guido crosetto raffaele cantone

CROSETTO E’ UN BOMBOLONE A OROLOGERIA: SOSTIENE DI AVERE “ANCORA MOLTO DA DIRE” SUL CASO DEI “DOSSIERAGGI”, SU CUI INDAGA LA PROCURA DI PERUGIA, E SULLA “MANCANZA DI DOVEROSA COOPERAZIONE” DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI - CROSETTO, CHE VUOLE ESSERE ASCOLTATO DAL COPASIR (E SARA’ INEVITABILE PERCHE’ LE OPPOSIZIONI PREMONO PER ASCOLTARE IL MINISTRO ANCHE SE FRATELLI D’ITALIA TENTENNA), IN PRIVATO HA CONFIDATO AI SUOI DI AVERE IN QUALCHE MODO EDULCORATO “ALCUNI PUNTI” DELLA SUA DEPOSIZIONE RILASCIATA ALLA PROCURA DI PERUGIA SAPENDO CHE PRIMA O POI “SAREBBERO DIVENTATI PUBBLICI”

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini, Tommaso Ciriaco per “La Repubblica”

 

https://www.repubblica.it/politica/2024/09/18/news/crosetto_copasir_dossier_aise-423506347/?ref=RHLF-BG-P2-S1-T1

 

GUIDO CROSETTO - GIORGIA MELONI

I suoi collaboratori gli dicono da giorni: reagisci. Perché, insistono, incassi colpi e taci, mostrandoti senza argomenti, quasi all’angolo? E invece no, Guido Crosetto ha scelto una linea e quella mantiene: tacere. Non parla in pubblico. Non rilascia interviste. Non va in tv. Ha annullato presenze già programmate, tranne quella alla festa del Fatto quotidiano (dove sostituiva Giorgia Meloni).

RAFFAELE CANTONE

 

«Non posso parlare di un’inchiesta in corso — va ripetendo in privato — o di cose gravi e segrete». E però, i colpi continuano ad arrivare. E quindi, questo silenzio sarà a termine. Il ministro della Difesa vuole andare al Copasir. «Spero che mi chiamino», va dicendo alle persone con cui si confida. «Spero che lo facciano, così altri staranno poi zitti per un po’».

 

GUIDO CROSETTO

E vuole andare davanti al comitato per la sicurezza della Repubblica perché […] intende spingersi addirittura oltre la deposizione rilasciata a Perugia. Lì ha messo a verbale «cose gravi e attinenti il mio lavoro e la sicurezza dei miei uomini». Ma ha mantenuto comunque un profilo prudente, a suo dire. Sarebbe stato da «sprovveduti» lasciarne altre a verbale […]

 

Perché, è la tesi condensata con una battuta, «si sa come finiscono i verbali segreti in Italia», Una battuta appunto: perché nel caso di Perugia, nonostante quello che alcuni nel centrodestra hanno provato a sostenere, la diffusione delle notizie non ha nulla di anomalo. Anzi. I verbali finiti sui giornali non erano segreti, in quanto noti alle parti (gli indagati, tutti, ne hanno preso copia) e depositati in commissione Antimafia, tanto che da giorni tutti nel governo sapevano cosa Crosetto avesse detto.

RAFFAELE CANTONE CHIARA COLOSIMO

 

Ed erano preoccupati per una tensione o un possibile scontro interno all’esecutivo e agli apparati di sicurezza. Il Copasir si riunirà oggi pomeriggio […] tutti si attendono che le opposizioni […] possano alzare la mano e dire: leggiamo le carte di Perugia, quelle già planate sulla scrivania dell’Antimafia, studiamole e sentiamo chi è necessario sentire. A partire dal ministro della Difesa.

 

Non saranno tempi necessariamente brevi, anzi: la maggioranza, come detto, non ha fretta di complicarsi la vita. E però, alla fine sarà inevitabile sentire Crosetto. Il quale, sempre lontano dai riflettori […] va ripetendo che […] un giorno sarà chiara «la verità», l’unica in grado di «far vergognare» chi […] ha provato a «minimizzare cose gravissime ».

GUIDO CROSETTO

 

A cosa si riferisce? Non è sfuggito certo quel passaggio in cui il ministro ha parlato «di rapporti con l’Aise non particolarmente buoni, perché ho contestato in più di un’occasione mancate informazioni alla Difesa che avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale». Crosetto ha fatto nomi: «I rapporti con il direttore dell’Aise (Gianni Caravelli, ndr) sono formalmente buoni anche se le rimostranze per i fatti che ho indicato le ho anche esplicitate a lui, contestandogli la mancanza di doverosa cooperazione».

 

GIOVANNI CARAVELLI

Ma poi ha alluso a una figura che sembrava quella dell’ex direttore delle Agenzie, Luciano Carta, che arrabbiato per le notizie di questi giorni ha annunciato querela: «Ritengo — ha detto il titolare della Difesa — che qualcuno mi abbia potuto anche considerare responsabile di mancate conferme in posizioni di vertice in società partecipate di Stato e mi riferisco a qualcuno che aveva avuto ruoli all’interno dell’Aise. Non so se gli esiti degli accertamenti che io ho chiesto di svolgere siano stati riferiti in sede politica».

 

luciano carta presidente di leonardo foto di bacco

Proprio su questo punto Crosetto potrebbe offrire nuovi elementi al Copasir dove invece, per legge, la sicurezza è garantita. Non a caso, sempre in privato ha confidato ai suoi di avere in qualche modo edulcorato «alcuni punti» sapendo che prima o poi «sarebbero diventati pubblici». Certo, però, resta agli atti la risposta di Palazzo Chigi che esclude la responsabilità dei Servizi nella questione di Perugia. E le indagini della procura umbra che, per il momento, hanno escluso che dietro i “dossieraggi” — la definizione è di Chigi — ci potessero essere uomini dei Servizi.

GIOVANNI CARAVELLIguido crosetto giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…