code per il cibo negli usa-21

LA FILA DEI DISPERATI – NEGLI USA SI MOLTIPLICANO LE PERSONE IN CODA DAVANTI AI BANCHI ALIMENTARI E AGLI UFFICI PER RICHIEDERE L’ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE: OLTRE AI SENZATETTO CI SONO PERSONE CHE FINO A POCHI GIORNI FA AVEVANO UNO STIPENDIO, MA CHE ADESSO CON IL LOCKDOWN SI RITROVANO SENZA SOLDI PER CAMPARE – E ORA IL TIMORE È CHE QUESTE LUNGHE CODE POSSANO FAVORIRE IL CONTAGIO… - VIDEO

 

DAGONEWS

 

code per il cibo negli usa 20

La fotografia della crisi sociale in cui ci sta catapultando il coronavirus arriva dagli Stati Uniti: nell’ultimo periodo si stanno allungando a vista d’occhio le lunghe file davanti ai banchi alimentari e davanti agli uffici nei quali si richiede l’assegno di disoccupazione.

 

Disperati che si mettono in coda per ricevere un sostegno e che secondo gli esperti sono i primi non solo a essere messi in ginocchio dalla crisi, ma che rischiano il contagio proprio mentre attendono i vivere per tirare avanti.

code per il cibo negli usa 18

 

«È preoccupante - ha detto al New York Times Carl Bergstrom, biologo dell'Università di Washington che studia pandemie – Si creano opportunità inutili per la trasmissione».

Quasi 17 milioni di americani hanno presentato domanda di disoccupazione la scorsa settimana: il tasso di disoccupazione è al 14,7 per cento, un livello che non si raggiungeva dal 1940.

code per il cibo negli usa 19

 

L'IRS ha iniziato a erogare i 1200 dollari questo fine settimana a sostegno delle persone in difficoltà, ma quella cifra rischia di non bastare per mettere a tavola un piatto se la pandemia dovesse continuare. Nel frattempo le organizzazioni di volontariato cercano di tenere il passo con la crescente richiesta di cibo e beni di prima necessità.

code per il cibo negli usa 6

Lunedì, centinaia di persone hanno sfidato il maltempo per avere un pasto gratuito presso la Bowery Mission di Manhattan: tra di loro non c’erano solamente senzatetto, ma persone che hanno perso il lavoro e si ritrovano senza soldi per andare avanti. Domenica i volontari hanno distribuito 60mila pasti.

 

famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 10

Giovedì scorso, circa 10.000 famiglie si sono messe in fila con le loro auto per ore in occasione di un imponente evento di distribuzione della San Antonio Food Bank (SAFB). «Siamo rimasti stupefatti e sopraffatti dalla necessità della comunità - ha detto Eric Cooper, presidente e CEO della SAFB – Generalmente diamo cibo a 60.000 persone a settimana. Ora ci sono 120mila persone che ci chiedono aiuto e la richiesta è destinata a salire». Tra coloro che hanno richiesto aiuto ci sono anche autisti Uber e camerieri che oggi si ritrovano senza lavoro.

code per il cibo negli usa 1

 

Code simili a quelle di San Antonio ci sono verificate davanti alle banche alimentari di diverse città americane.

 

code per il cibo negli usa 7code per il cibo negli usa 13famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 9famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 1famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 2code per il cibo negli usa 12code per il cibo negli usa 10code per il cibo negli usa 16code per il cibo negli usa 14code per il cibo negli usa 17code per il cibo negli usa 9code per il cibo negli usa 8code per il cibo negli usa 3code per il cibo negli usa 2code per il cibo negli usa 5code per il cibo negli usa 4

 

famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 3famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 7famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 6famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 4famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 5famiglie in coda per la distriubuzione di cibo a san antonio 8code per il cibo negli usa 11code per il cibo negli usa 15

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)