il crocifisso a scuola

IL DELIRANTE DOCUMENTO REDATTO DALLA CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA CHE STILA UNA SERIE DI CRITERI PER IL PERSONALE SCOLASTICO, PREVEDENDO IL LICENZIAMENTO DEL PROF PER “L’ORIENTAMENTO SESSUALE NONCHÉ ALTRI ASPETTI DELLA VITA PRIVATA” – PECCATO CHE DAL 2000 LE SCUOLE CATTOLICHE SIANO INQUADRATE COME PARITARIE E DEVONO ESSERE TENUTE NON SOLO AD ATTENERSI ALLA COSTITUZIONE, MA ANCHE A RISPETTARE I CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DEL SETTORE…

Orsola Riva per www.corriere.it

 

crocifisso a scuola 1

L’insegnante della scuola cattolica non è un insegnante come tutti gli altri: a lui o lei è richiesto di distinguersi «per retta dottrina e per probità di vita». E qualora, una volta assunto, «non si attenga alle condizioni della scuola cattolica e della sua appartenenza alla comunità ecclesiale» può essere sanzionato e in ultima istanza anche mandato a casa, perché «il servizio dell’insegnante è munus (cioè dono e obbligo, ndr) e ufficio ecclesiale».

 

A fissare questi stringenti criteri di osservanza per il personale delle scuole cattoliche - e solo per quello - è un documento redatto dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, organismo al quale il Vaticano delega la promozione e l’ordinamento dell’educazione nelle scuole e nelle università cattoliche appunto. E pazienza se dal 2000 le scuole cattoliche sono inquadrate come scuole paritarie, seconda gamba del servizio pubblico insieme alle scuole statali e dunque - proprio in base alla legge sulla parità scolastica - sono tenute a rispondere a una serie di requisiti fra i quali «un progetto educativo in armonia con la Costituzione» (articolo 33: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento») ma anche «contratti individuali di lavoro per personale dirigente e insegnante che rispettino in contratti collettivi nazionali di settore».

crocifisso a scuola 5

 

Il documento, firmato dal Cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione, si propone di offrire alle scuole cattoliche delle «linee guida approfondite e aggiornate circa il valore dell’identità cattolica delle istituzioni scolastiche». In tutto sono 97 articoli divisi in tre capitoli: quello relativo al personale è il secondo. Gli insegnanti - si legge al punto 45 - «con la loro capacità e arte didattico-pedagogica nonché con la testimonianza di vita sono coloro che garantiscono alla scuola la realizzazione del suo progetto educativo». Ecco perché - articolo 46 - «è necessario che la scuola stessa, seguendo la dottrina della Chiesa, interpreti e stabilisca i parametri necessari per l’assunzione degli insegnanti» e «qualora la persona assunta non si attenga alle condizioni della scuola (...) può essere disposta anche la dimissione, tenendo conto di tutte le circostanze del caso».

crocifisso a scuola 2

 

All’articolo 47 poi si fa riferimento a docenti e personale amministrativo che appartengono ad altre confessioni o non professano alcun credo. Anche costoro - si precisa - «dal momento dell’assunzione hanno l’obbligo di riconoscere e rispettare il carattere cattolico della scuola». E comunque la Congregazione consiglia che nella composizione del collegio dei docenti vi sia una maggioranza di insegnanti cattolici perché «la prevalente presenza di un gruppo di docenti cattolici piò assicurare una proficua attuazione del progetto educativo corrispondente all’identità cattolica delle scuole».

 

crocifisso a scuola 3

Questo obbligo di osservanza della dottrina della Chiesa non solo nell’insegnamento ma anche nella vita privata per tutti gli insegnanti della scuole cattoliche è ribadito anche nell’ultima parte intitolata «Alcuni punti critici». In particolare l’articolo 77 stabilisce che «le scuole cattoliche devono essere munite di una dichiarazione della propria missione oppure di un codice di comportamento» e anzi si consiglia di «rafforzarli giuridicamente tramite contratti di lavoro o altre dichiarazioni contrattuali dei soggetti coinvolti con chiaro valore legale».

crocifisso a scuola 4

 

Nella evidente consapevolezza della criticità di quest’ultimo punto, l’articolo precisa che: «Si prende atto che in tanti Paesi la legge civile esclude una “discriminazione” (fra virgolette, ndr) a causa della religione, dell’orientamento sessuale nonché di altri aspetti della vita privata» ma «nello stesso tempo, viene riconosciuta alle istituzioni educative la possibilità di munirsi di un profilo di valori e di un codice di comportamenti da rispettare». Quindi «nel momento in cui tali valori e comportamenti non fossero rispettati dai soggetti interessati, essi possono essere sanzionati come espressione di una mancanza di onestà professionale nel non adempimento delle clausole definite negli appositi contratti e nelle linee guida istituzionali».

crocifissi e natale a scuola 1crocifissi e natale a scuola 2

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…