truffa casello

I FURBETTI DEL CASELLO – CELLULE OSCURATE E BIGLIETTI FALSATI: COSI’ RUBAVANO I PEDAGGI ALLA “BARRIERA OVEST” DI MILANO. UNA TRUFFA DA 200 MILA EURO. IN 7 VENGONO LICENZIATI - ALCUNI DEGLI INDAGATI RESPINGONO LE ACCUSE PERCHÉ GIURANO CHE, ALL'ORA DELLE CONTESTAZIONI, ERANO O NON IN SERVIZIO O SOSTITUITI DA COLLEGHI. ALTRI, SOSTENGONO INVECE CHE CI SAREBBE UN EQUIVOCO...

Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

truffa casello

All' ennesimo indice di anomalie contabili nei pedaggi alla barriera di Milano Ovest dell' autostrada A7, la concessionaria «Milano Serravalle-Milano Tangenziali spa» ha ingaggiato la società «Axerta Investigation Consulting» che ha spedito delle auto «civetta» a passare il casello di Assago. E a raccogliere così almeno sei prove dei meccanismi che invece sarebbero stati adoperati 1.917 volte da un casellante, 2.704 volte da un altro, e da 7 a 51 volte da altri cinque loro colleghi, per gabellare la concessionaria autostradale e indebitamente appropriarsi di quasi 200.000 euro di pedaggi pagati dagli automobilisti ma non riversati nelle casse societarie tra marzo e dicembre del 2018.

 

Come sarebbero riusciti a farlo i sette casellanti? Escogitando tre ingegnosi tipi di trucco. Uno consisteva nell' oscurare con un ostacolo fisico le cellule ottiche delle barriere, che a quel punto non potevano più rilevare il transito dei successivi veicoli e richiedevano perciò la gestione manuale dell' operatore, il quale incassava il pedaggio in contanti ma poi non lo registrava nel sistema.

 

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Altro modo era sconnettere una delle due testine di connessione della convalidatrice del biglietto, in modo che risultasse non obliterato e potesse perciò essere riutilizzato: quando arrivava un veicolo che doveva pagare una tratta lunga, il casellante incassava dall' autista il corrispondente importo esatto, ma nel sistema riutilizzava un biglietto (di quelli appunto in realtà già «usati») abbinato a una tratta breve in uscita a Milano Assago, e così tratteneva per sé la differenza ad esempio tra un ingresso a Taranto Nord (184 euro) e un ingresso a Binasco (1,40 euro).

 

L' ultimo escamotage era quello di spegnere artificiosamente il display, far posizionare un poco più avanti l' automobilista, e così impedirgli di accorgersi che, mentre stava pagando l' importo giusto, sul display veniva invece impostata dal casellante una tratta più breve, anche qui allo scopo di trattenerne la differenza di pedaggio.

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La concessionaria autostradale ha licenziato i sette casellanti per i quali il pm Giovanni Polizzi chiede il rinvio a giudizio alla gip Raffaella Mascarino nell' udienza fissata all' 11 giugno: tre si sono dimessi, uno non ha impugnato il licenziamento, tre sono invece in causa di lavoro. Alcuni degli indagati respingono le accuse perché giurano che, all' ora delle contestazioni, erano o non in servizio o sostituiti da colleghi.

 

Altri, specie quelli più coinvolti, sostengono invece che alla base delle accuse ci sarebbe un equivoco indotto dai sistematici mal funzionamenti degli apparecchi, argomento al quale la Procura però oppone l' assenza di segnalazioni all' azienda da parte dei lavoratori. Infine c' è un tema di diritto, perché l' imputazione di «appropriazione indebita aggravata» può stare in piedi solo se passa la tesi che «Milano Serravalle-Milano Tangenziali spa» sia ente pubblico in quanto partecipata al 52,9% da Asam spa, che a sua volta è quasi del tutto controllata da Regione Lombardia.

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