fabio fazio silvio berlusconi daniele luttazzi

FAI LA VITTIMA E INCASSA: IL METODO FABIO FAZIO – DANIELE LUTTAZZI, EPURATO DALLA RAI NEL 2002, SI CUCINA PER BENE IL PRESENTATORE: “IL GIORNO DOPO L’EDITTO BULGARO SI INFILO’ FRA LE VITTIME DELLA RAI BERLUSCONIANA (‘NON SONO GRADITO’). FIORELLO L’AVEVA INVITATO A ‘STASERA PAGO IO’, MA LA PARTECIPAZIONE ERA SALTATA. ALL’EPOCA FAZIO ERA FUORI DALLA RAI, ESSENDO ANDATO A CERCARE FORTUNA A LA7. E L’AVEVA TROVATA: IL SUO SHOW ERA STATO CANCELLATO A TRE GIORNI DALLA MESSA IN ONDA E LUI AVEVA INTASCATO 28 MILIARDI DI LIRE TRA PENALI E BUONUSCITE…” – VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Daniele Luttazzi per “il Fatto quotidiano”

 

fabio fazio 1

Com’era prevedibile, la dipartita di Fabiofazio dalla Rai è stata lamentata dalle prefiche pidine come le Coefore la morte di Agamennone: “Un nuovo editto bulgaro!”. Al che il de cuius ha umilmente dichiarato: “Nessun vittimismo e nessun martirologio: detesto entrambe le forme di autocommiserazione”. Implicando però che ne avesse motivo (ancora non si sapeva cos’era successo).

 

Che detesti il vittimismo, peraltro, fa sbellicare. Il giorno dopo l’editto bulgaro (il giorno dopo!) usò Repubblica per infilarsi fra le vittime della Rai berlusconiana: “Non sono gradito”. Occhiello: “Il conduttore attacca: ‘C’è stato un veto sul mio nome’”.

 

DANIELE LUTTAZZI

Fiorello l’aveva invitato a Stasera pago io (Rai1), ma la partecipazione era saltata. “Scelte tecniche”, spiegò Giampiero Solari, capo-autori del programma. “La nostra è stata una scelta libera e soltanto artistica. Non c’è alcuna connessione tra le parole di Berlusconi sulla Rai e l’esclusione di Fazio. La puntata era già definita, tutto qui”. Fabiofazio: “Probabilmente non sono una presenza gradita in questo momento. Avrei espresso la mia assoluta solidarietà a Biagi, Santoro e Luttazzi”.

 

fabio fazio

Fabiofazio era fuori dalla Rai, essendo andato a cercare fortuna a La7. E l’aveva trovata: il suo show era stato cancellato a tre giorni dalla messa in onda e lui aveva intascato 28 miliardi di lire tra penali e buonuscite. Pare che il programma costasse troppo. Ammazza, più di 28 miliardi di lire? Chi faceva gli stacchetti, i Rolling Stones? Saccà, direttore generale della Rai, gli diede dell’ingrato: “Fazio deve tanto a Mamma Rai. Anche grazie a noi è diventato famoso e molto ricco. Aveva 19 anni quando lo abbiamo lanciato a Pronto Raffaella?, e, a tappe forzate, quindici anni dopo, gli abbiamo consegnato il massimo, il Festival di Sanremo. E ora?”.

 

 

DANIELE LUTTAZZI

Repubblica: “Ora Fazio è furioso perché gli avete negato perfino una comparsata al programma di Fiorello”. Saccà: “La Rai avrebbe avuto tutto il diritto di chiudere la porta a Fabio. Voglio dire: non siamo mica il Grand Hotel, dove si entra e si esce a piacimento. Un giorno lui se ne è andato a La7, con tanto di messaggino di addio sul cellulare del presidente dell’epoca. E noi siamo rimasti in brache di tela” (Ops, la narrazione dei “40 anni in Rai” scricchiola).

 

[…]

 

All’epoca del programma abortito, Fabiofazio se n’era uscito con un’altra chiosa vittimistica, sempre su Repubblica: “C’è una curiosa coincidenza per cui il talk show è un genere che in Italia non si riesce a fare su nessuna rete” (Avevano appena chiuso Satyricon).

 

fabio fazio e silvio berlusconi

Nel 2003 portò quindi in Rai un programma basato sul meteo (Che tempo che fa); ma non funzionava, così l’anno dopo ne cambiò la formula, adottando quella di Satyricon, che tanto non c’era più; e poté continuare, beato lui, per 20 anni, ricevendo pure l’encomio di un ospite eccellente, Berlusconi: “Complimenti per la trasmissione. Le auguro di restare in video per qualche decennio ancora” (La volta prima, al suo elogio di Dell’Utri, Fabiofazio non aveva fiatato). E siccome Salvini lo stava criticando (ma era stata la Rai presieduta da Foa, con Salvini al governo, a rinnovargli il contratto), Fabiofazio, che detesta i vittimismi, replicò: “Insomma, ho qualche dubbio, ma comunque grazie infinite”.

daniele luttazziberlusconi fabio faziofabio fazio morandi berlusconiDaniele luttazzi

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…