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LA GIUSTIZIA NON E' UGUALE PER TUTTI - I GIUDICI CHE SBAGLIANO NON PAGANO MAI. ANZI, FANNO CARRIERA (ANCHE IN CASI DI LESIONI A CITTADINI E FORZE DELL'ORDINE) - LA SOSPENSIONE DA FUNZIONI E STIPENDIO È OBBLIGATORIA SOLO IN CASO DI ARRESTO - LA TOGA CHE SBAGLIA PUÒ NASCONDERSI DIETRO LA PRIVACY NEGATA AI COMUNI CITTADINI - GABANELLI: "IL CSM E I TITOLARI DELL'AZIONE DISCIPLINARE NON OFFRONO SEMPRE UNA RISPOSTA VELOCE ED ADEGUATA, ED È UN ERRORE GRAVE, PERCHÉ CONTRIBUISCONO ALLA PERDITA DI CREDIBILITÀ DELLA MAGISTRATURA"

Milena Gabanelli e Virginia Piccolillo per il "Corriere della sera"

 

milena gabanelli

Credibili e capaci di riscuotere fiducia. Così il capo dello Stato, vorrebbe i giudici. Senza ombre e sospetti. E pronti ad affrontare le proprie responsabilità. Ma chi sbaglia, ora, paga? I magistrati che commettono reati affrontano i tre gradi di giudizio, come tutti i cittadini. Ma nel frattempo è il Consiglio superiore della magistratura a decidere se trasferirli, sospenderli, radiarli, o lasciarli al loro posto fino a sentenza definitiva. Ed è sempre il Csm a decidere se, e come, sanzionare i comportamenti che non onorano la toga. Vediamo come funziona il sistema.

SILVANA SAGUTO

 

In casi gravi la rimozione arriva anche in tempi brevi. Silvana Saguto, presidente delle Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo è stata radiata nel marzo 2018 per l'uso della "posizione di magistrato per ottenere vantaggi ingiusti", 2 anni prima della condanna a 8 anni per il "patto corruttivo permanente" con avvocati, funzionari e ufficiali sulla gestione dei beni sequestrati ai mafiosi.

 

luca palamara al csm 1

Per rimuovere Luca Palamara, accusato di "manovre occulte" per condizionare il Csm, sono bastate 9 sedute. Ma in altri casi, altrettanto gravi, si viaggia più lenti. La legge Castelli concede al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della Cassazione un anno di tempo dalla notizia del fatto per promuovere l'azione disciplinare; un altro anno al Pg per le richieste; un altro ancora alla sezione disciplinare per pronunciarsi. In più, tra ricorsi e contro-ricorsi, in Cassazione, il meccanismo si inceppa. E intanto la toga infangata resta indosso.

 

La sospensione da funzioni e stipendio è obbligatoria solo in caso di arresto. E' facoltativa, invece, per chi è sotto procedimento penale. Così c' è chi, anche con accuse gravi pendenti, continua ad esercitare. Come Maurizio Musco, pm di Siracusa, accusato di favorire nelle indagini l' amico avvocato Piero Amara e i suoi amici. Il Guardasigilli, Paola Severino, aveva chiesto e ottenuto "con urgenza" il suo trasferimento cautelare a Palermo già a fine 2011.

Calafiore Longo Maurizio Musco nella stanza del pm

 

Nel 2014 il gup lo assolve, la Procura impugna, ma il Csm lo rimanda a Siracusa, dove 8 magistrati su 11 denunciano il «rischio di inquinamento dell' azione della Procura». Viene ritrasferito, a Sassari. Intanto fioccano le condanne in Appello, in Tribunale a Messina (concussione da cui poi sarà assolto) e alla Corte dei conti. Il Csm lo radia solo nel 2019. La Cassazione conferma nel 2020. In quegli 8 anni Musco ha continuato a processare gli altri.

 

FERDINANDO ESPOSITO 2

O come Ferdinando Esposito, accusato per le pressioni improprie fatte tra il 2012 e il 2014 per avere un attico a due passi dal Duomo di Milano a canone stracciato. Per lui ci fu solo il trasferimento per abuso dei poteri. Chi avrebbe potuto chiederne la sospensione da funzioni e stipendio era la Procura generale della Cassazione, dove a capo, fino al 2012 c'era lo zio Vitaliano.

 

Ma non lo fece, e Ferdinando Esposito ha esercitato fino alla radiazione, avvenuta tre mesi fa. Il problema è che se una pratica arriva istruita male, il Csm non può che archiviare. Per questo dovrebbero esserci magistrati senza ombre. Ecco perché ha fatto scalpore che il Pg Mario Fresa dopo aver sferrato, durante il lockdown, un pugno alla moglie, non sia stato trasferito dal Csm lo scorso 19 maggio (9 voti pro, 8 contro, 8 astenuti). Lei ritira la querela e ritratta.

 

david ermini sergio mattarella al csm

Ai magistrati del Tar e Consiglio di Stato invece la legge Castelli non si applica. La Procura di Catania nel 2020 ha chiuso le indagini accusando il giudice del Tar Dauno Trebastoni di corruzione in atti giudiziari. Ma la richiesta di sospensione al Cpga, l' omologo del Csm, è stata respinta. Andrea Migliozzi, presidente Tar di Bologna, non viene sospeso, malgrado sia indagato, in quanto il suo nome compare nella condanna per sentenze pilotate del consigliere di Stato Nicola Russo, come presunto responsabile di concorso negli stessi reati. E infatti continua a fare il giudice amministrativo. Quando infine le sentenze disciplinari arrivano, e sono pubblicate, non si possono leggere. Gli omissis oscurano nomi e luoghi.

 

Il giudice che sbaglia può nascondersi dietro una privacy negata ai comuni cittadini.

Al magistrato sono richieste "imparzialità, correttezza, diligenza, laboriosità, riserbo, equilibrio, e rispetto della dignità". Ma spesso si chiude un occhio, come con Nicola Mazzamuto. Nel 2005 va in farmacia, e se la prende con due poliziotti che facevano portar via le auto in doppia fila, come la sua.

Consiglio Superiore della Magistratura

 

Ne afferra uno per il collo procurandogli lesioni. Il Csm gli commina la censura, ma nel 2013 lo promuove presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina. Comprensione anche per Federico Sergi, che ne 2009, ubriaco, ha un incidente e prende a calci e pugni due carabinieri. Lo arrestano (sarà assolto). Scatta la sospensione cautelare per 2 anni. Rientrato in Tribunale viene trovato dai colleghi in bagno sotto effetto di sostanze. Il Pg di Cassazione ne chiede la rimozione.

 

Luciano Padula

Il Csm gli dà solo la sospensione perché ravvisa una «cesura» col passato. Ora è giudice a Potenza. Anche Luciano Padula, ex pm di Reggio Emilia, viene fermato alla guida della Bmw «in piena notte, barcollante, vestito da cavallerizzo». Insulta i vigili e ne strattona una minacciandola. Due condanne per lesioni aggravate, poi prescritte in Cassazione. Ma la carriera non viene bloccata, e va a fare il giudice penale a Spoleto. Lo scorso anno (10 anni dopo i fatti) dal Csm arriva la sospensione per due anni. Persino la valutazione negativa viene assegnata con tormento, visto che chi ne riceve due viene espulso. Giulio Cesare Cipolletta, giudice di Pisa, squarcia le gomme dell' auto di una collega nel parcheggio del Tribunale.

 

Cosimo Maria Ferri, Lucia Baracchini e Giulio Cesare Cipolletta

Condannato per danneggiamento e porto ingiustificato d' arma, nel 2009, se la cava con una censura. Tre anni dopo riperde le staffe, sempre con una signora. Per un alterco sul traffico le dice: «Maledetta», e calciando lo sportello dell' auto da cui lei stava scendendo, la ferisce al ginocchio. La risarcisce con 3mila euro. Il Csm, nel 2017, lo censura di nuovo. Ma pochi mesi fa la valutazione per l' avanzamento di carriera è positiva «anche in ordine al prerequisito dell' equilibrio».

 

Francesco Mollace, ex pm di Reggio Calabria di valutazione negativa ne aveva già una. Imputato di corruzione in atti giudiziari per i rapporti con Luciano Lo Giudice, accusato di 'ndrangheta, viene assolto per insufficienza di prove. Ma i giudici definiscono alcune sue scelte investigative «censurabili in altra sede». Ovvero al Csm, dove arriva il fascicolo con la confessione del fratello, che si autoaccusa degli attentati ai magistrati di Reggio, e racconta l' amicizia tra i due. Viene trovato il numero di Mollace (mancante di una cifra), appuntato come "Don Ciccio", in casa di Luciano che, intercettato, in carcere dice all' avvocato «mandagli un bacetto a don Ciccio».

 

il pm davide nalin

Alla fine il «no» alla promozione passa, ma solo a maggioranza. C' è anche chi, come l' ex pm dei reati sessuali Davide Nalin, sotto inchiesta al Csm per un ruolo nello scandalo Bellomo (il consigliere di Stato destituito che imponeva la mini alle aspiranti magistrate) tenta il piano "B": il concorso al Tar. Scritto superato, orali a luglio.

 

C' è infine chi la passa liscia. Come la giudice del Tribunale Civile di Rovigo che ai suoi ospiti al party di compleanno aveva proposto come regalo una "lista di viaggio": loro versavano denaro e lei sognava mari caldi. Peccato che fra gli invitati c' erano anche avvocati o periti: potenziali controparti in giudizio che avevano interesse a compiacerla. Pagando.

Finisce sui giornali ma non al Csm.

 

francesco bellomo 6

Le riforme, che il presidente Mattarella auspica rapide, partono anche da qui. Il Csm e i titolari dell' azione disciplinare non offrono sempre una risposta veloce ed adeguata, ed è un errore grave, perché contribuendo alla perdita di credibilità della magistratura aiutano chi "lavora" per ridurne l' autonomia e l' indipendenza. Oltre ad essere un danno per i tanti magistrati integerrimi e uno sfregio per quanti sono morti onorando la toga.

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