mascherina

CORAGGIO, SI VEDE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL – I PAESI EUROPEI DICONO ADDIO ALLE RESTRIZIONI CONTRO IL COVID E APRONO DEFINITIVAMENTE LA STRADA ALLA CONVIVENZA CON IL VIRUS – CON IL CALO DEI CONTAGI E DEI MORTI BORIS JOHNSON HA ANNUNCIATO UNA “NORMALIZZAZIONE ENTRO LA FINE DI FEBBRAIO” – GLI FA ECO LA FRANCIA CHE PENSA DI REVOCARE IL PASS VACCINALE ENTRO L’INIZIO DI APRILE MENTRE IN POLONIA E DANIMARCA…

Irene Soave per il "Corriere della Sera"

 

covid in gran bretagna 6

Le curve dei contagi calano, e in più Paesi europei si intravede l'archiviazione di misure ormai abituali come mascherine - «pensionate» da domani all'aperto anche in Italia -, pass vaccinali e persino tamponi. Precursore, come già in altre fasi della pandemia, è il Regno Unito, dove il premier Boris Johnson annuncia una possibile «normalizzazione entro fine febbraio». I contagi calano: nelle ultime 24 ore circa 66 mila, ben lontani dagli oltre 150 mila al giorno di inizio gennaio. Calano la mortalità (276 morti ieri) e anche le ospedalizzazioni, al minimo degli ultimi due mesi. Così ieri Johnson, in Parlamento, ha annunciato che «potremo abbandonare le ultime restrizioni, compreso l'obbligo di isolamento per i positivi, un mese in anticipo».

omicron in gran bretagna

 

Cioè non il 24 marzo, come da scadenza attuale, ma il 21 febbraio, quando il premier presenterà un piano per «convivere col virus». Già il mese scorso il governo conservatore del Regno Unito ha revocato buona parte delle restrizioni, dalle mascherine (obbligatorie ormai solo sui mezzi pubblici) alla necessità di un pass vaccinale nei locali. Fa eco, oltremanica, l'annuncio del portavoce del governo francese Gabriel Attal che «tra la fine di marzo e l'inizio di aprile» si potrebbe revocare il pass vaccinale «e magari anche avanzare sulla questione della mascherina.

certificato vaccinale francia.

 

C'è un inizio di miglioramento negli ospedali e ci sono proiezioni che possono farlo sperare», ha detto Attal. Il governo francese adatta le restrizioni al livello di contagi, ricorda Attal: l'obbligo di mascherina all'aperto è stato già tolto il 2 febbraio, il 16 febbraio riapriranno discoteche e concerti, a marzo il protocollo sanitario potrebbe essere allentato nelle scuole. I nuovi casi del resto sono 235.267 nelle ultime 24 ore, il 35% in meno di sette giorni fa. Verso la revoca delle restrizioni da marzo anche la Polonia: il ministro della Salute Adam Niedzielski, in un'intervista, parla di «prospettiva realistica, se il ritmo al quale scendono i contagi resterà lo stesso».

 

vaccino repubblica ceca

L'obbligo di mascherina al chiuso potrebbe diventare «raccomandazione»; la scuola in presenza «priorità»; i giorni di isolamento obbligatori per i contagiati, da 10, sette. Già da oggi, poi, non sarà più necessario il pass per entrare in locali pubblici e parrucchieri in Repubblica Ceca. «E dal 1° marzo salterà la maggioranza delle altre restrizioni anti-Covid ancora in vigore», ha promesso ieri il primo ministro Petr Fiala. Più a nord, la Danimarca ha già rinunciato dal 1° febbraio a mascherine e green pass e ora anche il governo svedese battezza l'avvio di una «nuova fase». Via i limiti agli orari di ristoranti e locali - un passo festeggiato martedì notte con feste e code dai buttafuori - e via le mascherine sui mezzi pubblici. Anche i tamponi saranno archiviati, o quasi, nei due Paesi scandinavi.

 

coronapass il green pass danese

La Danimarca riduce il tetto di molecolari somministrati quotidianamente, da 500 mila a 200 mila. E blocca i test gratuiti a tappeto dal 6 marzo. La Svezia ha sospeso i tamponi su larga scala perfino ai sintomatici, smantellato i centri e lasciato il diritto a un Pcr gratuito solo a sanitari, anziani e vulnerabili. I tamponi, costosi per la sanità, non sono essenziali se la variante prevalente è la «mite» Omicron: questa la ratio dei provvedimenti spiegata dai due governi.

 

COVID VARIANTE OMICRON

In Italia si attende una simile tabella di marcia. Da domani cade l'obbligo di mascherina all'aperto; dal 31 marzo, se dopo il termine fissato lo stato d'emergenza non sarà prorogato, anche al chiuso. Il 31 marzo il governo dovrà valutare anche se abolire l'obbligo del green pass, anche secondo la curva dei contagi: il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ieri, ha promesso «allentamenti in questo senso di qui a breve».

petr fialacoronapass il green pass danese Sintomi OmicronOMICRON COVIDcovid in gran bretagna 5VARIANTE OMICRON 19Variante OmicronVARIANTE OMICRON

covid francia

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…