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TRA FRANCIA E REGNO UNITO SCOPPIA LA GUERRA DELLA QUARANTENA - LONDRA VENERDì SERA HA CONFERMATO I 10 GIORNI DI ISOLAMENTO PER CHI RIENTRA DALLA FRANCIA, PARIGI HA RISPOSTO IMPONENDO UN TAMPONE NEGATIVO NELLE PRECEDENTI 48 ORE (INVECE CHE 24) PER CHI SI PRESENTA LI' DALL'INGHILTERRA - A PREOCCUPARE BORIS JOHNSON E' LA VARIANTE BETA, MENO CONTAGIOSA MA PIU' RESISTENTE AL VACCINO...

Luigi Ippolito per il Corriere.it

 

Boris Johnson Brexit

È una guerra della quarantena quella che è scoppiata fra Gran Bretagna e Francia: Londra venerdì sera ha dato un giro di vite alle norme per chi rientra dal di là della Manica e ieri Parigi ha subito risposto imponendo un tampone nelle precedenti 24 ore, invece che 48, per chi si presenta lì dal Regno Unito.

 

Ma la mossa del governo di Boris Johnson ha seminato panico e caos soprattutto fra centinaia di migliaia di cittadini britannici. La Francia è già sulla lista arancione nel sistema a semaforo che regolamenta i viaggi all’estero: questo vuol dire che chi rientra deve fare 10 giorni di quarantena e sottoporsi a un doppio, costoso tampone.

 

emmanuel macron 2

Ma da domani chi rientra dai Paesi di questa lista (che comprende anche l’Italia) sarà esentato dalla quarantena se può dimostrare di aver ricevuto la doppia dose di vaccino: venerdì sera però è planata l’eccezione francese, che mantiene la quarantena per tutti, indipendentemente dalle vaccinazioni.

 

La ragione sta nella variante Beta, ossia quella Sudafricana, che ormai ammonta al dieci per cento dei nuovi contagi in Francia: una variante che non è particolarmente contagiosa, soprattutto rispetto alla Delta, che è quella dominante in Gran Bretagna, ma che sembra essere più resistente ai vaccini, in particolare ad AstraZeneca.

 

TEST VARIANTI COVID

In Gran Bretagna ci sono stati finora solo un migliaio di contagi dovuti alla variante Beta e le autorità vogliono evitare che si diffonda: perché per il resto, il livello di infezioni in Francia è molto più basso che in Gran Bretagna, con solo 27 mila nuovi casi rispetto a 244 mila nella scorsa settimana.

 

Addirittura, il governo di Londra aveva considerato di piazzare la Francia sulla lista rossa, che implica una quarantena in hotel a proprie spese: ma poi ha desistito perché la mossa avrebbe probabilmente provocato una crisi diplomatica. Tuttavia anche la decisione di venerdì sera arriva in un clima non proprio sereno nei rapporti con Parigi, già guastati dalla guerra dei pescherecci nelle acque della Manica e dall’arrivo dei profughi che solcano le acque del Canale.

 

TEST VARIANTI COVID

Ma sono in primo luogo in turisti britannici a dover ingoiare un boccone amaro. Solo in questo weekend era previsto che mezzo milione di persone si spostasse dalla Gran Bretagna alla Francia, in coincidenza con l’avvio delle vacanze scolastiche. Nel 2019, prima della pandemia, erano stati 9 milioni i visitatori britannici in Francia, che resta la seconda destinazione più popolare, dopo la Spagna, per i possessori di seconde case.

 

CONTROLLI DI SICUREZZA IN AEROPORTO

Domani è anche il giorno che segna la fine di tutte le restrizioni in Gran Bretagna: ma, ironia della sorte, ieri proprio il ministro della Sanità, Sajid Javid, è risultato contagiato. Il ministro, per di più è completamente vaccinato, ma ha rivelato di accusare «lievi sintoni»: lui ha ricevuto le due dosi di AstraZeneca, che risulta efficace contro la malattia sintomatica solo al 60% (mentre la protezione contro l’ospedalizzazione e il decesso resta oltre il 90%).

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