jonathan safran foer

FOER COME UN BALCONE – MA NON ERA MEGLIO QUANDO SCRIVEVA ROMANZI? JONATHAN SAFRAN FOER COME UNA GRETINA QUALSIASI TORNA CON UN NUOVO LIBRO CHE È UN PISTOLOTTO AMBIENTALISTA DOVE CI SPIEGA COSA DOBBIAMO FARE PER SALVARE IL PIANETA: AVERE UN’ALIMENTAZIONE A BASE VEGETALE, EVITARE DI VIAGGIARE IN AEREO, VIVERE SENZA MACCHINA E FARE MENO FIGLI. QUINDI LA SOLUZIONE È L’ESTINZIONE?

1 – TUTTI A DIETA MEGLIO VEGETARIANI CHE MORTI

Telmo Pievani per “la Lettura - Corriere della Sera”

 

jonathan safran foer

Ogni giorno ci raccontano brutte storie. Siberia e Amazzonia bruciano, il Mediterraneo diventa un mare tropicale, insetti nocivi infestano i giardini. Siamo consapevoli che incombe una minaccia generale, ma quelle brutte storie sono troppo diverse fra loro. Sono storie grandi, lente e spesso lontane, storie dove non c' è il buono che all' ultimo sbaraglia i cattivi. Il riscaldamento climatico non ha il potere del racconto. Parte da qui, Jonathan Safran Foer, nella sua avvincente perorazione sulla nostra incapacità di credere al collasso del pianeta, Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda).

 

jonathan safran foer possiamo salvare il mondo, prima di cena

La casa è in fiamme, ma non abbiamo ancora compreso davvero che è la nostra casa a essere in fiamme. Sappiamo di essere in guerra, ma non sentiamo il rumore della battaglia. Come scrive anche Amitav Ghosh, la crisi ambientale è una crisi di immaginazione. Persino definirla «ambientale» significa catalogarla come qualcosa di esterno. E invece l' ambiente siamo noi, il clima siamo noi. Ma se tutto è clima, allora niente è clima.

 

la mappa del monossido di carbonio dei roghi 2

Pensiamo che gli scienziati stiano dicendo la verità, ma i loro ammonimenti non ci allarmano sul serio. Safran Foer è ferocemente autocritico e si include nel novero dei colpevoli di questa apatia. Con durezza aggiunge che chi sa ma non riesce a credere, e si mette il cuore in pace sostenendo qualche campagna ambientalista, non è moralmente migliore dei negazionisti che per interesse rifiutano le evidenze. La dicotomia che conta ormai non è quella tra chi accetta la scienza e chi non l' accetta, ma tra chi agisce e chi non agisce.

proteste contro il cambiamento climatico

 

Che fare, dunque? La guerra, suggerisce l' autore di Ogni cosa è illuminata , si vincerà sul fronte interno. Inutile attendere che arrivino le motivazioni sentimentali giuste. Adesso servono incentivi affinché scaturisca un' ondata di azione collettiva, una «grande ola» planetaria che coinvolga tutti i settori e non soltanto i combustibili fossili. Safran Foer concentra i suoi strali, con ottime ragioni e un profluvio di dati, sugli allevamenti intensivi di animali, suo obiettivo polemico già nel reportage Se niente importa .

jonathan safran foer 3

 

Come confermato da «Nature» nell' ottobre 2018, gli allevamenti industriali sono una della cause principali del cambiamento climatico: emettono due potenti gas serra (metano e protossido di azoto) e divorano terre coltivabili, acqua potabile, antibiotici. L' 80% della deforestazione viene dagli allevamenti. Il pianeta è diventato, più che una fabbrica, un' immensa fattoria. Ne discende, per Safran Foer, un regola semplice: niente prodotti di origine animale prima di cena (e se proprio, passare agli hamburger vegetali).

 

bistecca alla fiorentina

A cominciare da lui, che confessa di amare carne e latticini. Non invoca sacrifici drastici, ma un contagio dal basso che modifichi le abitudini alimentari della parte più ricca del mondo. Salvare il pianeta (e il futuro dei nostri figli) cominciando a colazione. Se un centinaio di aziende sono responsabili della maggioranza di emissioni di gas serra, non per questo le azioni individuali sono insignificanti, poiché quelle aziende lo fanno a nome nostro, visto che noi compriamo e consumiamo i loro prodotti. Lo scrittore mostra poi come, a conti ben fatti, un' alimentazione prevalentemente vegetale non sia affatto una scelta d' élite.

greta thunberg 9

 

Capitoli brevi e incisivi sono incastonati dentro un' argomentazione stringente - narrazioni familiari, lampi aforistici e dialoghi interiori - ottenendo proprio l' effetto che le storie sul clima non hanno: essere emozionanti ed efficaci. Nel mezzo, una carrellata di statistiche sull' impatto degli allevamenti industriali, numeri poi discussi nell' appendice e nel ponderoso apparato di note e riferimenti bibliografici. Alla fine, il nesso tra alimentazione e ambiente è lampante. Ci piace pensare che un bel giorno un genio inventerà una tecnologia miracolosa che cambierà il mondo senza costringerci a cambiare le nostre vite, ma è un' illusione. Se non vogliamo che i cambiamenti climatici vadano fuori controllo, a qualcosa dovremo rinunciare. Le coscienze sono difficili da smuovere, ma alla fine di questa lettura si resta inquieti, ed è il meglio che un libro possa fare.

 

2 – TI IMPORTA DEL PIANETA O FAI FINTA?

jonathan safran foer 2

Jonathan Safran Foer per “la Repubblica”*

Traduzione di Irene Abigail Piccinini

 

Chi nega i cambiamenti climatici rifiuta le conclusioni raggiunte dal 97 percento degli scienziati che si occupano di clima: il pianeta si sta riscaldando a causa delle attività umane. E noi, che invece dichiariamo di accettare la realtà dei cambiamenti climatici provocati dall' uomo? Magari non pensiamo che gli scienziati raccontino bugie, ma siamo in grado di credere a quello che ci dicono? Credere dovrebbe immancabilmente far sorgere in noi l' urgente imperativo etico che ne consegue, smuovere la nostra coscienza collettiva e renderci pronti a compiere piccoli sacrifici nel presente per evitare sacrifici epocali in futuro.

hamburger

 

Accettare la verità sul piano intellettuale non ha niente di virtuoso in sé e per sé. E non ci salverà. Da bambino mi dicevano spesso: «Sai che non si fa», quando facevo qualcosa che non avrei dovuto fare. E quel sapere faceva la differenza tra un errore e una colpa. Esattamente come sappiamo che il pianeta si sta riscaldando a causa delle attività umane, sappiamo come cambiare le nostre attività per fermare il riscaldamento globale. Il metodo per prevenire il nostro suicidio collettivo non è un mistero né un segreto né è un punto di controversia scientifica.

beyond meat 2

Servono cambiamenti strutturali.

 

Serve una transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili a livello globale. Serve imporre qualcosa di simile a una carbon tax, i ntrodurre l' obbligo di indicare sulle etichette l' impatto ambientale dei prodotti, sostituire la plastica con soluzioni sostenibili, costruire città a misura di pedone. Serve affrontare in modo etico il rapporto tra l' Occidente e il Sud del mondo.

 

jonathan safran foerbistecca

Potrebbe persino servire una rivoluzione politica. Questi cambiamenti esigono passaggi che gli individui non sono in grado di attuare da soli. Ma a parte il fatto che le rivoluzioni collettive sono fatte dagli individui, guidate da individui e rafforzate da migliaia di rivoluzioni individuali, non avremo nessuna possibilità di salvare il pianeta se gli individui non prenderanno l' individualissima decisione di vivere in modo diverso. Va benissimo riciclare, va benissimo piantare alberi, va benissimo evitare sprechi.

beyond meat 1

 

Ma esistono quattro cose che hanno un impatto maggiore delle altre e senza le quali non abbiamo speranza di salvare il pianeta: avere un' alimentazione a base vegetale, evitare di viaggiare in aereo, vivere senza macchina e fare meno figli. Di queste, quella più pressante e urgente (perché contribuisce maggiormente alla produzione di metano e protossido di azoto, i due gas serra più nocivi) è anche la più facile da mettere in pratica: ridurre il consumo di prodotti animali, in particolare di carne bovina e formaggi.

 

jonathan safran foer 4

Quindi dovremmo reagire diventando tutti vegani? No. (Io non sono vegano.) Il modo migliore per sottrarsi a una scelta impegnativa è far finta che le opzioni siano solo due. Tra l' essere vegani o carnivori smodati esistono molte opzioni alimentari che, anche se magari non possiedono un nome e una definizione precisi, sono al tempo stesso possibili per la maggior parte delle persone e necessarie per salvare il nostro pianeta.

 

ocean hugger foods sushi fatto col pomodoro 1

La valutazione più completa sull' impatto ambientale dell' industria dell' allevamento è stata pubblicata su Nature nell' ottobre 2018. Dopo avere analizzato i sistemi di produzione alimentare di tutti i paesi del mondo, gli autori giungono alla conclusione che mentre la popolazione denutrita che vive in povertà potrebbe in realtà mangiare una quantità leggermente maggiore di carne e latticini, il cittadino medio mondiale dovrebbe passare a un' alimentazione a base vegetale per prevenire danni ambientali catastrofici e irreversibili. Il cittadino medio americano e britannico dovrebbe tagliare i consumi di carne bovina del 90 percento e di latticini del 60 percento. Lo stesso vale grossomodo per gli europei continentali.

 

SAFRAN FOER 5ocean hugger foods sushi fatto col pomodoro

È probabile che suonerà come una grande scocciatura per quasi tutti i lettori. Cambiare il nostro modo di mangiare è semplice rispetto alla conversione della rete energetica mondiale o all' introduzione di una carbon tax nonostante il parere contrario di lobby molto influenti o alla ratifica di un importante trattato internazionale sulle emissioni di gas serra - ma non è semplice.

finless food 1

Però la nostra situazione è questa. È inequivocabile e urgente.

 

chi sopravvivera al cambiamento climatico 4

GRETA THUNBERG IN TRENO CON IL SUO PRANZO PER NIENTE ECO-FRIENDLY

I cambiamenti climatici non sono una malattia che può essere gestita, come il diabete; sono come un tumore maligno che deve essere rimosso prima che la moltiplicazione delle cellule cancerogene risulti fatale Non basta essere seri su quanto ci dice la scienza dei cambiamenti climatici; dobbiamo essere seri nelle nostre reazioni. E prendersela con i cattivi non è un' azione che vale di più che sfilare alle manifestazioni con i buoni o inoltrare agli amici le ultime ricerche o pontificare alle cene riempiendosi la bocca con tutte le parole giuste mentre ci si riempie lo stomaco con tutti i cibi sbagliati.

 

«Dobbiamo fare qualcosa». È la frase che sembra essere sulla bocca di tutti, lo slogan ufficioso del momento. Eppure quasi nessuno fa niente, a parte ripetere che bisogna fare qualcosa - come se lamentarsi dell' inazione dei nostri leader sia di per sé un' azione.

 

finless food 2vivi il cambiamento climatico

Non possiamo salvare le barriere coralline. Non possiamo salvare l' Amazzonia. È improbabile che riusciremo a salvare le città costiere. L' entità delle perdite irreparabili è tale da darci quasi la sensazione che qualunque ulteriore sforzo sia inutile. Ma solo quasi. Milioni di persone - forse decine o centinaia di milioni - moriranno a causa dei cambiamenti climatici, e il loro numero conta.

SAFRAN FOER

Centinaia di milioni di persone, forse miliardi, diventeranno rifugiati climatici. Il numero dei rifugiati conta. Conta quanti giorni all' anno i bambini avranno la possibilità di giocare all' aperto, quanto cibo e quanta acqua ci sarà, di quanti anni sarà l' aspettativa di vita media.

migranti climatici 7

Questi numeri contano, perché non sono solo numeri - ciascuno corrisponde a un individuo, con una famiglia, con manie e fobie, allergie e cibi preferiti, sogni ricorrenti e una canzone fissa nella testa, impronte digitali uniche e una particolare risata.

 

migranti

GRETA THUNBERG CON BOTTIGLIA DI PLASTICA NELLO YACHT DI PIERRE CASIRAGHI

Noi sappiamo quello che dobbiamo fare. Dobbiamo mangiare meno prodotti di origine animale, prendere meno l' aereo, usare meno la macchina, fare meno figli. Forse davvero le nostre menti e i nostri cuori sono fatti in un modo che non ci permette di accettare quello che sappiamo essere vero. Forse è il momento di smettere di fare soltanto finta che ci importi. Ciascuno di noi prenderà la propria decisione. La somma di queste decisioni sarà il nostro futuro.

il tweet di greta thunberg in arrivo a new yorkgreta thunberg familygreta thunberg sulla barca di pierre casiraghi 1GRETA THUNBERG SULLA BARCA DI PIERRE CASIRAGHIboris herrmann e thomas ruyantgreta thunberg sulla barca di pierre casiraghi

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