joe biden vladimir putin

LA GUERRA VERA FORSE NON CI SARÀ, MA INTANTO USA E RUSSIA SI COMBATTONO CON LE FAKE NEWS SULL’UCRAINA - LA CIA TEME CHE PUTIN SI POSSA INVENTARSI UN ATTACCO DI KIEV ALLA POPOLAZIONE RUSSOFONA DELL’EST DEL PAESE, TRAMITE UN “FALSO VIDEO DI PROPAGANDA”, COME GIUSTIFICAZIONE DELL’INVASIONE - MA L’ALTA TENSIONE FA COMODO A BIDEN, CHE DEVE FAR FINTA DI ESSERE DURO PER RAGIONI INTERNE (A NOVEMBRE CI SONO LE ELEZIONI DI MIDTERM) - VIDEO

 

 

 

vladimir putin joe biden 5

1 - BIDEN ACCUSA PUTIN SULL’UCRAINA MA È LUI CHE HA BISOGNO DI ALZARE LA TENSIONE: IL PRESIDENTE AMERICANO IN FASE DI DECOMPOSIZIONE HA GROSSI PROBLEMI INTERNI. TRUMP RIPRENDE QUOTA E LUI TRACOLLA NEI SONDAGGI. E RISCHIA DI PRENDERE UNA TRANVATA ALLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE. È PER QUESTO CHE FA FINTA DI FARE IL DURO. MA COSÌ RISCHIA DI FARE SOLO DANNI. TANT’È CHE ANCHE ZELENSKY, L’EX COMICO DIVENTATO PRESIDENTE UCRAINO, HA CHIESTO DI SMETTERLA: “L’OCCIDENTE NON DEVE CREARE IL PANICO”

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/biden-accusa-putin-sull-rsquo-ucraina-ma-nbsp-lui-che-ha-bisogno-298492.htm

minacce di guerra russia ucraina

 

2 - «UN VIDEO FALSO PER POI ATTACCARE» ALLARME DELLA CIA, TENSIONE A KIEV

Francesco Battistini per il "Corriere della Sera"

 

«Abbiamo abbattuto un drone ucraino che sorvolava la Bielorussia!». «Attenti, i russi hanno filmato un falso incidente per invadere l'Ucraina!».

 

joe biden vladimir putin

In attesa della guerra vera, se ci sarà, si va di guerra ibrida. Ieri pomeriggio il più fedele alleato di Vladimir Putin, il dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko, per la prima volta ha convocato l'ambasciatore ucraino e protestato per un aereo senza pilota che il 24 gennaio sorvolava le truppe russe sul confine, ospitate nel campo militare di Brestsky: «È una provocazione - ha avvertito -, una pericolosa escalation».

avril haines

 

Più o meno alla stessa ora, in una sala riservata del Congresso di Washington, una super-capa della Cia mostrava ai deputati americani immagini declassificate e scioccanti di cadaveri disseminati, macerie, fuoco e fiamme, russi imprecanti e in lacrime.

 

putin e lukashenko

«Sono false», ha spiegato Avril D. Hainey, ma non per questo tranquillizzanti: come scrivono New York Times e Washington Post citando quattro fonti d'intelligence - e come confermano sia il Pentagono, sia i servizi britannici -, ci sono «informazioni che i russi vogliano invadere l'Ucraina con un pretesto» e che «s' inventino un attacco da parte di Kiev alla popolazione russofona dell'Est Ucraina, con un falso video di propaganda che mostri corpi a terra, attori che inscenino il lutto, luoghi distrutti e armi ucraine fornite dall'Occidente».

 

minacce di guerra russia ucraina

Una pistola fumante, dicono gli Usa, ma caricata a salve. Un trappolone mediatico fatto circolare ad arte, per poi giustificare un intervento militare di Mosca a protezione degli ucraini filorussi: la Duma di Putin starebbe per riconoscere le repubblichette filorusse di Donetsk e Lugansk, un po' come fece con l'Ossezia e l'Abkazia prima d'invadere la Georgia nel 2008, e a quel punto per i leader secessionisti sarebbe uno scherzo «fingere una provocazione e chiedere l'aiuto» della Grande Madre Russia. Stanno facendo un cinema, in tutti i sensi.

 

JOE BIDEN VLADIMIR PUTIN

La Casa Bianca raffredda («l'invasione non sarà imminente»)? Il Cremlino chiede di non alimentare tensioni («l'unica cosa falsa sono questi allarmi»)? Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan viene a proporre un incontro ad Ankara fra russi e ucraini («questo momento difficile sarà superato»)? Sono i nervi ad andare in trincea.

 

E se Washington muove altri 3mila soldati fra Polonia e Romania, Mosca chiude gli uffici russi della tv tedesca proprio quando il cancelliere Olaf Scholz si prepara ad andare da Putin. Armi e bagagli, più quelle che questi: l'incidente del drone in Bielorussia non è casuale, perché i droni turchi venduti all'Ucraina (e alla Russia) sono l'oggetto per contendere col nemico.

volodymir zelensky con i soldati ucraini

 

È ai Bayraktar Tb2 e ai Fai-Anka fabbricati in Turchia che si riferisce il video presentato dalla Cia, quando parla d'«armi occidentali» mostrate come prova. Ed è degli stessi droni che, sotto la neve, è venuto ieri a parlare Erdogan col presidente ucraino Volodymyr Zelensky: il Sultano si propone da mediatore - forte del suo ruolo nella Nato e dei numerosi interessi convergenti con Mosca, dalla Siria alla Libia, dal Nagorno-Karabakh al Kazakistan -, ma le sue simpatie sono da sempre per la minoranza tatara e musulmana della Crimea, sloggiata con l'annessione di Putin del 2014.

volodymir zelensky

 

Le ultime forniture dei droni turchi a Kiev, velivoli che tanto hanno impressionato per la loro efficienza nei bombardamenti dei curdi, sono fra quelle che più preoccupano Mosca. Ad Ankara sanno che un'invasione russa destabilizzerebbe tutto il Mar Nero e soprattutto i commerci che passano per il Bosforo e i Dardanelli. Quando la Russia avanzò da quelle parti, nell'ottocentesca guerra di Crimea, arrivò quasi a Costantinopoli. Noi non ce ne ricordiamo quasi più, ma i turchi sì.

 

2 - IL PENTAGONO: «UN PRETESTO E L'UCRAINA SARÀ INVASA» PUTIN-PECHINO, ASSE SUL GAS

Flavio Pompetti per "il Messaggero"

 

guerra in ucraina 6

Vladimir Putin cerca la sponda con la Cina. Assediato dal fronte dei paesi occidentali, più o meno compatti nella decisione di respingere ogni pretesa espansionista della Russia in Ucraina, il leader moscovita sta cercando di intrecciare rapporti più robusti con la potenza mondiale che ha già segnalato la volontà di sfidare il nemico comune: gli Stati Uniti.

 

LE SANZIONI

La marcia di avvicinamento dei due paesi che per lunghi decenni si erano guardati con sospetto, è iniziata otto anni fa con l'invasione della Crimea da parte della Russia, quando Putin ha trovato per la prima volta la strada verso l'occidente sbarrata dalle sanzioni di Usa ed Europa.

 

Volodymyr Zelensky

Attraverso la catena dei monti Altai che segna il confine, il presidente russo ha un paese assetato di petrolio e gas, e con il quale ha iniziato a potenziare gli scambi commerciali. La contingenza attuale della crisi in Ucraina sta stringendo le maglie di questo rapporto.

 

Qualche giorno fa il governo di Pechino si era detto «sensibile» alle preoccupazioni di Mosca riguardo alla sicurezza territoriale. Ieri i rispettivi ministri degli Esteri Serghei Lavrov e Wang Yi hanno discusso la «comprensione e il sostegno» del governo cinese nei riguardi della Russia riguardo alla crisi ucraina.

 

Nel concreto i due paesi stanno discutendo le contromosse che potrebbero prendere per contrastare eventuali nuove sanzioni anti russe provenienti da Washington e da Bruxelles.

 

vladimir putin joe biden. 4

IL MESSAGGIO

Alla vigilia del suo viaggio a Pechino per l'apertura dei giochi olimpici invernali, Putin ha inviato un suo messaggio all'agenzia cinese Xinhua nel quale si dice fiducioso che lo scambio commerciale tra i due paesi possa passare dai 147 miliardi di dollari dell'anno scorso ai 200 miliardi, e promette un uso sempre più allargato delle rispettive valute, per sfuggire al ricatto del dollaro.

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN

 

L'amministrazione Biden aveva aperto la giornata ieri con un'insolita retromarcia su quella che Kiev aveva definito una «eccessiva retorica bellica» riguardo alla presenza dei militari russi ai confini dell'Ucraina. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki aveva corretto l'espressione «invasione imminente» che aveva dominato la scena nei giorni scorsi, in quanto supponeva una decisione già maturata da parte di Putin che invece non è evidente.

 

guerra in ucraina 8

Più tardi in mattinata è arrivata un'autentica bomba diffusa dal New York Times. La Russia secondo il quotidiano starebbe preparando un falso filmato che documenta l'uccisione di cittadini russi da parte di militari ucraini, alla frontiera dei due paesi. Il documento sarebbe usato per provocare indignazione, e giustificare un intervento armato oltre il confine.

 

Fonti anonime del Pentagono non chiariscono chi esattamente avrebbe preso l'iniziativa di produrre i filmati, ma accusano l'intelligence russa di aver attivamente collaborato alla loro realizzazione. La notizia non è stata confermata a Washington, né sono state prodotte le immagini che il giornale scrive sarebbero in possesso del governo Usa.

 

guerra in ucraina 7

La tensione resta altissima, e il prezzo pagato dalla comunità globale è già salato. La presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accusato la Russia di «stare mettendo in dubbio l'architettura della sicurezza europea». Putin e Macron, intanto, hanno parlato al telefono sulla crisi in Ucraina. Macron ha avuto un colloquio telefonico anche con Biden. Il leader francese e quello Usa, rende noto la Casa Bianca, hanno «ribadito il loro sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina».

 

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)