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HAITI SENZA PACE – IL BILANCIO DEL TERREMOTO CHE HA COLPITO IERI IL PAESE CARAIBICO CONTINUA AD AGGRAVARSI: I MORTI ACCERTATI FINORA SONO 304, MA È UN DATO SOLO PARZIALE. CI SONO ENORMI DANNI DOPO LA SCOSSA DI MAGNITUDO 7,2 A CUI NE È SEGUITA UN’ALTRA DI ASSESTAMENTO DEL 5.2 – IL DUPLICE SISMA HA CAUSATO ENORMI DANNI. LE CITTÀ PIÙ COLPITE SONO JACMEL, JEREMIE, NIPPES E LES CAYES. QUI L'ARCIVESCOVADO E LA CATTEDRALE - DOVE ERA IN CORSO UNA CELEBRAZIONE - SONO STATI POLVERIZZATI - VIDEO

 

 

 

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SALGONO AD ALMENO 304 I MORTI NEL TERREMOTO DI HAITI

(ANSA-AP) - PORT AU PRINCE, 14 AGO - Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto di magnitudo 7,2 che ha colpito ieri Haiti. Sono salite a 304 i morti finora accertati, secondo quanto rende noto la protezione civile. (ANSA-AP).

 

HAITI RIPIOMBA NELL'INCUBO. SCOSSA DI MAGNITUDO 7,2: PIÙ DI DUECENTO LE VITTIME

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Loretta Bricchi per “Avvenire”

 

Un terremoto senza fine. Ancora in pieno sisma politico - dopo l'assassinio del presidente, Jovenal Moïse, il 7 luglio -, ieri, una scossa fisica ha frustato Haiti. Nella mattinata di ieri - alle 8.29 ora locale - la stretta lingua di terra che forma l'occidente del Paese caraibico è stato colpita da un terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter, seguita poco dopo da una scossa di assestamento di magnitudo 5,2.

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L'epicentro è stato individuato a nord-est dalla città di Saint-Louis-du-Sud, con 10 chilometri di profondità. Il duplice sisma - che in principio aveva fatto attivare anche l'allarme tsunami, poi rientrato - ha causato «e- normi danni e tanti morti», come ha detto il primo ministro, appena entrato in carica, Ariel Henry.

 

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Impossibile, però, avere un bilancio preciso data la difficoltà di raggiungere la zona, a oltre 150 chilometri da Port-au-Prince: lo stesso primo ministro è rimasto bloccato per ore sulla strada verso l'ovest. La protezione civile locale parla di almeno 225 morti ma tale cifra sembra destinata a salire. Le notizie arrivano frammentarie. Si sa che le città più colpite sono Jacmel, Jeremie, Nippes e Les Cayes.

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In quest' ultima l'arcivescovado e la cattedrale - dove era in corso una celebrazione - sono stati polverizzati. Il cardinale Chibly Langlois, vescovo di Les Cayes, è stato estratto vivo dopo momenti di apprensione. «Uno choc terribile - afferma la Caritas di Les Cayes collabora la Caritas italiana in prima linea nel Paese dal 2010 (per sostenere gli interventi, istruzioni o donazioni online sul sito www.caritas.it) - l'ufficio diocesano è rimasto miracolosamente intatto, il vescovo e i religiosi presenti nella sede vescovile distrutta sono in salvo, ma nelle macerie potrebbero essere rimaste delle persone.

 

La città è stata duramente colpita, molti edifici rasi al suolo, le strade inondate d'acqua». Nelle vicinanze sono crollati anche due alberghi: in uno era in corso un vertice politico, l'ex senatore Gabriel Fortuné è rimasto ucciso. Fortunatamente ha retto il nuovo ospedale che i camilliani stanno terminando a Les Cayes, come ha confermato padre Antonio Menegon. «I nostri missionari stanno bene.

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La gente già povera e provata da mille difficoltà, però, è allo stremo », dice il sacerdote, referente dell'associazione Madian dei camilliani. Distrutta, invece, la cattedrale di Jeremie e molti edifici e parrocchie di Les Nippes. La scossa, lunga e intensa, è stata avvertita in tutta l'isola, risvegliando negli undici milioni di abitanti l'incubo del terremoto del 12 gennaio 2010, in cui morirono almeno 220mila persone.

 

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«È stato fortissimo e terribile», racconta Fiammetta Cappellini, responsabile di Avsi ad Haiti. «Di certo la situazione è gravissima anche per il momento tanto difficile che vive l'isola». Nel 2010, la scossa era di 7 gradi Richter: il Paese già da prima in crisi cronica non si è mai ripreso dalla catastrofe. Stavolta il sismo è stato perfino più potente. L'unica cosa che può far sperare in una tragedia di minori dimensioni, il fatto che la parte colpita sia meno popolata della capitale. Il governo ha decretato lo stato di emergenza e mobilitato le risorse, ben poche nel Paese più povero dell'Occidente.

 

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 «Sto mobilitando tutte le risorse della mia amministrazione per assistere le vittime - ha scritto su Twitter il premier - facendo appello allo spirito di solidarietà e di impegno di tutti gli haitiani, per unirsi per affrontare questa drammatica situazione». Haiti ha chiesto aiuto al mondo, accolta subito dal presidente Usa Joe Biden che ha affidato a Samantha Power la guida di una task force per un intervento d'emergenza. A complicare ulteriormente la situazione l'arrivo, previsto per domani, della tempesta tropicale "Grace" con venti fino a 65 chilometri l'ora.

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