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LA CRISI DI GOVERNO RISCHIA DI FAR ESPLODERE ILVA E ALITALIA - NEL PASTICCIO DEI DECRETI TUTTO POTREBBE TORNARE IN ALTO MARE: IL 6 SETTEMBRE ARCELOR MITTAL POTREBBE BLOCCARE LE ATTIVITÀ, VISTO CHE NON E’ STATA REINTRODOTTO LO SCUDO PENALE SUI REATI AMBIENTALI - IL 15 SETTEMBRE IL PIANO DI RILANCIO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA SARÀ PRONTO. MA DI QUI AD ALLORA IL TESORO, CHE AVREBBE DOVUTO GARANTIRE IL 15% DEL CAPITALE, POTRÀ CONFERMARE L'IMPEGNO?

Paolo Baroni per “la Stampa”

 

ARCELOR MITTAL

Il governo in bilico e la crisi nella maggioranza tengono in sospeso due grosse partite, che hanno scadenze ben precise, e che senza un esecutivo in carica, dotato di effettivi poteri, rischiano di risolversi in un ennesimo disastro. Doppio in questo caso. Il primo caso è legato al Decreto imprese, approvato «salvo intese» il 6 agosto dal Consiglio dei ministri, e che non essendo stato materialmente scritto per i dissidi tra M5s e Lega non può essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale facendo mancare ad ArcelorMittal lo scudo penale fino ad allora assicurato all' ex Ilva.

ARCELOR MITTAL

 

IL PASTICCIO DEI DECRETI

Com' è noto, infatti, il Decreto crescita a fine giugno ha cancellato lo scudo penale relativo ai reati ambientali mettendo Arcelor nella condizione di dichiarare che in assenza di correttivi non sarebbe stata più in grado di gestire Taranto, mettendo così di nuovo a rischio il futuro del siderurgico e dei suoi 20mila occupati.

 

Col decreto imprese, oltre alle norme sui rider e le aree di crisi, il governo aveva deciso di ritornare sui suoi passi reintroducendo un meccanismo di tutele legali «a scadenza» strettamente vincolato al rispetto del piano ambientale. Ma se il testo non esiste ed è difficile immaginare che si riesca a tamponare di nuovo la situazione entro il 6 settembre quando rischia di scattare il blocco delle attività. La cosa preoccupa moltissimo i sindacati, e mette in allarme le istituzioni locali.

 

ilva

«Francamente mi sembra che si voglia trarre vantaggio dalla situazione di incertezza generale e dalla congiuntura internazionale dell' acciaio - spiega il sindaco di Taranto Melucci -. Non so cosa accadrà a settembre, ma ci sono molti rischi e la fragile situazione dell' attuale governo non aiuta». Le sorti dell' Alitalia seguono un copione molto simile.

 

Anche qui l' assenza di un governo con pieni poteri rischia di influire negativamente sui destini dell' ex compagnia di bandiera. Le Fs, a cui Di Maio ha assegnato il compito di guidare la cordata a cui partecipano anche l' americana Delta ed Atlantia, hanno confermato pochi giorni fa che il 15 settembre il piano di rilancio sarà pronto. Ma di qui ad allora il Tesoro, che avrebbe dovuto garantire il 15% del capitale, sarà in grado di confermare l' impegno? «E' questa la cosa che si preoccupa di più», spiega Carlo Amari della segreteria dell' Anpav, l' associazione nazionale degli assistenti di volo.

EMBRAER E-175 ALITALIA

 

«Quella quota è deliberabile con un governo dimissionario? Ed in caso contrario, se ne faranno carico gli altri soci oppure bisognerà cercarne un quarto? Non si capisce».

La possibile assenza di una guida politica al Mise, a cui tra l' altro fanno riferimento i tre commissari di Alitalia, e di un responsabile al Mef rischiano insomma di riportare in alto mare l' intera operazione.

 

«Anche la data del 15 settembre - aggiunge Amari - ci sembra troppo ravvicinata: dubito che l' ad delle Fs Battisti riesca a chiudere se non può avere l' ok del Tesoro». E più passa il tempo e più si riducono le risorse a disposizione di Alitalia, che secondo i più ottimisti potrebbe arrivare anche a fine anno ma che secondo altri già a metà ottobre avrà esaurito tutti e 900 i milioni del prestito ponte .

SALVINI ALITALIA

 

IL PRECEDENTE DEL 2008

Alitalia «non può e non deve essere l' ostaggio di una nuova campagna elettorale. È già accaduto nel 2008 con esiti disastrosi pagati a carissimo prezzo dai lavoratori dopo la fuga di Air France e l' avvento dei famigerati capitani coraggiosi voluti da Berlusconi» ha denunciato due giorni fa il sindacato di base Usb.

 

Che mette in guardia dal rischio che «con la crisi del governo Conte, nella discussione tra i membri del consorzio prevalgano gli interessi di Atlantia e Delta e della dirigenza del Gruppo Fs senza più su un controllo stretto da parte del governo su temi delicati quali il futuro piano industriale, il perimetro delle attività ed il management».

 

alitalia

Mentre Atlantia conferma che quello in ltalia è un investimento strategico, visto che il 30% del giro d' affari di Fiumicino è legato all' ex compagnia di bandiera; da Delta, che come primo obiettivo ha quello di sbarrare la strada a Lufthansa, arrivano segnali contrastanti. Come il varo di una nuova alleanza, denominata Blue Skies, e della quale fanno parte Air France-Klm e Virgin (ma non Alitalia), al preciso scopo di rafforzare i collegamenti col Nord America, ovvero proprio quel segmento di mercato su cui la nuova Alitalia dovrebbe puntare in futuro.

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