killer high. storia della guerra in sei droghe peter andreas

LA GUERRA È UNA DROGA - DA QUANDO COMBATTONO GLI ESSERI UMANI RICORRONO A SOSTANZE PER ESSERE PIÙ FEROCI E PER SOPPORTARE MEGLIO FATICA E DOLORE: PETER ANDREAS NEL LIBRO “KILLER HIGH. STORIA DELLA GUERRA IN SEI DROGHE” RIPERCORRE LA COMPLESSA STORIA DELLA VIOLENZA POMPATA DA ALCOL E STUPEFACENTI – DAI LEGIONARI ROMANI CHE COMBATTEVANO SOLO SE IL BICCHIERE DI VINO ERA PIENO ALLA GERMANIA NAZISTA CHE INONDAVA LE TRUPPE DI ANFETAMINE…

Matteo Sacchi per "il Giornale"

 

soldati in guerra e droghe 9

La guerra è di per se stessa una droga. Basta aver letto una volta i versi di Bertran de Born per rendersene conto: «Baroni, date a pegno castelli, borgate e città, piuttosto che cessar di guerreggiare l'un l'altro». Dà assuefazione nel suo orrore, è difficile disintossicarsi. Eppure non esiste guerra senza aggiunta di droghe. Da quando combattono gli esseri umani ricorrono a sostanze dopanti. Per essere più feroci in battaglia, per sopportare meglio la fatica e il dolore. E per scordarsi dopo, come l'equipaggio di Ulisse nel Paese dei lotofagi, gli orrori a cui hanno preso parte.

 

killer high. storia della guerra in sei droghe di peter andreas

Nel corso dei secoli i soldati hanno annegato la loro paura nel vino e nella birra, cercato l'oblio nell'oppio o ucciso per procurarselo, vegliato di guardia grazie al caffè, ucciso per difendere le piantagioni di coca o distruggerle, fumato tabacco per calmare i nervi o abbordato navi in nome del tè o ubriachi di rum. Eppure il rapporto tra droga e conflitti è stato poco esplorato e mai in maniera complessiva. Ci ha provato il politologo e storico Peter Andreas della Brown University con il suo Killer High. Storia della guerra in sei droghe (Meltemi, pagg. 364, euro 20).

 

Il saggio è un viaggio, lisergico, nella complessa storia della violenza organizzata. Violenza che per essere organizzata deve muoversi su uno scivoloso crinale: bisogna ottundere la mente del soldato per non fargli avere paura ma non bisogna mai ottunderla troppo. Ecco perché l'alcol, forse la prima droga comparsa in forma massiva sui campi di battaglia, ha creato imperi e li ha abbattuti. I legionari romani combattevano solo se la loro razione di vino arrivava regolare.

soldati in guerra e droghe 1

 

La marina inglese (dal 1740 in poi) ha prosperato sul grog, un miscuglio di rum, limone e acqua capace di calmare i nervi e proteggere dallo scorbuto. Ma l'esercito russo spesso è annegato in un mare di vodka che ne ha inibito la capacità combattiva, come nella Guerra russo giapponese del 1904. Gli Zar erano finiti in un circolo vizioso: gran parte delle entrate che potevano utilizzare per la guerra provenivano dalla tassazione sugli alcolici ma gli alcolici erano anche il passatempo che rendeva le truppe a bassissima efficienza.

soldati in guerra e droghe 2

 

È finita decisamente meglio con l'uso massiccio della caffeina e del tabacco, anche se, all'inizio, persino un generale esperto come Federico il grande di Prussia non vedeva di buon occhio il fatto che i suoi soldati andassero a caffè: «Sua maestà è stato allevato a birra... Molte battaglie sono state combattute e vinte da soldati nutriti di birra, e il re non ritiene di poter confidare nel fatto che soldati che bevono caffè siano in grado di sopportare le difficoltà delle guerra o di sconfiggere i suoi nemici...». Così scriveva il 13 gennaio del 1777 molto preoccupato. Aveva torto e per rendersene conto basta arrivare sino alla guerra di Secessione americana (1861-1865). Uno dei maggiori vantaggi delle truppe unioniste era di poter di sporre anche di litri e litri di caffè per mantenersi vigili e baldanzosi.

soldati in guerra e droghe 6

 

Il futuro presidente degli Usa, William McKinley, divenne praticamente un eroe perché sfidò il fuoco nemico per portare mastelli di caffè fumante a dei soldati in difficoltà. L'ufficiale in comando descrisse così l'effetto magico della bevanda: «fu come schierare in battaglia un nuovo reggimento». Nella Prima guerra mondiale il caffè era diventato solubile, l'Inghilterra aveva un tea bureau perché era ritenuto impensabile mandare a combattere i soldati senza. Nella Seconda la caffeina arrivò anche sotto forma di Coca-cola che ci si preoccupò di non far mancare nemmeno durante lo sbarco in Normandia. Ma la caffeina i conflitti può anche provocarli.

soldati in guerra e droghe 5

 

Dalla fine del Settecento la Gran Bretagna ormai marciava a tè, che aveva anche effetti salutari sui sudditi, in quanto rendeva l'acqua molto meno patogena. Il principale fornitore delle preziose foglie era la Cina, che gli inglesi dovevano pagare in argento. Un esborso insostenibile sino a che la Compagnia delle indie non iniziò a esportare in Cina oppio indiano. Ci volle poco perché la Cina si riempisse di tossicomani e l'Inghilterra potesse bere il suo tè ad un costo più che accettabile, anzi, guadagnandoci. Quando l'impero cinese provò a reagire, a quello che è stato il più violento e sleale narcotraffico di Stato della Storia, ne nacquero due guerre (la prima dal 1839 al 1842, la seconda dal 1856 al 1860) che gli occidentali vinsero grazie al loro grande vantaggio tecnologico e anche grazie allo stato pietoso in cui l'oppio aveva ridotto buona parte degli alti gradi, militari e civili, cinesi.

 

pervitin

Quindi un esempio di guerra per fermare una droga (letale) venduta per comprare un'altra droga (al momento quasi solo benefica). Più complessa ancora la vicenda della nicotina che Peter Andreas racconta nel dettaglio. Gli effetti della dipendenza del fumo li vediamo tutti. Eppure la nicotina alleviava la fame, lo stress da combattimento e manteneva lucidi a differenza dell'alcol. Decine e decine di generali si sono preoccupati di diffondere il fumo tra i propri soldati. I danni si sarebbero visti solo a decenni di distanza mentre al fronte, parola del maggior generale Grayson M. P. Murphy: «una sigaretta può fare la differenza fra un eroe e un lavativo».

 

soldati in guerra e droghe 4

Aveva ragione? Hitler, che era un salutista, cercò di vietare le sigarette ai soldati tedeschi. Si ritrovò con le SS che avevano addirittura una marca di sigarette tutta loro, le "Sturmzigaretten". Dopodiché la Germania nazista fu il primo Paese a inondare le proprie truppe di anfetamine. Il famoso Pervitin che i soldati consumavano continuamente, anche direttamente mischiato alla cioccolata. Molti reduci della Seconda guerra mondiale ne rimasero dipendenti a vita. E queste sono solo alcune delle storie incredibili che racconta Peter Andreas. Ne nasce un affresco molto particolare dei conflitti e della dipendenza che l'uomo ha verso la guerra. Una dipendenza, diretta o indiretta, che ci ha portato spessissimo in overdose.

soldati in guerra e droghe 8pervitinla temmler di berlino fabbricava droga per soldatisoldati in guerra e droghe 7soldati in guerra e droghe 3

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…