CONTRO IL COVID ABBIAMO PERSO TUTTI - LO PSICANALISTA AMMANITI CI METTE SUL LETTINO DOPO DUE ANNI DI PANDEMIA: "TUTTI INDIPENDENTEMENTE DALL'ETÀ E DALL'IDENTITÀ DI GENERE SONO RISULTATI PERDENTI, LA VITA DI OGNI PERSONA SI È FORTEMENTE IMPOVERITAPER I VECCHI LA CLAUSURA È STATA ED È PARTICOLARMENTE PESANTE PERCHÉ SONO COSTRETTI A PROTEGGERSI DAL MOMENTO CHE CORRONO RISCHI MAGGIORI, MA ANCHE I GIOVANI HANNO RINUNCIATO A ESPERIENZE FONDAMENTALI PER LA LORO CRESCITA…"

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Estratto dell'articolo di Massimo Ammaniti per “la Repubblica

 

massimo ammaniti massimo ammaniti

Nel terzo capitolo del libro Alice nel paese delle meraviglie compare un curioso uccellone, Dodo, che organizza una corsa elettorale a cui partecipano vari personaggi della favola che devono correre lungo un percorso, partendo ognuno da punti diversi e in momenti diversi.

 

Alla fine della corsa Dodo emette il suo verdetto: "Tutti hanno vinto e meritano un premio". Durante la pandemia si è verificato un analogo verdetto, speculare ed opposto a quello di Dodo: tutti indipendentemente dall'età e dall'identità di genere sono risultati perdenti in questi due anni di pandemia, nei quali la vita di ogni persona si è fortemente impoverita.

 

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Un amico ottantenne mi ha posto recentemente una domanda che mi ha fatto pensare: durante la pandemia hanno perso di più i vecchi oppure i giovani.

 

È difficile fare un bilancio di questo genere, anche perché ogni persona vive le perdite secondo il proprio carattere, la propria sensibilità e le proprie risorse personali. E poi l'età gioca sicuramente un'influenza importante, ad esempio quando si è vecchi e non si hanno molti anni davanti oppure quando si è adolescenti con tutta la vita ancora da percorrere.

 

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Chi è più avanti negli anni, come mi anche ha detto il mio amico, è stato costretto a rinunciare a due anni della sua vita, nei quali come avveniva in passato avrebbe potuto incontrare gli amici, andare a cena fuori, al cinema o al teatro, viaggiare facendo nuove esperienze scoprendo nuovi Paesi e città.

 

Per i vecchi la clausura è stata ed è particolarmente pesante perché sono costretti a proteggersi dal momento che corrono rischi maggiori se si contagiano, come hanno confermato i dati dell'Istituto Superiore di Sanità.

 

PANDEMIA PANDEMIA

Non solo tanti contagi, anche ricoveri con esiti spesso drammatici che hanno suscitato in loro paura ed un senso di vulnerabilità. I bollettini quotidiani così drammatici come anche le immagini televisive hanno rinfocolato questo senso di precarietà, anche perché il contagio è venuto spesso a lambire i confini personali e familiari.

 

terapia intensiva covid terapia intensiva covid

E poi il venire meno di molte abitudini stimolanti e di occasioni di vita interessanti ha favorito un ripiegamento su di sé ed una passività, certamente negativa dal momento che i vecchi hanno bisogno di vivere in modo attivo.

 

Si devono muovere, camminare per mantenere un corpo ancora funzionante e devono anche continuare ad interessarsi a quello che succede intorno a loro nel mondo, leggendo, ascoltando musica e guardando la televisione.

 

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