GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE - CHIUDE UNA FABBRICA IN MALESIA E MEZZO MONDO RESTA SENZA GUANTI PER GLI OPERATORI SANITARI - SI TRATTA DELLA “TOP GLOVE”, COSTRETTA A CHIUDERE I SUOI 28 IMPIANTI DOPO CHE MIGLIAIA DI LAVORATORI SONO STATI TROVATI POSITIVI AL COVID. IN REALTÀ, È GIÀ DA TEMPO CHE SONO STATE DENUNCIATE LE GRAVI CONDIZIONI DI LAVORO, CON MIGLIAIA DI MIGRANTI NEPALESI STIPATI IN CAPANNONI SPORCHI E ANGUSTI E TURNI DA 72 ORE SETTIMANALI…

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Valentina Arcovio Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

 

TOP GLOVE - MALESIA TOP GLOVE - MALESIA

Sos guanti. Dopo aver trascorso settimane o addirittura mesi, specialmente a inizio pandemia, alle prese con una grave carenza di mascherine, ora a mancare è un altro presidio di protezione individuale, essenziale per chi è coinvolto in prima linea nell' emergenza Covid-19. Si tratta dei guanti, strumento imprescindibile per il lavoro che viene svolto dagli operatori sanitari.

 

Nella Capitale, ad esempio, i medici di base ora arruolati per fare tamponi ne sono rimasti sprovvisti. Anche perché né il kit della Protezione civile, né quello della Regione Lazio, come denuncia la Fimmg (Federazione medici di medicina generale) li ha previsti nella propria fornitura. Ci sono i test antigenici, perfino le tute di biocontenimento, ma i guanti no.

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«E' inaccettabile che i nostri medici siano ancora costretti a operare senza dispositivi di protezione individuale, come appunto i guanti, fondamentali per la propria sicurezza e quella dei cittadini», commenta Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi.

E così anche i camici bianchi si mettono in coda nelle farmacie dove però il materiale è quasi introvabile. Solo a Roma, da Torre Maura a Testaccio, le rivendite ne sono completamente sprovviste.

 

«Il problema è serio», spiega Pier Luigi Bartoletti, segretario romano della Fimmg. «Comprarli come privati cittadini è diventata un' impresa, sarebbe stato sicuramente più facile acquistare un grosso lotto tramite un appalto pubblico che delegare l' operazione a ogni singolo medico», aggiunge. Diversi studi, in attesa dei guanti, hanno dovuto sospendere addirittura gli appuntamenti per i tamponi ai propri pazienti. La carenza di guanti, tuttavia, non riguarda solo il nostro paese, ma un po' tutto il mondo.

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La colpa è dei problemi di produzione all' estero. Principalmente in Malesia, dove la più grande fabbrica di guanti del globo, la «Top Glove», è stata costretta a chiudere i suoi 28 impianti dopo che migliaia di lavoratori sono stati trovati positivi al Covid. In realtà, è già da tempo che sono state denunciate le gravi condizioni di lavoro, con migliaia di migranti nepalesi stipati in capannoni sporchi e angusti e turni da 72 ore settimanali. Mesi fa gli Usa avevano bloccato le importazioni dalla Top Glove per le denunce di «lavoro forzato». E ora che i guanti sono diventati un presidio raro, inevitabilmente anche il loro costo è destinato a salire.

 

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