sparatoria a trieste

FAR WEST TRIESTE - UN REGOLAMENTO DI CONTI TRA KOSOVARI E ALBANESI HA TRASFORMATO LE STRADE DELLA CITTÀ IN UN SET DA FILM: SPRANGHE, SEDIE E SGABELLI CHE VOLANO, MAZZE DI LEGNO, GRIDA, URLA, VETRI ROTTI, COLPI DI PISTOLA E SANGUE – ALLA FINE DELLA GUERRIGLIA SCAPPANO TUTTI E RIMANGONO A TERRA I FERITI – DUE LE PERSONE ARRESTATE: ALLO STATO L'IPOTESI DI REATO È TENTATO OMICIDIO CON L'USO DI ARMI DA FUOCO…

Serenella Bettin per "www.ilgiornale.it"

 

sparatoria a trieste 1

Un regolamento di conti tra kosovari e albanesi e Trieste diventa il Far West. Crocevia di tanti clandestini che entrano percorrendo la rotta balcanica. Sono all'incirca le otto di ieri mattina quando al termine di una lite nel pieno centro della città, in via Carducci, avviene una sparatoria.

 

Un parapiglia immenso, spranghe, sedie e sgabelli che volano, mazze di legno, grida, urla, vetri rotti, sangue. Fin quando qualcuno estrae delle pistole e inizia a sparare. La gente e i passanti terrorizzati iniziano a correre, si rifugiano dove possono. Qualcuno in coda dal panettiere si rintana dentro un laboratorio. Fuori si sentono le grida della gente e i colpi di arma da fuoco. Prima uno, poi un altro e un altro ancora. Sei, sette, otto, una decina in tutto. In giro c'è anche qualcuno con una spranga di ferro in mano.

 

sparatoria a trieste 3

Alla fine della guerriglia, scappano tutti e i feriti rimangono a terra. Sette le persone ferite che vengono trasportate d'urgenza negli ospedali di Trieste e Monfalcone. Quattro in codice rosso, uno in giallo. Ieri pomeriggio due risultavano gravi. Dei sette, tre hanno ferite da arma da fuoco e segni in testa causati da sprangate.

 

Immediatamente viene attivato il protocollo delle maxi emergenze del 118 con invio dell'automedica, cinque ambulanze dell'azienda sanitaria, una della Croce rossa; poi medici, infermieri, operatori, poliziotti, carabinieri, vigili. Due persone vengono fermate al Lisert di Monfalcone (Gorizia), una arrestata a Trieste. La loro posizione è al vaglio delle forze dell'ordine.

 

sparatoria a trieste 2

Le due bande, una quindicina di soggetti in tutto, prima si sono prima affrontati davanti a un bar e poi l'epilogo a suon di pistole. «Ho sentito gli spari da casa racconta al Giornale Andro Merkù di Radio Monte Carlo che abita a cento metri dal luogo della sparatoria e sono subito uscito. La polizia è arrivata immediatamente. Un regolamento di conti a Trieste così non si era mai visto. Una mia amica che ha un bar lì accanto non è riuscita ad aprire, le tremavano le gambe, era scioccata. Fortuna è che non abbiano colpito altre persone, drammatico tutto questo in pieno giorno nella via principale di Trieste».

 

Pare che alla base ci sia il controllo dell'edilizia. A scatenare la lite forse alcuni motivi di lavoro nei cantieri edili. La questura di Trieste sta lavorando per tentare di ricostruire la dinamica dei fatti, ascoltando più testimoni possibili. Le procure di Trieste e Gorizia stabiliranno la competenza a procedere al fermo e alla successiva convalida prima che l'intera inchiesta passi a Trieste dove si è verificato il fatto.

sparatoria a trieste 5

 

Allo stato l'ipotesi di reato è tentato omicidio con l'uso di armi da fuoco. Al vaglio ci sono anche le immagini prodotte dalle telecamere di videosorveglianza della zona. A intervenire il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Servono misure draconiane per reprimere senza indugi ogni fenomeno di delinquenza che macchia l'immagine della nostra comunità, ponendo in serio pericolo l'incolumità dei cittadini.

 

Oltre alla dura repressione è necessario intensificare i controlli in quegli esercizi pubblici, spesso gestiti da stranieri, che rappresentano un punto di ritrovo per soggetti pericolosi. Auspico che le risposte delle autorità competenti siano immediate e decise, perché un episodio di tale gravità non può rimanere privo di conseguenze».

sparatoria a trieste 4

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