desiree mariottini stefano cucchi

LA DROGA FA MALE SOLO QUANDO CONVIENE? - “LA VERITÀ” ATTACCA: “QUANDO SI PARLA DELL'OMICIDIO DELLA SEDICENNE DESIRÉE MARIOTTINI, “REPUBBLICA” SI CONCENTRA SULL’USO CHE LA RAGAZZA FACEVA DI SOSTANZE PSICOTROPE, SENZA NOMINARE I PRESUNTI ASSASSINI AFRICANI. SE LA VITTIMA È STEFANO CUCCHI, ARRESTATO PER SPACCIO, ALLORA L'USO DI STUPEFACENTI NON C'ENTRA NULLA. PERCHÉ LA DROGA EMERGE SOLO NEL CASO DI DESIRÉE?”

Carlo Cambi per “la Verità”

 

DESIREE MARIOTTINI E LA MADRE

La droga fa male? È comunque una storia di dipendenza. Perché dipende: se la droga serve a sottacere che quattro africani clandestini hanno stuprato e ammazzato una quasi-bambina di 16 anni, se è utile a non far emergere che con l' immigrazione abbiamo importato la mafia nigeriana e che un nigeriano ha fatto a pezzi una ragazzina di 18 anni, oppure se va rimossa da una storiaccia di botte e di violenza finita con la morte di un uomo, ancora più grave se a picchiare è chi porta una divisa della Repubblica Italiana.

Sono tutte storie di droga, ma c' è una certa differenza.

 

STEFANO ILARIA CUCCHI

In due è in dosi mortali, in una è solo uno sfumato fondale della scena del delitto. Lo spunto per rifletterci lo ha fornito l'house organ del politicamente corretto. Per annunciare il processo cominciato in Corte d' assise a Roma per l' uccisione di Desirée Mariottini, 16 anni, ieri Repubblica ha dedicato una mezza pagina a un' intervista a Barbara Mariottini, la mamma della quasi-bambina ammazzata.

 

Non c' è una riga sul fatto che ieri mattina nell' aula bunker del carcere di Rebibbia sono comparsi come imputati con l' accusa di omicidio volontario aggravato, violenza carnale aggravata, cessione di stupefacenti a minori quattro africani: Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe. Per l' accusa sono loro ad aver prima drogato Desirée con un cocktail micidiale di stupefacenti, poi abusato a turno e per ore della ragazza e infine ucciso quella quasi-bambina.

 

DESIREE MARIOTTINI

Tutto è avvenuto la sera del 19 ottobre di un anno fa in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, a due passi dalla Stazione Termini. Quello è un luogo proibito anche alle forze dell' ordine: lì bivaccano i clandestini, lì il domino è delle bande di criminali africani che spacciano. Ma per Repubblica che ha un tono contrito con mamma Roberta tanto da non fare nessuna domanda sui presunti assassini, Desirée è stata ammazzata dalla droga. Nell' intervista si cerca di scavare nel passato di quella quasi-bambina. Che passato può essere quello di una creatura che ha vissuto 190 mesi?

 

stefano cucchi

Eppure c' è spazio solo per determinare come Desirée ha cominciato a usare psicotropi, o per sapere da una mamma che ha perso una figlia massacrata da quattro spacciatori clandestini se è giusto denunciare un figlio che si droga per salvarlo. Perché la morte di Desirée è come l' intervista: stupefacente. Se ne conclude che Repubblica ha scoperto e ribadisce che la droga fa male. Ma dipende.

 

Perché quando Matteo Salvini da ministro dell' Interno lo ha detto a proposito dell' uccisione di Stefano Cucchi gli sono saltati addosso tutti. Per prima la sorella del geometra arrestato per spaccio, Ilaria Cucchi, che nei giorni scorsi si è fatta fotografare con la querela depositata contro Salvini. Che cosa aveva detto il capo della Lega?

 

desiree

Commentando la sentenza di condanna di cinque carabinieri, di cui due per omicidio preterintenzionale, pronunciata dalla Corte d' Assise di Roma per la morte di Stefano Cucchi procurata - così hanno stabilito i giudici - dalle botte che l' uomo ha ricevuto in caserma dopo il suo arresto per spaccio Salvini aveva affermato: «Sono vicinissimo alla famiglia, la sorella l' ho invitata al Viminale. Se qualcuno ha usato violenza ha sbagliato e pagherà. Questo testimonia che la droga fa male, sempre e comunque. E io combatto la droga in ogni piazza». Ma a Ilaria Cucchi questo non è piaciuto affatto.

ilaria stefano cucchi

 

Perché come ha scritto su Facebook la sorella: «Il signor Matteo Salvini non può giocare sul corpo di Stefano Cucchi. Non posso consentirglielo». Ed è certamente vero che la morte di Stefano Cucchi - il 22 ottobre di dieci anni fa - è avvenuta dopo l'arresto e il ricovero al Pertini di Roma, ma è del pari vero che il geometra romano aveva precedenti per spaccio. E allora la droga fa male?

 

Dipende: dal caso Cucchi la droga è sparita. Il racconto era altro perché è aberrante che un arrestato venga pestato a morte. Non è accettabile che uomini in divisa che devono difendere la legge e portano le insegne della Repubblica si macchino di una così feroce violenza. Ma allora perché la droga e solo la droga emerge nel caso di Desirée? È inaccettabile che quattro immigrati africani uccidano una quasi bambina attirandola con gli stupefacenti e facciano scempio della sua adolescenza. Ma è un dejà vu.

 

PAMELA MASTROPIETRO

Pamela Mastropietro, la diciottenne romana drogata, violentata e ammazzata a Macerata il 31 gennaio 2018 e il cui corpo fu ritrovato fatto a pezzi in due trolley. Per il delitto sconta l' ergastolo Innocent Oseghale un nigeriano spacciatore anche lui arrivato da clandestino. Si sospetta che sia un esponente della mafia nigeriana, ma la Procura lo ha sempre smentito. Anche lo scempio di Pamela si è cercato di spiegarlo con la droga. Lei, si è detto in ambienti della sinistra, era una povera tossicodipendente. Pamela, Desirée sono morte perché la droga fa male. Anzi crea dipendenza. Perché dipende se serve al politicamente corretto.

desiree con i genitori

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