utero in affitto

COSA ACCADE QUANDO UNA COPPIA TORNA IN ITALIA DOVE LA MATERNITÀ SURROGATA È PROIBITA? – NEGLI ULTIMI ANNI I COMUNI HANNO TRASCRITTO I CERTIFICATI DI NASCITA RILASCIATI DAI PAESI DOVE LA PRATICA È LEGALE. MA IN ALCUNE SITUAZIONI È STATA CONTESTATA UN'ALTERAZIONE DI STATO CIVILE: UNA BIMBA NATA TRE ANNI FA PER LO STATO ITALIANO NON ESISTE E CI SONO GENITORI CHE SONO SOSTANZIALMENTE INVISIBILI...

Maria Novella De Luca per “la Repubblica”

 

utero in affitto 1

Le loro voci, le loro storie. Arrivano dal silenzio e dal segreto. Scelgono quasi tutti l'anonimato e l'ombra, sono millecinquecento, forse duemila l'anno, la statistica per ora è soltanto approssimativa, filtra dalle cliniche dell'Est, tutto il resto sfugge. Sono le coppie (eterosessuali, in questo caso) che diventano genitori, legalmente nei Paesi in cui accade, con la maternità surrogata, criminali, in un prossimo futuro, per lo Stato italiano, dove la gestazione per altri è già un reato, ma se venisse approvato il disegno di legge unificato Meloni-Carfagna diventerebbe "reato universale", punito anche con il carcere.

 

Lorenzo e Margherita ad esempio, volati in Ucraina tre anni fa, oggi genitori di Luce (così la chiameremo, perché, dicono, lei è la nostra luce), finiti in un limbo giudiziario per il quale Luce risulta "apolide".

utero in affitto 2

 

O Francesco e Grazia il cui figlio è nato nel bunker di una clinica di Kiev, sotto un cielo ferito dagli allarmi bomba, abbracciato dopo un lungo e periglioso viaggio. «Esporci oggi con nome e cognome? Con il rischio che per aver fatto nascere legalmente un bimbo ci considerino dei fuorilegge nel nostro Paese? No, grazie. Il nostro Comune ha trascritto il certificato, il piccolo sta bene, anche se ogni rumore lo spaventa, e bisogna cullarlo piano piano perché si tranquillizzi. Pappe, biberon e silenzio, per adesso va bene così». Martina che donerà l'utero Ma c'è anche chi il silenzio lo rompe, come Patrizia Lo Bracco e Damiano Pini, Ginevra è la loro quinta figlia, nata grazie a una "portatrice".

 

MEN HAVING BABIES - LA FIERA DELL'UTERO IN AFFITTO 1

O le coppie omosessuali, dove le madri surrogate spesso diventano parte della famiglia. C'è Martina Colomasi, avvocata, 33 anni, che si propone come madre surrogata solidale. «Anni fa ho già donato i miei ovociti grazie ai quali una donna, che naturalmente non conosco, è diventata mamma. Vorrei avere la libertà, anche, di donare il mio utero, magari dopo aver avuto io un figlio, lo farei per mio fratello che è gay, per chi non può portare avanti una gravidanza. E sono autonoma, non ho certo bisogno di soldi».

 

Maria Sole Giardini, è nata senza utero, la sua sindrome si chiama Rokitansky, chiede invano che il tribunale in Italia la autorizzi a diventare madre grazie alla gestazione, altruistica, di un'altra donna. «Come me ci sono altre seimila italiane. E tante donne pronte a donare l'utero. Lo Stato ci ascolti». Nomi e voci da un mondo che fatica a venire allo scoperto. Provando ad ascoltare senza giudicare.

UTERO IN AFFITTO

 

Perché la maternità surrogata è un tema controverso, di feroci contrapposizioni. Le donne che danno il proprio utero con un rimborso spese o un compenso, sono "libere" o soggette al bisogno? Quanto conta il loro dolore nel distaccarsi da quella gravidanza? E il bambino che nasce da queste triangolazione ne porterà le conseguenze?

 

Le legge, il desiderio, la realtà Per anni si è parlato di maternità surrogata soltanto in relazione alle coppie di uomini diventati padri negli Usa e in Canada con la gestazione di supporto. Storie alla luce del sole, grazie anche all'incessante lavoro dell'associazione "Famiglie Arcobaleno".

 

UTERO IN AFFITTO

Eppure, statisticamente, nell'universo della surrogacy, le coppie Lgbtq sono numericamente residuali, forse il 10 per cento. Poi è arrivato il Covid e la guerra in Ucraina e un velo si è squarciato sul vero fenomeno della maternità surrogata eterosessuale. Ricordate le centinaia di culle ammassate in un albergo di Kiev, epicentro della gestazione per altri, costo medio 70mila euro, in attesa che i genitori committenti potessero andare a prendere i loro neonati? Nei primi mesi di guerra è toccato alla nostra ambasciata evacuare le coppie italiane in fuga con i loro piccoli, mentre le gestanti ucraine partorivano nascoste nei bunker.

 

UTERO IN AFFITTO

Spiega Giorgio Muccio, avvocato di Bologna, che segue decine di coppie "emigrate" per fare la surrogacy. «Possiamo parlare di oltre 1.500 coppie eterosessuali, i gay non sono ammessi, che si sono rivolte nell'ultimo anno alle cliniche ucraine, più un'altra quota che si disperde tra Grecia, Russia, Georgia. Dall'Ucraina le coppie tornano con un certificato di nascita dove appaiono come genitori del bambino. E il figlio deve avere il Dna almeno di uno dei due».

 

La bambina apolide Cosa accade quando una coppia torna in Italia dove la maternità surrogata è proibita? «In questi ultimi anni - spiega Muccio - i Comuni hanno trascritto i certificati di nascita rilasciati dai Paesi dove la surrogacy è legale. In alcune situazioni è stata contestata un'alterazione di stato civile ».

 

coppia omosessuale

Poi ci sono i casi limite. Lorenzo, papà di Luce, fa l'avvocato e pesa le parole. Abita in Veneto, è seguito dall'avvocato Muccio e della sua incredibile storia si occuperà la Corte di Strasburgo. «Luce è arrivata nella nostra vita dopo 14 anni di tentativi e l'attesa, vana, di un'adozione. Con la donna che generosamente ci ha aiutati a diventare genitori, Vania, siamo rimasti sempre in contatto, Luce saprà tutta la verità sulla sua nascita. Oggi però viviamo un incubo: a tre anni dalla nascita, nonostante Luce abbia il mio Dna, per l'opposizione prima del Comune poi del tribunale, non sono ancora riuscito a darle il mio cognome. Luce per l'Italia non esiste, non può andare all'asilo pubblico, non ha la copertura sanitaria. Luce è apolide».

 

UTERO IN AFFITTO

Il papà gay Andrea Rubera e Dario De Gregorio hanno tre figli nati con gestazione di supporto in Canada, dove, racconta, «la legge sulla surrogacy è tra le più rigorose del mondo». «Prima di compiere questo passo ci abbiamo pensato a lungo, se fosse stato possibile avremmo adottato, abbiamo conosciuto "Famiglie Arcobaleno" e capito che saremmo stati in grado di diventare genitori. Abbiamo scelto il Canada perché lì la maternità surrogata è totalmente altruistica, ed è la donna che sceglie la coppia di futuri genitori, non il contrario. Si segue un percorso lungo, ci si conosce, la mamma surrogata diventa un elemento paritario di questa avventura. Lei si chiama Carrie ed è oggi una figura fondamentale nella nostra vita. La risposta alle situazioni di sfruttamento, che esistono, non è il disegno di legge di Meloni, ma leggi come quella canadese».

coppia lesbica con figlio 8coppia lesbica con figlio 7coppia lesbica con figlio 6coppia lesbica con figlio 1MEN HAVING BABIES - LA FIERA DELL'UTERO IN AFFITTO

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…