putin kim jong un

I DITTATORI SI SCAMBIANO CARNE DA MACELLO – IN UCRAINA SONO MORTI SEI SOLDATI NORDCOREANI: LA VERSIONE UFFICIALE È CHE STESSERO “ASSISTENDO” A UN ADDESTRAMENTO DI TRUPPE D’ASSALTO. MA LA VERITÀ È CHE KIM JONG-UN E PUTIN HANNO STRETTO UN PATTO DI FERRO, CHE POTREBBE PREVEDERE ANCHE IL “PRESTITO” DI UNA PARTE DI MILITARI, VISTO CHE PYONGYANG HA IL QUARTO ESERCITO PIÙ GRANDE DEL MONDO – MOSCA STA FORMANDO UNA “LEGIONE STRANIERA”? I RUSSI HANNO PERSO QUASI 600MILA SOLDATI TRA MORTI E FERITI, E HA BISOGNO DI FORZE FRESCHE…

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

putin kim jong un

Tornato da Pyongyang, Vladimir Putin in giugno ha cercato di mostrare calma e controllo. Aveva firmato, con il suo pari nordcoreano Kim Jong-un, un «partenariato strategico» con una clausola: «In caso una delle due parti venga messa in stato di guerra da un’invasione armata — si legge — l’altra fornirà assistenza militare con tutti i mezzi a propria disposizione, senza indugio».

 

Di certo Kim contribuisce all’artiglieria, al punto che a Londra si stima ormai siano nordcoreane metà delle munizioni usate dai russi in Ucraina. L’aiuto probabilmente non arriva gratis, da un regime che si alimenta vendendo armi ai governi autoritari più diversi: Iran, Siria, Egitto o Qatar.

 

soldati russi al fronte

Ma è possibile che fra i mezzi «a disposizione» di Kim — specie ora che le forze ucraine sono nel Kursk — servano anche uomini da gettare nel tritacarne? L’esercito nordcoreano è il quarto più vasto al mondo con 1,3 milioni di effettivi, in un Paese di 26 milioni di abitanti. Ma Putin a fine giugno ha liquidato la questione dei soldati di Kim: «Non ne abbiamo bisogno».

 

La realtà è più complessa. Lo mostrano i sei militari nordcoreani morti giovedì e gli altri tre feriti in un bombardamento ucraino sui nemici nel Donetsk. Ufficialmente gli inviati di Kim erano lì ad assistere a un addestramento di truppe d’assalto russe, come turisti in guerra.

 

vladimir putin e kim jong un a pyongyang

Ma questo non è il solo indizio su cui lavora l’intelligence ucraina. È del resto proprio da giugno che voci di Telegram con buone fonti nel ministero della Difesa russo, come «kremlyovskaya tabakerka», parlano dell’invio di truppe nordcoreane nel Donbass. Non ci sono conferme ufficiali, ma sembra estremamente probabile che il mese scorso Pyongyang abbia spedito nei territori occupati dell’Ucraina alcune brigate del genio militare […].

 

Ha informazioni in questo senso l’intelligence di Kiev e ne ha parlato negli scorsi giorni anche la rete sudcoreana Tv Chosun […], secondo le quali neanche in questo caso il favore di Kim sarebbe disinteressato: l’affitto di tre o quattro brigate del genio nordcoreano costerebbe 115 milioni di dollari. Di certo non erano lì per rifare strade i sei nordcoreani morti giovedì mentre assistevano a un «addestramento».

 

soldati russi 4

L’intera vicenda resta opaca, eppure porta con sé una duplice lezione. Da un lato è sempre più riconoscibile un’asse fra Mosca, Pyongyang, Teheran e Pechino che sta progressivamente alimentando l’aggressione russa all’Ucraina; dall’altro si profila una strategia di Putin volta a formare una sorta di legione straniera […]

 

I suoi generali ordinano gli assalti senza curarsi di risparmiare vite e hanno raggiunto così — secondo lo stato maggiore ucraino — 570 mila perdite russe, fra morti e feriti, al ritmo di poco meno di mille al giorno nella fase attuale. Per questo il Cremlino ha bisogno anche di stranieri da gettare nella fornace e li recluta in maniera criminale.

 

soldati russi 7

Sono per esempio sostenute dalle testimonianze degli interessati, una volta salvati dal loro governo, le truffe ai danni degli indiani: vengono attratti con offerte di lavoro a Mosca o persino a Dubai tramite il canale di YouTube Baba’s Vlogs e poi costretti a firmare contratti per il fronte.

 

Un cittadino danese filo-Putin, Niklas Hoffgaard, si è trovato in una situazione simile e ha riferito di essersi trovato al fronte insieme a soldati nepalesi reclutati dai russi. Numerosi anche gli indizi che fanno pensare alla coscrizione forzata di mercenari cubani e dell’Africa subsahariana […]. Ma la fonte primaria della legione straniera sono i tagiki, i kazaki e gli altri immigrati in Russia dall’Asia centrale. […]

soldati russi staccano l orecchio a rachabalizoda saidakrami e lo costringono a mangiarlo 6assalto dei soldati ucraini in una trincea russa 7assalto dei soldati ucraini in una trincea russa 8soldati russi 9vladimir putin - kim jong un

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)