matteo salvini antonio tajani giorgia meloni autonomia

CORTOCIRCUITO NELLA MAGGIORANZA: MELONI SPERA CHE LA CONSULTA STOPPI L’AUTONOMIA LEGHISTA – LA CORTE COSTITUZIONALE HA ANTICIPATO AL 12 NOVEMBRE L'UDIENZA SUI RICORSI CONTRO LA RIFORMA CALDEROLI, PRESENTATI DA PUGLIA E TOSCANA – LA BOCCIATURA ANCHE SOLO DI UNA PARTE DELLA LEGGE FERMEREBBE LA CORSA DEL CARROCCIO E DEI GOVERNATORI PER APPLICARE LA RIFORMA, E FAREBBE SALTARE IL REFERENDUM, VERA SPADA DI DAMOCLE SUL GOVERNO – ECCO PERCHÉ FDI E FORZA ITALIA SPERANO NEL “SOCCORSO” DEI GIUDICI PER EVITARE DI ANDARE A SBATTERE...

Estratto dell’articolo di Francesco Olivo per “La Stampa”

 

LUCA ZAIA ROBERTO CALDEROLI

L'autonomia differenziata è un problema per tutti. La maggioranza teme di perdere consensi nel Mezzogiorno, l'opposizione prepara la lunga campagna del referendum sapendo che, ammesso che la Corte costituzionale dia il via libera ai quesiti, raggiungere il quorum sarà difficilissimo. La Lega coglie nell'aria la diffidenza generale, anche degli alleati e prova a forzare la mano.

 

Luca Zaia oggi sarà a Roma dal ministro Roberto Calderoli, padre della legge, per un incontro che ha lo scopo dichiarato di passare dalle parole ai fatti nel trasferimento di poteri dallo Stato alle Regioni [...]

 

corte costituzionale magistrati

Calderoli con Zaia aprirà di fatto il negoziato tra Stato e Regioni sulla richiesta di queste ultime di acquisire le competenze, delle cosiddette "materie non Lep" , ovvero quegli ambiti per i quali il trasferimento agli enti locali non è subordinato alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni.

 

Su queste otto materie, tra le quali la protezione civile, il commercio estero e le professioni, insomma si può andare spediti e la Lega (con Calderoli in testa) intende farlo. Forza Italia, esplicitamente e Fratelli d'Italia, più discretamente, hanno però indicato un altro criterio: prima si stabiliscono i Lep e poi si procede con la devoluzione.

 

RACCOLTA FIRME CONTRO L AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Difficile trovare una mediazione, perché la Lega chiede semplicemente di applicare ciò che la legge, approvata subito dopo le Europee, prevede. Anche se su questi accordi bilaterali l'ultima parola spetterà a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni sa di essere in una situazione oggettivamente complicata.

 

Un'opportunità per evitare imbarazzi e ostacoli potrebbe arrivare dalla Corte costituzionale. Ieri, è arrivata la conferma di una notizia che circolava da giorni: la Consulta, presieduta da Augusto Barbera, ha anticipato al 12 novembre l'udienza pubblica sui ricorsi contro la legge sull'Autonomia differenziata presentati dalla Puglia e la Toscana, mentre analoghe iniziative sono state prese dalla Campania e Sardegna. La sentenza che ne uscirà determinerà i passaggi successivi.

 

giorgia meloni 12

A Palazzo Chigi, e ovviamente anche in Forza Italia, non vedrebbero negativamente un'eventuale bocciatura, anche solo di una parte della legge. Uno stop della Consulta (sul quale molti parlamentari scommettono), infatti, avrebbe come effetto non solo quello di fermare la corsa di Calderoli e dei governatori, ma anche quello di far saltare il referendum.

 

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

I quesiti a quel punto, infatti, andrebbero riformulati e nel caso di quello abrogativo, cancellati del tutto. Rendendo inutile l'altra sentenza, sull'ammissibilità dei referendum. Nel centrodestra quello della consultazione popolare è un tema delicato, non tanto per il rischio di una sconfitta alle urne, quanto per la risonanza che avrebbe una campagna referendaria che mobiliterebbe il Sud (bacino di voti fondamentale, in particolare per Forza Italia) e che potrebbe unire delle opposizioni oggi profondamente divise. [...]

corte costituzionale 1giorgia meloni 13

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...