FINALMENTE ARMI IN ARRIVO DALLO ZIO SAM PER ZELENSKY! LA SVOLTA CHE PUÒ APPARECCHIARE UNA TREGUA (CON LA MANINA DELLA CIA) – DOPO MESI DI STALLO, LA CAMERA USA APPROVA IL PACCHETTO CHE PREVEDE 61 MILIARDI DI AIUTI PER L’UCRAINA (E 26 PER ISRAELE) – L'INVIO A KIEV DELLE PRIME FORNITURE MILITARI ENTRO LA PROSSIMA SETTIMANA. MOLTE SONO GIA’ IN POLONIA – UNA SCONFITTA PER I TRUMPIANI, CHE AVEVANO FATTO SOTRUZIONISMO, UNA VITTORIA PER LA CASA BIANCA, CHE HA BISOGNO DI FERMARE LA GUERRA PRIMA DEL VOTO – LO SCENARIO A CUI STANNO LAVORANDO I SERVIZI AMERICANI: ORA PUTIN IMPORRÀ DI FARE UN PASSO INDIETRO E… –  IL DAGOREPORT

-

Condividi questo articolo


ARTICOLI CORRELATI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

VOLODYMYR ZELENSKY JOE BIDEN - VIGNETTA BY OSHO VOLODYMYR ZELENSKY JOE BIDEN - VIGNETTA BY OSHO

Il via libera della Camera è arrivato dopo mesi di attesa. Con 311 «sì» e 112 «no», i deputati statunitensi hanno approvato quattro progetti di legge che rappresentano complessivamente 95 miliardi dollari di finanziamenti. Sul tavolo, 61 miliardi per l’Ucraina. Ma anche 26 per Israele, di cui 9 in assistenza umanitaria per i civili, Gaza compresa, e 8 per gli alleati nella regione dell’Indo-Pacifico, a cominciare da Taiwan.

 

[…] «Sono grato, il disegno di legge impedirà alla guerra di espandersi, salverà migliaia e migliaia di vite», ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (per il Cremlino invece «causeranno ancora più morti»). L’arrivo delle prime nuove forniture militari è atteso già entro la prossima settimana, previo voto al Senato martedì e firma del presidente Joe Biden, passaggi considerati a questo punto in cassaforte.

 

volodymyr zelensky joe biden incontro alla casa bianca 2 volodymyr zelensky joe biden incontro alla casa bianca 2

Un successo per la Casa Bianca. «Si tratta di un messaggio chiaro sulla potenza della leadership americana», ha commentato Biden. Da non dimenticare però come la battaglia per il voto abbia richiesto mesi di lavoro e di compromessi che alla fine hanno visto lo speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson, rischiare il proprio incarico optando per il sostegno dei democratici mentre l’ala destra del suo stesso partito lo ostacolava in tutti i modi.

 

Il Pentagono sta già preparando il primo lotto, che comprende munizioni di artiglieria (a partire da quelle da 155 mm) e mezzi di difesa aerea come i Patriot, quelli di cui Kiev ha disperatamente bisogno per difendersi dalla crescente offensiva russa. Secondo un funzionario occidentale sentito dal Financial Times, una parte significativa delle armi sono già immagazzinate appena oltre il confine ucraino a Rzeszów, in Polonia, pronte a partire.

 

mike johnson 9 mike johnson 9

Ad accorciare i tempi di consegna, un altro dato: parte degli armamenti si trova negli arsenali americani in Europa. Oltre un terzo dei fondi (23,2 miliardi) resterà negli Stati Uniti, per riapprovvigionare i magazzini Usa, in parte svuotati proprio per fornire assistenza all’Ucraina.

 

Il resto degli aiuti sarà distribuito in due direzioni: 13,8 miliardi di dollari saranno destinati all’acquisto di sistemi d’arma avanzati, prodotti e servizi per la difesa dell’Ucraina, 11,3 miliardi invece per le operazioni militari statunitensi in Europa. Il disegno di legge prevede anche un aiuto finanziario diretto al bilancio ucraino pari a 7,85 miliardi ma sotto forma di prestito che potrà essere cancellato dal presidente, dopo le elezioni del 5 novembre, una concessione a Trump. […]

putin biden putin biden JOE BIDEN E VOLODYMYR ZELENSKY AL VERTICE NATO DI VILNIUS JOE BIDEN E VOLODYMYR ZELENSKY AL VERTICE NATO DI VILNIUS

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

GIORGIA MELONI È NERVOSA: GLI OCCHI DEL MONDO SONO PUNTATI SU DI LEI PER IL G7 A BORGO EGNAZIA. SUL TAVOLO DOSSIER SCOTTANTI, A PARTIRE DALL’UTILIZZO DEGLI ASSET RUSSI CONGELATI PER FINANZIARE L’UCRAINA - MINA VAGANTE PAPA FRANCESCO, ORMAI A BRIGLIE SCIOLTE – DOPO IL G7, CENA INFORMALE A BRUXELLES TRA I LEADER PER LE EURONOMINE: LA DUCETTA ARRIVA DA UNA POSIZIONE DI FORZA, MA UNA PARTE DEL PPE NON VUOLE IL SUO INGRESSO IN  MAGGIORANZA - LA SPACCATURA TRA I POPOLARI TEDESCHI: C'È CHI GUARDA A DESTRA (WEBER-MERZ) E CHI INORRIDISCE ALL'IDEA (IL BAVARESE MARKUS SODER) - IL PD SOGNA UN SOCIALISTA ITALIANO ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO EUROPEO: LETTA O GENTILONI? - CAOS IN FRANCIA: MACRON IN GUERRA CON LE PEN MA I GOLLISTI FLIRTANO CON LA VALCHIRIA MARINE

DAGOREPORT - NON HA VINTO FRATELLI D’ITALIA, HA STRAVINTO LA MELONA. LA CAMPAGNA ELETTORALE L’HA FATTA SOLO LEI, COL SUO PIGLIO COATTO E COL SUO MODO KITSCH DI APPARIRE TRA BANCHI DI CILIEGIE E CORRENDO CON I BERSAGLIERI. UNA NARRAZIONE RINFORZATA DALLO SVENTOLIO DEL TRICOLORE NEL MONDO: AHO', CON GIORGIA LA ''NAZIONE'' (NON IL PAESE) CONTA - CHI DICE CHE ELLY SCHLEIN HA VINTO, SPARA UNA CAZZATA. GLI ELETTI DEM SONO IN GRAN PARTE RIFORMISTI, LONTANI DALLE SUPERCAZZOLE DELLA MULTIGENDER CON TRE PASSAPORTI - SEPPELLITO RDC, A BAGNOMARIA IL SUPERBONUS, IL PAVONE CONTE E' STATO SPENNATO. I GRILLINI NON SI IDENTIFICANO NEI CONTIANI IN SALSA CASALINO E/O IN MODALITÀ TRAVAGLIO - LA SORPRESA AVS NON VA ACCREDITATA UNICAMENTE ALLA SALIS: IL BUM È AVVENUTO GRAZIE A UNA TRASMIGRAZIONE DI VOTI DA ELETTORI 5STELLE CHE NON SE LA SENTIVANO DI VOTARE PD - SALVINI: L’UNICO FATTORE CHE PUÒ MANTENERE IN PIEDI LA SUA LEADERSHIP È L’AUTONOMIA - DA QUI AL 2027, LA DUCETTA AVRÀ TRE GATTE DA PELARE: PREMIERATO, AUTONOMIA E GIUSTIZIA. MA IL VERO ICEBERG DELLA NAVIGAZIONE DEL GOVERNO DUCIONI SARANNO L’ECONOMIA E IL PATTO DI STABILITÀ

LA MELONI È PRONTA A SOSTENERE URSULA AL CONSIGLIO EUROPEO E PROVA A CONVINCERE ORBAN A FARE LO STESSO: È LA SUA MIGLIORE CHANCE PER CONTARE QUALCOSA – DOPO LE EUROPEE, AL G7 LA SORA GIORGIA SARÀ MESSA ALL’ANGOLO DAGLI AVVELENATI MACRON E SCHOLZ, CHE FORZERANNO SULL’USO DEGLI ASSET RUSSI PER L’UCRAINA – SOCIALISTI MALE MA NON MALISSIMO – IL CROLLO DI SCHOLZ CAUSATO DALL’ECONOMIA TEDESCA E LA STRATEGIA KAMIKAZE DI MACRON CHE HA DECISO DI PORTARE LA FRANCIA AL VOTO ANTICIPATO PER...

FLASH – COME HA PRESO GIAMPAOLO ROSSI LE DICHIARAZIONI PUBBLICHE DI ROBERTO SERGIO, CHE HA RIVELATO L’ESISTENZA DI UN “PATTO” PER DIVENTARE DIRETTORE GENERALE? MALISSIMO! L’AD IN PECTORE, IN QUOTA COLLE OPPIO, È INFURIATO PER LO STRAPPO POCO ISTITUZIONALE. MA IN RAI SONO TUTTI STRANITI PER LA SPARATA, DIRIGENTI, DIRETTORI E MEMBRI DEL CDA, A PARTIRE DALLA PRESIDENTE MARINELLA SOLDI. E AL MEF NON HANNO PRESO AFFATTO BENE IL FATTO CHE SERGIO SI SIA SOSTITUITO A LORO NEL CAMPO DELLE NOMINE – SECONDO PUNTO: QUANDO SERGIO DICE CHE SERENA BORTONE ANDAVA LICENZIATA, PERCHÉ NON L’HA FATTO? EPPURE DA AD, AVEVA L’AUTORITÀ E IL POTERE SUFFICIENTE PER MANDARE A CASA LA CONDUTTRICE “ANTIFASCISTA”