angelo pezzana achille lauro

IL CULO E' UNA COSA SERIA - ANGELO PEZZANA, IL FONDATORE DEL “FUORI” (FRONTE UNITARIO OMOSESSUALE RIVOLUZIONARIO ITALIANO), SI INCAZZA CON CHI GIOCA CON LA SUA SESSUALITA' IN MODO INDEFINITO: “OUTING E COMING OUT UNA VOLTA ERANO ATTI LIBERATORI, ORMAI SONO DIVENTATI UNA MODA. ACHILLE LAURO? NON SO CHI SIA” – “IL METOO E IL BLACK LIVES MATTER NON SERVONO A NIENTE, SE SEI UNA PERSONA LIBERA…”

 

ANGELO PEZZANA - FUORI

Luca Beatrice per www.mowmag.com

 

“Outing e coming-out? È stato un atto liberatorio, ma è diventato una moda”. “Gender Fluid? Pericoloso, e comunque un atteggiamento figlio della superficialità del tempo”.

 

A sostenere tali posizioni non è un conservatore, un reazionario, uno che non vuol capire che stiamo vivendo nel terzo millennio, ma un omosessuale autenticamente rivoluzionario che esattamente cinquant’anni fa fondò il FUORI, acronimo che sta per Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano.

 

achille lauro

Sto parlando di Angelo Pezzana, oggi ottantenne, un simbolo non solo per Torino (la città in cui il movimento prese il via) ma per tutta quella parte d’Italia, omo o etero, che ha sempre amato la libertà propria e altrui. Di professione libraio indipendente, ha fondato la Hellas nel 1963 e anni dopo la Luxemburg, considerata ancora oggi tra le dieci librerie più belle in Europa, promotore della scintilla che accese il Salone del Libro, Angelo appartiene al mondo della cultura, di certo meno discriminante di altri sulla questione omosessuale eppure non scevro da certa ipocrisia di fondo.

 

ANGELO PEZZANA

Amo e stimo profondamente quest’uomo (lui non se lo ricorda, ma da ragazzino passavo interi pomeriggi a scartabellare da Hellas le riviste internazionali, unica a venderle in città) perché non si lamenta mai, non si lagna, non piagnucola sull’ingiustizia del mondo.

 

Ma quale gay? Angelo è un frocio cazzuto con un dna tostissimo e coraggioso, che non significa il coraggio superficiale dell’ostentazione - negli anni 70 indossava camicie rosa e lo guardavano male ma detesta i ragazzini con le unghie smaltate e i capelli colorati - ma quello di assumere rischi e pericoli, come manifestare da solo a Mosca nel 1977 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prigionia del regista Sergiej Paradzanov, incarcerato dal regime sovietico perché omosessuale.

 

achille lauro

Va bene che in Italia la sinistra nei tardi anni 80 ha preso le distanze dall’URSS, però Angelo Pezzana è convinto (e lo sono anche io) che il PCI e i suoi eredi non abbiano mascherato del tutto di derivare da una cultura fondamentalmente chiusa e burocratica. “Per quelli di destra eravamo degli sporcaccioni, per i cattolici dei peccatori da redimere, per i comunisti comunque un problema”.

 

ANGELO PEZZANA AL CONGRESSO DEL FUORI

Ci è voluto Marco Pannella e il Partito Radicale per un’altra idea di sinistra in Italia, moderna, vicina al mondo liberale e post-ideologica quando ancora le ideologie esistevano e facevano danni. Ma questa è un’altra storia.

 

ANGELO PEZZANA.

Da un’eresia a un’altra, Angelo ne combina diverse: collabora per Il Giornale e per Libero, perché Vittorio Feltri gli lascia lo spazio che desidera senza censure, sposa la questione israeliana e la sua politica governativa. È proprio il caso di dire… altri cazzi, ma d’altra parte un rivoluzionario non si appisola su posizioni scontate e banali, ha bisogno di spazi liberi, di decidere di testa propria, di andar controcorrente, da solo e mai nel branco.

renato zero

 

Non c’è tragedia né tristezza nell’omosessualità come la racconta Pezzana. Gli piaceva scopare, come a me, come a noi, solo che invece delle donne preferiva i ragazzi. Negli anni ’70, dopo che Torino era già passata dal ’68, i posti per incontrarsi erano i gabinetti pubblici, le ultime file dei cinema di terza visione, magari le serate svoltavano bene, alla fine si conoscevano tutti e cominciarono a diffondere il numero zero di FUORI, giornale-manifesto nato sulla scorta dell’esperienza francese e per reazione a un articolo uscito su La Stampa che recensiva il libro di uno psicanalista convinto di riuscire a “guarire” gli omossessuali e farli tornare “normali”.

 

Perché ho voluto raccontare questa storia ai lettori di Mow? Per ribadire un concetto cui tengo molto: ci sono persone che rivendicano sempre e comunque la propria libertà, muoversi, andare, venire, far sesso, bere, mangiare, divertirsi, andare in moto, prendere posizioni impopolari e fare scelte sbagliate. Angelo ritiene #metoo una vera e propria aberrazione e neppure gli piace Black Lives Matter, o quantomeno gli desta qualche sospetto di conformismo.

 

ANGELO PEZZANA - FUORI.

E sulle ultime mode del momento ha risposto: "Achille Lauro? Non so chi sia". Quando gli diciamo che imita un po' Bowie un po' Renato Zero aggiunge: "Già Renato Zero non mi piace, ha sempre fatto finta e detesto l'ipocrisia...". Capite allora che razza di personaggio è Angelo Pezzana?

achille lauroachille lauro 5ANGELO PEZZANA

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…