amber heard johnny depp

DEPP HORROR STORY – DITA TAGLIATE, BOTTE DA ORBI, MERDA E SANGUE: CRONACHE DI UN DIVORZIO DA INCUBO TRA AMBER HEARD E JOHNNY DEPP CHE DOPO TRE GIORNI DI UDIENZA A LONDRA HANNO RIVELATO IL LATO OSCURO DI UN MATRIMONIO MALATO IN CUI I PROTAGONISTI ASSOLUTI SONO STATI ALCOL, OPPIACEI E COCAINA – 15 MESI IN CUI HANNO SPACCATO I MOBILI DI OGNI STANZA IN CUI HANNO VISSUTO, SI SONO MENATI DI BRUTTO E… - VIDEO

 

Irene Soave per il “Corriere della Sera”

 

johnny depp e amber heard

Il divorzio tra Johnny Depp e Amber Heard, ufficializzato nel 2016 con un accordo da 7 milioni di dollari (a lei) e un' ordinanza di allontanamento per violenza domestica (a lui), è passato alla storia come uno dei peggiori di Hollywood.

 

amber heard

Scherzi a base di sangue e feci, mobilia sfasciata, lividi su lividi: come hanno fatto a vivere così infelicemente due che 15 mesi prima si erano sposati su un' isola alle Bahamas? La causa che si dibatte ora a Londra, e per le prossime settimane, vede Depp come parte lesa contro il tabloid The Sun , che lo ha definito «un picchiatore di mogli»: in aula c' è anche Heard, chiamata dall' editore del giornale a testimoniare contro l' ex marito.

 

il dito mozzato di johnny depp 1

Di certo, dopo tre giorni di udienze, c' è per ora un fatto: protagonisti assoluti del matrimonio sono stati alcol, oppiacei e cocaina. In un' intervista del 2018 Depp si sentì chiedere se spendesse, in quel periodo, 30 mila dollari di vino al mese. «Sono offeso», ribattè. «Spendevo molto di più».

 

johnny depp 1

Amber Heard e Johnny Depp si erano conosciuti nel 2009 girando The Rum Diaries - Cronache di una passione : lui era l' attore più pagato di Hollywood, lei era reduce da una commedia sporcacciona dal titolo Strafumati . La trama dei Rum Diaries è quasi profetica: lui è un giornalista alcolizzato, lei la bionda stupenda il cui amore lo redime.

 

Nella realtà, però, il finale non è all' altezza. Lui nel 2012 lasciò la compagna Vanessa Paradis La relazione con Amber Heard divenne pubblica qualche mese dopo.

johnny depp e amber heard

 

Il matrimonio arriva a febbraio 2015, quando Depp è al picco di un biennio di dipendenze: nella memoria depositata da lei al processo è datato appena un mese dopo uno dei litigi più violenti della coppia.

 

Sono in Australia, lui vuole che lei firmi un accordo post-matrimoniale, avendo già rifiutato di firmarne uno preliminare, lei non vuole, c' è una colluttazione in cucina (danni per 150 mila dollari) e a lui, con i cocci di una bottiglia di vodka, si mozza una falange. Depp «usò» il sangue che sgorgava dal dito per imbrattare tutte le pareti della casa, su cui disegnò anche un pene.

johnny depp svenuto

 

Datati dicembre 2015 i reperti di una nuova lite: foto di lei con gli occhi pesti «per essere stata presa a testate». Lui si difende così: «Lei mi stava colpendo alla schiena, mi sono girato per fermarla e ci siamo scontrati». Resoconti che parlano di schiaffi e pugni quotidiani. «Ho capito già in Australia», racconta lui, «che ci saremmo sfasciati».

amber heard 4

 

Lei sembra averlo capito più avanti, invece, in una mail in cui gli scrive «Non sono tenuta a sopportare questo e io non sono pagata per stare con te». E poi, più dolce: «È come se convivessero in te Jekyll e Hyde. Metà di te io la amo follemente, l' altra metà mi terrorizza». Tracce di amore emergono però in un' altra lettera, inviata da lui alla mamma di Amber: «Tua figlia è andata molto più in là che il prendersi cura di questo povero vecchio drogato», ha scritto, definendo i suoi sforzi «eroici».

 

«È stata Amber e solo Amber che mi ha aiutato a superare quel momento». Oggi lui ritratta anche questo: «Scrivevo così per compiacerla». E la incolpa di non averlo «mai aiutato a disintossicarsi». «E in una vacanza alle Bahamas mi nascose i farmaci contro l' astinenza».

 

amber heard

Accuse, recriminazioni, ritrattazioni. Le udienze continueranno per altre due settimane. Gli avvocati di Depp hanno portato la causa contro il Sun all' Alta Corte, invece di accordarsi in via extragiudiziale com' è più comune in contenziosi di questo tipo, sperando che una sentenza a suo favore potesse giovare all' immagine del divo. Comunque vada, sembra difficile.

ciocca di capelli di amber heard johnny depp 3johnny depp johnny depp 2johnny depplo specchio con le scritte 1il tavolo di johnny deppamber heard 1johnny depp 2johnny depp 2johnny depp 1johnny depp 3amber heard 3amber heard 2amber heard 5lo specchio con le scritte 2

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO