uomo padre confessione

DIETRO A UNA DONNA CHE SBAGLIA CI PUÒ ESSERE UN GRANDE UOMO - PARLA IL PADRE DI PRATO, IL MARITO TRADITO DALLA MOGLIE CON UN RAGAZZINO DI 13 ANNI DA CUI HA POI AVUTO UN FIGLIO, E CHE SI È PRESO UNA CONDANNA PERCHÉ LO HA RICONOSCIUTO COME SUO, MENTENDO PER SALVARE LA FAMIGLIA E CRESCERLO SENZA TRAUMI: ''NON LO AVREI MAI ABBANDONATO SOLO PERCHÉ NON ERA MIO. MIA MOGLIE? È UNA GRANDE MAMMA. MI SONO INNAMORATO DI LEI DA RAGAZZO, ERA COSÌ BELLA E SOLARE. ORA SI FA SEGUIRE DA UNO PSICHIATRA. IL PERDONO? BEH…''

 

Simona Bertuzzi per ''Libero Quotidiano''

 

È sempre stato nell' ombra.

Anche quando il mondo gli rotolava addosso e delle sue certezze di ragazzo saldo e perbene, con una vita tranquilla e un lavoro sicuro in un' azienda che produce altoparlanti, restavano solo cenere e chiacchiere. Lui per tutti era solo il marito della prof 32enne di Prato che aveva avuto una relazione e un figlio da un ragazzino 14enne. E in quella veste scomoda e vischiosa provava a ricucire la sua esistenza stravolta. Svegliarsi la mattina. Guardare in faccia la moglie che ti ha tradito, il figlio avuto con lei quando erano giovanissimi e quello più piccolo e vispo nato da una relazione clandestina ma non meno amato.

padre figlio 2

 

E poi uscire di casa, andare a lavorare, prendere il caffè nel bar della piazza dove tutti ammiccavano e più di uno - si sa come funziona la vita nelle città piccole come Prato - sussurrava malevolo è lui il povero marito della pedofila?. Una sentenza di qualche giorno fa ha condannato la donna a sei anni e sei mesi per atti sessuali con minore e violenza sessuale per induzione.

 

A un anno e otto mesi lui per essersi attribuito la paternità del bambino pur sapendo che non era suo, tecnicamente il reato è "falsa attestazione di stato". Sono cadute invece le accuse più infamanti di pedofilia e adescamento di minore, le stesse che hanno imposto alla donna per oltre un anno gli arresti domiciliari in luogo di un semplice divieto di avvicinamento (come è stato deciso un mese fa).

 

Il marito non entra nel merito della vicenda processuale «non voglio dire nulla della sentenza, leggeremo le motivazioni e poi ci sarà l' appello» e quando risponde al telefono sorprende per fermezza e lucidità. Il dolore certo non si cancella, «ci sono stati momenti difficili, tanti svarioni», ma poi tocca andare avanti.

 

E capovolgere il senso comune e i pregiudizi della vulgata. Il 99% delle persone, anzi diciamolo dei maschi italiani, se ne sarebbe andato su due piedi, avrebbe sbattuto la porta in faccia alla vita passata, alla moglie fedifraga e a quel ragazzino che ha nel suo visino l' impronta indelebile di un amore extra coniugale. Lui no, lui è andato avanti semplice e saldo nei suoi giudizi e nelle sue responsabilità di padre. Non nasconde le voragini e il buio di certi giorni cupi.

 

padre figlio

«È stato un momento durissimo scoprire il tradimento, una botta pazzesca, ma non ho mai pensato che il figlio non fosse mio. L' ho scoperto a marzo con l' esame del Dna. E anche allora non è cambiato nulla nella mia vita di padre, ho continuato ad amare quel bambino come il primo giorno. Le dico di più. Mi sarei vergognato di mettere davanti a tutto l' orgoglio personale. E mollare un figlio solo perché avevo scoperto che era di un altro. Sarebbe stato un gesto egoista che non mi apparteneva».

 

In fondo, dice, ci sono bimbi «che vengono scambiati in culla alla nascita. Altri che sono figli dell' eterologa. Non tutti hanno una nascita lineare. Eppure crescono felici e sereni». La stessa società è più complessa di quel che era un tempo. Esistono le famiglie allargate e sono tanti i padri che subentrano in una situazione già in essere. In fondo «un padre è chi lo fa non chi lo è».

 

Chi si alza la notte per cullare i pianti. Chi accompagna i primi passetti titubanti. Chi fotografa le pappe e ruba i sorrisi. Certo verrà il giorno in cui i figli della coppia dovranno sapere «e spero che prevarrà la lezione d' amore della nostra famiglia. Il senso di responsabilità che credo di aver trasmesso ai miei due figli».

 

GIOVANE E BELLA

Non abbiamo ancora parlato di lei in tutto questo. Della moglie giovane e bella che per un anno ha smesso di essere donna e madre agli occhi dell' opinione pubblica ed è diventata semplicemente la prof di Prato vogliosa e peccaminosa, additata e condannata (prima dai social forse che dai giudici) per essersi concessa a un ragazzino di 14 anni e averci fatto un figlio. «Non l' ho violentato... mi sono innamorata ho perso la testa», si è sempre difesa la donna.

 

padri separati 1

E all' uscita del tribunale ha detto: «Il mio unico desiderio è dedicarmi alla famiglia». Tanto diversa dalla presunta ammaliatrice che tempestava di messaggi un adolescente inconsapevole. Gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri hanno lavorato duramente per far cadere l' accusa di pedofilia e adescamento di minore («erano sospetti talmente avulsi dal profilo psicologico della nostra assistita») e hanno sollevato un dubbio di costituzionalità sulla legge che punisce il sesso con minori di 14 anni (il ragazzino all' inizio della relazione ne aveva 13) visto che i 14enni di oggi sono spesso giovani adulti e maturi.

 

Ma ormai questa donna oggi 35enne, operatrice sanitaria e insegnante di ripetizioni di inglese nel tempo libero (l' ha conosciuto così il 14enne con cui ha avuto la relazione, era il figlio di un' amica e doveva dargli ripetizioni), era solo la sexy prof. Buttata in fondo al fosso insieme al macigno della pubblica reprimenda. Il marito descrive invece tutta un' altra persona: «Non è stato semplice per lei. Ma ci siamo sostenuti a vicenda. Si sta facendo seguire da uno psichiatra. Se dovessi descriverla? Beh è una grande mamma. E una donna molto forte. Mi sono innamorato di lei da ragazzo», si sa come vanno certe storie semplici, al cuor non si comanda.

 

«Eravamo così giovani e lei mi sembrava diversa da tutte le altre, così solare e solida. Poi è arrivato il primo bambino».

E il secondo, ma figlio di un tradimento. Tanti uomini non perdonerebbero, lui forse sì.

Anche se non parla di perdono. «Non si smette di amare per un errore e il perdono è relativo. Io penso a noi come a una famiglia rafforzata. Siamo maturati entrambi».

 

Neanche per la rabbia c' è posto in questo giovane cuore. Insomma una relazione con un 14enne non capita tutti i giorni. Farebbe incazzare un santo. «Io penso che l' età non conti nulla. Bisogna guardare alla causa che ha generato il tradimento non al fatto in sé. Non mi sento di arrabbiarmi o dare colpe. E poi la colpa non è mai da una parte sola quando una coppia va in crisi».

 

LA DONNA DI PRATO CHE HA AVUTO UN RAPPORTO CON L'ALLIEVO 13ENNE

IL 14ENNE

Impossibile parlare del ragazzo che adesso ha 16 anni e in un certo senso è stato il suo rivale. Più facile appellarsi a parole di circostanza. «Ho grande rispetto per la situazione che questa famiglia sta vivendo al pari della nostra». La madre del ragazzino ha detto dopo la sentenza «i bambini non si toccano che siano maschi o femmine». Rispetto anche per lei, ci mancherebbe.

 

Intanto in questa famiglia stravolta da uno sbandamento del cuore e forse della mente si intravede un po' di sereno: «La pressione è allentata e guardiamo avanti». E avanti c' è una coppia che nel dolore e con la giravolta più torbida e strana della vita è cresciuta e si è rafforzata: «Lasciare Prato? Vedremo, è una città che amiamo entrambi». E poi si sa, i pettegolezzi scemeranno, la pressione mediatica si allenterà, «le famiglie hanno fatto scudo ai nostri ragazzi per fortuna».

 

Dunque cosa resta: «I miei due figli che giocano a calcio, il grande ha trasmesso la sua passione al fratello piccolo io li guardo giocare e non chiedo altro. Sono un papà felice».

Già, non si può chiedere di più per adesso. Sarà la verità processuale a stabilire il resto.

E il tempo a ricucire le ferite.

Ma sarà un fatto privatissimo.

E non spetterà a noi sciogliere i dubbi dell' animo umano.

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”