.

 

Il primo passaggio del suo progetto, però, era costruire una falsa versione, «la grande bugia»: tutti i consiglieri avrebbero dovuto sostenere pubblicamente che le elezioni erano state truccate.

 

Trump Barr

Come sappiamo l’ex leader della Casa Bianca si affidò a Rudy Giuliani per imbastire una serie di sgangherati ricorsi giudiziari. Tutti respinti. Nello stesso tempo, fomentava la piazza e preparava il terreno per l’assalto del 6 gennaio. Uno dei testimoni, il documentarista Nick Quested, ha raccontato i preparativi della vigilia. I suoi filmati, alcuni inediti, mostrano i leader dei «Proud Boys» e degli Oath Keepers incontrarsi la sera del 5 gennaio in un garage di Washington e confabulare di «azioni su Capitol Hill».

 

rudy giuliani

La mattina del 6 gennaio almeno 200 Proud Boys si muovono verso il Congresso già verso le 10:30, molto prima di mezzogiorno, quando Trump arringa la folla sulla Mall. Ciò significa che almeno questa formazione di estremisti aveva premeditato l’attacco. La Commissione ha poi proiettato una serie di video per una ventina di minuti. Alcuni ormai famigliari, altri mai visti. Tutti impressionanti. Le immagini, tra l’altro, spazzano via una delle tante stupidaggini che abbiamo ascoltato nei giorni immediatamente successivi ai tumulti e cioè che la polizia avrebbe lasciato campo libero ai vandali.

 

Trump - Assalto al Congresso

È vero esattamente il contrario, come ha riferito l’altra testimone della serata, Caroline Edwards, agente in servizio a Capitol Hill. È stata la parte più emotiva dell’audizione. Caroline ha raccontato di essere stata ferita due volte, di aver perso coscienza per qualche minuto, sbattendo la testa contro i gradini. E ha ricordato di aver visto accanto a sé il collega Brian Sickinick «diventare bianco come un foglio di carta». Brian morirà in seguito alle ferite, così come quattro manifestanti. Nell’aula c’erano anche i famigliari del poliziotto, in lacrime. In serata i repubblicani hanno accusato i democratici di aver estrapolato le frasi dei collaboratori di Trump. Ma ci sarà tempo e modo di verificarlo nelle prossime occasioni, quando le testimonianze verranno riproposte integralmente.

Articoli correlati

FU VERO GOLPE? - L'EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, WILLIAM BARR, ALLA COMMISSIONE DI INCHIEST

 

 

 

 

 

 

Trump - Assalto al Congresso ivanka e donald trump

 

donald trump 2mitt romney eugene goodman distrae gli assaltatori del congresso assalto al congresso meme 4assalto al congresso meme 12chuck schumer il congresso usa dopo l'assalto 2il capo della polizia di seattle adrian diaz chuck schumer scappa durante l assalto del congresso manifestanti pro trump assaltano il congressotenente roxanne mathai una delle poliziotte alla manigestazione pro trump manifestanti assediano il campidoglio a washington Trump - Assalto al Congresso

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…